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Trento, la Fenalt chiede il commissariamento delle Rsa senza scorte di DPI

martedì, 10 novembre 2020

Trento – “Commissariare le Rsa che non hanno fatto scorte sufficienti di DPI”, lo chiede la Fenalt tramite il responsabile dell’area APSP, Roberto Moser, a fronte della dichiarazione della presidente UPIPA, Francesca Parolari, secondo cui a breve scarseggeranno i dispositivi di protezione per gli operatori in molte case di riposo del Trentino.

“Forse qualcuno si illudeva che il Covid-19 fosse sparito con la brezza estiva, nonostante l’OMS e tutti i maggiori esperti mondiali ci mettessero in guardia contro i rischi di una seconda ondata. Nelle case di riposo del Trentino si è fatto poco. Adesso che il contagio imperversa, emerge che mancano personale e DPI, esattamente come a marzo e ad aprile – dichiara Roberto Moser, responsabile Fenalt per l’area APSP -.  Gli operatori delle case di riposo sono stanchi, se non prossimi allo sfinimento, soprattutto demoralizzati. Sentire la Presidente UPIPA, Francesca Parolari, affermare ieri dai microfoni delle tv locali che a breve mancheranno anche i DPI è sconcertante”.

Fenalt 1Fenalt, sindacato di maggioranza del settore, ritiene tali affermazioni allarmanti e capaci di gettare nel panico operatori e famiglie degli ospiti: “Se le dichiarazioni pubbliche della Presidente fossero vere – e non mettiamo in dubbio che lo siano – denunciamo la totale mancanza di dialogo con le organizzazioni sindacali che non sono a conoscenza della scarsità di scorte di DPI e che non possono trascurare la grave minaccia che ciò rappresenta per la salute dei lavoratori. Fin da ora ci impegniamo come Fenalt a organizzare delle manifestazioni di protesta all’esterno delle APSP dove gli operatori si troveranno senza sufficienti dispositivi di sicurezza”.

“Il tempo necessario per procurare i DPI e per fare le scorte adeguate c’era – conclude Moser -. Se questo non è accaduto, la Fenalt chiede che la Giunta Provinciale, e in particolare l’Assessore provinciale alla Sanità, intervengano commissariando gli enti la cui dirigenza in una situazione di emergenza pandemica non ha saputo dar prova della prudenza richiesta dai principi della buona amministrazione per prepararsi adeguatamente ad un autunno che si preannunciava chiaramente a rischio: lo facciamo sia per la tutela degli operatori sia per i nostri anziani che meritano la massima attenzione”.



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