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Trento, le minoranze in Provincia intervengono su Medicina

venerdì, 17 gennaio 2020

Trento – Scuola di Medicina: la Provincia deve salvaguardare e valorizzare il particolare Status dell’Università di Trento. Il messaggio giunge dalle minoranze in Consiglio provinciale.

Collini -Isstn ©GiovanniCavulliI consiglieri provinciali di minoranza. secondo quanto comunicato dalla garante dell’assemblea Paola Demagri, “hanno chiesto un incontro con il rettore dell’Università di Trento Paolo Collini (nella foto di Giovanni Cavulli) per essere direttamente da lui informati sulla controversa questione dell’istituzione di una nuova scuola universitaria di medicina a Trento.

L’incontro, che si è svolto questa mattina per un paio d’ore in rettorato, si è reso necessario poiché le “comunicazioni” del presidente della Provincia in aula martedì scorso sono state insufficienti e la maggioranza aveva bocciato la proposta di risoluzione delle minoranze, che puntava a riportare nelle sedi istituzionali l’informazione e il confronto sui progetti, con l’audizione dei soggetti interessati nell’ambito delle competenti commissioni legislative.

Un approfondito confronto con il rettore ha consentito ai consiglieri provinciali di minoranza di apprezzare la serietà del progetto accademico su medicina presentato dall’Università di Trento. Hanno accolto con favore la piena disponibilità del rettore a cercare una proficua collaborazione inter-ateneo non solo con Verona ma anche con Padova.

I consiglieri si sono trovati concordi sull’idea che una nuova scuola di medicina a Trento possa nascere soltanto con l’Università di Trento come protagonista principale del progetto, sia per le sue eccellenze già presenti nei suoi centri di ricerca attivi nel settore biomedico, ma soprattutto perché la speciale fisionomia dell’Università di Trento – sancita dalle norme dell’autonomia e dall’accordo di programma con la Provincia – va salvaguardata come una grande risorsa culturale e istituzionale per il territorio trentino.

In tal senso, i consiglieri di minoranza auspicano che il presidente della Provincia ritrovi una corretta, trasparente e dialogica relazione con l’Università di Trento e i suoi organi, per arrivare a un progetto condiviso che serva all’obiettivo sociale e politico primario: una migliore assistenza sanitaria per le cittadine e i cittadini della nostra provincia”.



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