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Trento: referendum costituzionale, il PATT invita a votare “No”

sabato, 5 settembre 2020

Trento – Referendum costituzionale il PATT invita a votare “No!”. L’ufficio politico del PATT ha deciso all’unanimità di esprimere parere negativo nei confronti del referendum costituzionale del 20 e 21 settembre ed invita, di conseguenza, tesserati e simpatizzanti a votare “No”.

Referendum costituzionale - credit Ministero InternoTale posizione, condivisa anche con la Giunta Esecutiva, si basa su alcuni dati politici alla base della cosiddetta riforma. Il segretario Simone Marchiori sintetizza così:

“La posizione unanime del Partito Autonomista si basa sostanzialmente su due concetti: il primo, più generale, è rappresentato dal fatto che una riforma, per essere tale, deve modificare gli assetti dello Stato, efficientandone il funzionamento e contribuendo a contenere la spesa pubblica. La riforma in oggetto non solo non porta a nessuno di questi risultati (non tocca nemmeno, per esempio, il tema del bicameralismo perfetto, vero scoglio in cui si incaglia il processo legislativo italiano), ma fa passare il concetto secondo cui le inefficienze italiane derivano dal numero dei Parlamentari. Se così fosse stato si doveva avere più coraggio e tagliare molto di più. La realtà è che per rispondere alle promesse elettorali si è cercato di prendere la strada più corta e inefficace”.

“Il secondo punto – continua il segretario del PATT - è più legato alla nostra autonomia: se, infatti, il taglio dei parlamentari toccherebbe poco il Trentino e Sudtirolo, ciò porterebbe comunque alla divisione della ripartizione degli eletti su base provinciale anziché regionale, dando quindi un ennesimo colpo a quella cornice che dovrebbe tenere insieme Trento e Bolzano vedendole fianco a fianco nel difendere ed ampliare il proprio autogoverno nei confronti di Roma”.

“Ecco perché - conclude Marchiori – rigettiamo il ragionamento di chi afferma che piuttosto di niente è meglio questa riforma. Siamo arrivati a un punto in cui non possiamo far passare una riforma in attesa di vararne un’altra che la completi, posto che nessuno sembra avere non solo l’intenzione di approvarla, ma nemmeno le idee chiare su come impostarla. Una riforma completa che blindava l’Autonomia era arrivata alla prova del referendum nel 2016 ed è stata bocciata. Di certo non possiamo esprimere parere favorevole a questa non-riforma”.



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