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Progettone in soccorso all’agricoltura, mozione del Patt

mercoledì, 25 marzo 2020

Trento - I consiglieri PATT Michele Dallapiccola, Paola Demagri e Ugo Rossi hanno presentato una mozione sul “Progettone in soccorso all’agricoltura”.

In questo drammatico momento abbiamo avuto occasione più volte di constatare, quanto importante si sia rivelato, tra i servizi essenziali – e se mai ce ne fosse stato bisogno – il sistema agroalimentare. L’Italia è un fortunato produttore agricolo perché con la sua estensione geografica abbraccia una vasta latitudine offrendo una gamma di prodotti molto interessante e variegata.

I dati sui consumi rivelano che frutta e verdura pur nelle fluttuazioni determinate dal cambiamento delle abitudini hanno tenuto bene. Le difficoltà comunque di sono tutte con i vari settori che non hanno risentito in maniera lineare della difficoltà di personale operativo ma anche del cambio dei gusti e dell’orientamento dei consumi. Sappiamo infatti che in questo momento il mercato è orientato al consumo di mele, arance o kiwi che fortunatamente sono già in magazzino ma si preannuncia ad esempio una probabile crisi per le fragole con raccolto già oltre i consumi.

Ma se da un lato i dati relativi al contagio sono incoraggianti, quelli relativi all’andamento dell’epidemia e alle misure necessarie per contenerla lo sono un po’ meno e dunque ci troviamo di fronte alla condizione di rispetto di una quarantena che dovrà probabilmente proseguire ancora per lungo tempo. Le cose non sembrano andare meglio all’estero dove anzi l’ondata di contagio è arrivata un po’ più tardi che da noi. In questo contesto è difficile pensare che rispetto a prima e a tempi brevi possa riprendere la libera circolazione delle merci ma soprattutto, e a maggior ragione, delle persone.

Sempre in questo quadro si colloca anche la difficoltà di reperimento di manodopera agricola, condizione che potrebbe ripercuotersi negativamente proprio sul comparto relativo; semplificando, potremmo trovarci di fronte ad una crisi per ora latente con la concreta possibilità di andare incontro a carenza di prodotto ortofrutticolo perché non si trova personale che lo raccolga. Ipotesi remota, fatto difficile da immaginare ora? Pensiamo ad una quarantena e ad un blocco di Polonia e Romania ad esempio che si protragga fino al primo autunno e chiediamo un opinime di possibili scenari al comparto delle mele, allora!

Ma qui, potrebbe collocarsi una nostra proposta relativa ad una rapida riconversione dell’impiego del sistema di sostegno al lavoro della Provincia. Esiste già ed è particolarmente apprezzabile lo sforzo dell’Agenzia del lavoro di ricollocare in questo settore alcuni richiedenti impiego. Purtroppo però i numeri degli interessati hanno per ora dato scarsa soddisfazione perché come abbiamo avuto già modo di osservare le persone disponibili a questo tipo di attività rispetto alle richieste anche solo ordinarie del settore si trovano in una condizione di pietosa sproporzione negativa.

A questo punto, le squadre del Progettone, bloccate da questa quarantena, potrebbero – su base volontaria degli aderenti – dare propria disponibilità per effettuare lavori in agricoltura. Tra l’altro in questo settore, rispetto ad attività al coperto o al chiuso, risulta più agevole rispettare standard di sicurezza quali distanza, pulizia dell’area e scarsi contatti personali inferiori al metro di distanza.

Il progetto e la realizzazione di questa proposta amministrativa potrebbero avvenire attraverso il raccordo offerto dalle sigle sindacali agricole costruendo anche una compartecipazione finanziaria anche solo parziale da parte delle aziende agricole stesse ampliando il plafond di possibili aderenti. Le maglie della rete delle assunzioni in questi anni si sono infatti rese più strette dalle difficoltà economiche della PAT ma proprio attraverso la ipotetica compartecipazione provata potrebbero almeno transitoriamente allargarsi.

Siamo consci che questa operazione potrebbe configurarsi quale vero e proprio aiuto economico alle imprese che andrebbe incontro ai limiti relativi alla normativa europea sugli aiuti di Stato. Siamo altresì convinti che in questo periodo Bruxelles possa trovarsi in una condizione “di manica larga” rispetto alle richieste delle amministrazioni locali e dunque potrebbe risultare più probabile poter contare su risposte positive e tendenzialmente rapide di una deroga a questo regime.

Tutto ciò premesso,

il Consiglio della Provincia autonoma di Trento impegna la Giunta:

ad attivarsi per sviluppare dal punto di vista tecnico e giuridico per un progetto di fattibilità e successiva attivazione della proposta in premessa“.



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