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Chiesa in Valmalenco, tragedia di Chiareggio: la situazione dopo la frana

giovedì, 13 agosto 2020

Chiareggio – Dopo la tragedia e la frana di Chiareggio, oggi si è tenuta in Prefettura una riunione di aggiornamento della situazione alla quale hanno preso parte oltre al Sindaco di Chiesa in Valmalenco, ai geologi e ai tecnici del Comune, il Comandante della Polizia locale, i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e dei Vigili del Fuoco.

franaAllo stato sono terminate le operazioni di soccorso ed è stato confermato che non risultano coinvolte ulteriori persone nell’evento. Sono tuttora in corso le operazioni volte alla rimozione del materiale franato e al ripristino delle condizioni di sicurezza della zona interessata dalla frana.

Il sindaco di Chiesa in Valmalenco ha emanato un’ordinanza di chiusura al traffico veicolare e pedonale della strada comunale interessata. In considerazione del graduale ripristino della situazione, si è discusso di una possibile riapertura della strada a fasce orarie diurne e con l’assistenza di un servizio di guardiania, sempreché non si verifichino ulteriori precipitazioni atmosferiche.

Quest’ultima soluzione è comunque subordinata agli esiti delle verifiche strumentali volte a verificare le condizioni di staticità del ponte. Inoltre, al fine di tutelare l’incolumità personale di circa 15 nuclei familiari residenti in un complesso di appartamenti ubicati a ridosso del torrente Nevasco, il Sindaco di Chiesa in Valmalenco predisporrà apposita ordinanza di evacuazione.

Gli assessori regionali a Territorio e protezione civile e agli Enti locali, Montagna e piccoli Comuni hanno effettuato oggi un sopralluogo a Chiareggio/SO, in Valmalenco, per fare il punto della situazione con gli amministratori locali, i geologi e i tecnici nella zona della frana a causa della quale hanno perso la vita tre persone e una quarta è rimasta gravemente ferita.

“Abbiamo verificato tutto il bacino della frana per capire gli immediati interventi per il ripristino delle condizioni di sicurezza – ha spiegato l’assessore alla Protezione civile -. E’ stato deciso di finanziare due interventi da 100 mila euro ciascuno per liberare sia a monte che a valle, l’alveo, le briglie e il ‘tombotto’, il condotto sotto la strada. E’ stato anche tolto materiale che ostruiva passaggio dell’acqua nel condotto”.

“Con l’elicottero e i droni – ha aggiunto l’assessore agli Enti locali, Montagna e piccoli Comuni – abbiamo verificato che a monte della strada c’è ancora materiale che si è mosso a seguito della bomba d’acqua di ieri, ma non ancora sceso a valle. Da un primo riscontro sembra che, nel caso in cui non si verifichi un avviso di condizioni meteo avverse, il materiale ancora a monte non dovrebbe scendere a valle e ci potrebbero essere quindi le condizioni per percorrere il tratto di strada che è stato liberato tempestivamente dal fango e dai detriti. In caso di pioggia il materiale residuo restato a monte potrebbe causare condizioni di pericolosità. Al momento la strada è sotto sequestro”.

“Fatte le opportune verifiche con i tecnici, – ha aggiunto l’assessore agli Enti locali, Montagna e piccoli Comuni – si valuterà se ci sono le condizioni per un’apertura anche solo parziale della strada che dovrà essere preceduta da una verifica statica della struttura. A monte della frana restano ancora circa 600 persone che al momento sono isolate”.

“Prevediamo un intervento maggiore per mettere una briglia selettiva che valuteremo di finanziare come Regione – ha spiegato l’assessore alla Protezione civile – previo naturalmente uno studio per verificare le condizioni reali del sito”.



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