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Operazione Porfido, Fillea-Cgil e Filca-Cisl chiedono il codice antimafia per il Trentino

venerdì, 16 ottobre 2020

Trento – Operazione Porfido, Fillea e Filca chiedono anche la definizione di un codice antimafia per tutte le imprese del settore: “Serve un osservatorio sulla criminalità organizzata”

finanza lavoroLa Fillea Cgil e la Filca Cisl del Trentino, ringraziano le forze dell’ordine, in particolare la Guardia di Finanza, per l’operazione di contrasto alle infiltrazioni mafiose nel settore del porfido: “Come già dichiarato anche nel recente passato dalle nostre organizzazioni sindacali – sottolineano  i segretari di Fillea Cgil e Filca Cisl del Trentino – riteniamo prioritario definire un codice antimafia per tutte le imprese del porfido e dell’edilizia. Sarebbe opportuno istituire una commissione per verificare la corretta applicazione della legge 7 che regolamenta attività estrattiva e la lavorazione del porfido”.

“Obbligo della lavorazione per l’80% del materiale estratto con ricorso ai propri dipendenti – proseguono i sindacalisti -. La tracciabilità del prodotto estratto durante il processo di trasformazione, la tutela dei livelli occupazionali, la regolarità retributiva e contributiva, l’applicazione del contratto collettivo nazionale e provinciale, la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, sono elementi di legalità che ostacolano di fatto la diffusione di situazioni irregolari che poi favoriscono l’intromissione ed l’inserimento in forme spesso sotto traccia della criminalità organizzata”.

“Riteniamo urgente ed opportuno – aggiungono – la costituzione di un tavolo di monitoraggio permanente sulla legalità nel distretto del porfido, come richiesto anche dal nazionale nel rinnovo del contratto collettivo.

Diventa ancora più urgente, vista la dimensione del fenomeno appena rilevato anche nella nostra provincia, istituire un osservatorio sulla criminalità organizzata che tenga costantemente informata la popolazione la quale può divenire il vero anticorpo ad associazioni criminali che crescono e si propagano sulla non conoscenza dell’esistenza di tale fenomeno e contemporaneamente sull’omertà e la paura di chi vive in tali ambienti inquinati”. Fillea Cgil e Filca Cisl del Trentino chiedono un incontro urgente con le istituzioni.



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