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Trento: via libera unanime ai nuovi criteri per l’accesso al fondo di capitale di rischio delle cooperative

mercoledì, 5 febbraio 2020

Trento – Via libera unanime ai nuovi criteri per l’accesso al fondo di capitale di rischio delle cooperative in Trentino. La Seconda commissione, presieduta da Luca Guglielmi (Lista Fassa) ha dato parere positivo all’unanimità alla delibera, presentata dall’assessore Mario Tonina, che modifica in parte i criteri per l’accesso al fondo del capitale di rischio delle coop, previsto dalla legge 16 del 2008. Un fondo che ha l’obiettivo di sostenere piani e progetti di sviluppo delle cooperative e che interviene attraverso un ente gestore, attualmente la Promocoop trentina spa, attraverso una convenzione con la Provincia. Un fondo, va ricordato, che si è rivelato uno strumento valido a sostegno delle imprese cooperative, ma che va migliorato. Per questo, in Seconda commissione quest’oggi, l’assessore Tonina ha illustrato le novità contenute nella proposta di delibera che ha avuto l’ok unanime da parte dei commissari. Le innovazioni, come ha spiegato Tonina, riguardano la programmazione: Promocoop presenterà alla Giunta un piano di intervento di durata triennale anziché annuale indicando i settori di intervento e la stima dei fabbisogni che la Giunta valuterà in base alle disponibilità di bilancio e alle politiche di sviluppo. Il piano di sviluppo proposto dalla coop dovrà indicare, oltre agli obiettivi, anche le azioni per raggiungerli e le eventuali contribuzioni pubbliche ricevute o in fase di istruttoria. La validazione dei piani di sviluppo dovrà essere validata da un soggetto diverso, esperto del settore e di analisi di bilancio, da quello della coop che lo propone e dall’analisi del bilancio in generale.

La valutazione del piano, e il suo accoglimento, spetterà all’ente gestore, cioè la Promocoop, che si baserà sulle considerazioni tecniche espresse da chi lo ha validato ma potrà svolgere comunque analisi autonome integrative e chiedere approfondimenti. Cambia anche la durata dell’investimento, oggi fissata in 7 anni: con la nuova impostazione potrà variare invece tra i 3 i 5 e i 7 anni in base all’entità del progetto. Novità anche per il rendimento fisso che la coop riconosce all’ente gestore del fondo che oggi è del 2% mentre i nuovi criteri prevedono un’indicizzazione a quello dei Buoni del tesoro poliennali (Btp) in relazione alla loro durata. Infine, il rimborso del capitale, che oggi avviene in una sola soluzione, con la delibera che ha ricevuto oggi il disco verde della Seconda commissione, potrà avvenire in modo modulato quando la durata è di 5 o 7 anni, mentre per quella di 3 anni continuerà ad essere in una tranche unica. Per ciò che riguarda le modalità di disinvestimento i nuovi criteri prevedono, nel caso di difficoltà a ritornare l’intero capitale, la possibilità per le coop, se tutti i soggetti finanziatori sono d’accordo, di concordare una rimodulazione dell’investimento applicando, a seconda dei casi, una maggiorazione del rendimento.



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