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Trento, in Consiglio provinciale la situazione Covid-19, due risoluzioni e la surroga di Ghezzi

mercoledì, 25 novembre 2020

Trento – Il Consiglio provinciale di Trento ha concluso i lavori di questa tornata di fine novembre con l’ascolto delle comunicazioni dell’assessora alla Salute Stefania Segnana in merito all’andamento della pandemia da Covid 19 in Trentino e la votazione di due risoluzioni ampiamente dibattute dei consiglieri Paola Demagri e Filippo Degasperi. Inoltre sono state accettate le dimissioni del consigliere provinciale Paolo Ghezzi e la surroga del seggio con l’ingresso in aula di Paolo Zanella. Rimane inevaso l’esame del disegno di legge in materia di cave per il quale, vista l’urgenza, verrà convocata una data di Consiglio “dedicata”, individuata preventivamente dai Capigruppo nella giornata di venerdì 4 dicembre.

Consiglio Provinciale - TrentoSituazione COVID-19
Dopo l’approvazione del ddl 72 il Consiglio è passato alla comunicazione dell’assessora Stefania Segnana sulla situazione Covid. Ricordando i dati di ieri (478 ricoveri, 42 in rianimazione) la responsabile della sanità ha affermato che l’Rt in Trentino è l’1,03 e il tasso di occupazione dei posti letto è pari 65%, la settimana scorsa era al 59%, quello nelle rianimazioni del 39% contro il 47%.

Sul potenziamento delle capacità diagnostiche l’assessora ha ricordato che sono 30 le farmacie distribuite su tutto il territorio provinciale che effettuano i test rapidi. Ha poi sottolineato che da ieri i positivi possono prenotare il test molecolare di guarigione direttamente al Cup online. Ha poi ricordato che 5 giorni fa, in attuazione dell’accordo nazionale, è stato sottoscritto quello con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta per le modalità dei tamponi e sulle quarantene degli assistiti. Negli ultimi giorni, inoltre, sono stati riconosciuti ristori per le associazioni dei servizi di emergenza 118 per i maggiori costi sostenuti per l’emergenza. Oggi la Giunta ha approvato il piano operativo provinciale per il recupero delle liste di attesa già trasmesso ai ministeri competenti l’11 settembre per permettere l’introito del finanziamento statale per la Pat di 4 milioni 257 mila euro. Soldi destinati al recupero delle prestazioni ambulatoriali, screening e ricoveri ospedalieri non effettuati in seguito all’emergenza Covid. Visto il quadro epidemiologico, ha continuato Segnana, è necessario potenziare i posti letto Rsa – Covid a basso impegno sanitario. Si stanno predisponendo le determinazioni per trasformare in Rsa – Covid l’Rsa di transito di Ala con 20 posti letto e quella di San Vendemiano con 25 posti. Infine, l’assessora si è soffermata sul Tavolo Covid nel mondo del lavoro con un ruolo di ascolto e di monitoraggio dell’epidemia sul lavoro. Inoltre è stato predisposto un vademecum che detta le procedure di diagnosi in modo chiaro.

Luca Zeni (PD) ha detto che è poco utile il mero elenco di alcuni provvedimenti come quella fatta dall’assessora Segnana ed ha chiesto di sapere quali sono le strategie di politica economica e sanitaria. Ha chiesto qual è l’andamento della curva, quali strategie si mettono in campo. Ruscitti, ha aggiunto Zeni, ha detto cose in contrasto con quelle dette dal Presidente affermando di bocciare la logica del lavoro fatto in Alto Adige, quando, nella seduta del Consiglio della scorsa settimana, si è votata una risoluzione che chiede di valutare l’iniziativa di Bolzano. E, ha detto ancora, non si può dire che si boccia il sistema altoatesino perché non sono affidabili i tamponi rapidi quando noi ci fondiamo principalmente su questi ultimi. Esercitare l’autonomia, ha proseguito Zeni, non vuol dire applicare quello che dice Roma. Il Veneto, ad esempio, sta cercando altre strade provando a mettere in moto un sistema. Zeni ha aggiunto che nell’aggiornamento di oggi ci si sarebbe dovuti occupare del tema dell’apertura delle piste da sci, di un’analisi e una programmazione forte sugli impatti del Covid sulla nostra società, sull’economia e sulla scuola.

Il presidente Fugatti ha risposto che c’era un accordo per una comunicazione Covid in Consiglio e quindi dire ora che ci si limita ad una letterina non va bene. Se invece si dovrà parlare di strategie e politiche lo si dica chiaro.

Ugo Rossi (Patt) ha detto che sarà importante sapere qualcosa sulle aperture delle scuole. Di informative ne sono state fatte molte, ma nelle ultime ha ricordato di aver posto due domande specifiche: sapere quanti tamponi vengono somministrati ai positivi da test rapidi e cosa pensa la Giunta sul fatto che la nostra percentuale di ricoveri sia la più alta rispetto ai positivi.

Mara Dalzocchio (Lega) ha detto che Zeni dovrebbe girare le sue domande a Conte che è nella confusione più totale anche sulla scelta di aprire le piste da sci.

Lucia Coppola (Futura) ha chiesto conto della proposta di apertura delle scuole il 9 dicembre ipotizzata a livello nazionale e se, nell’eventualità, la Giunta intenda mettere in atto le misure necessarie per aprire in sicurezza e contenere al minimo la presenza degli alunni della scuole superiori sui mezzi pubblici. La mia preoccupazione in merito rimane alta, ha aggiunto, temo che questa bella notizia possa diventare nuovo motivo di contagio per i nostri ragazzi.

Si è unito alla discussione Giorgio Leonardi (FI), osservando che la politica deve essere politica “di responsabilità”. L’opposizione preconcetta e denigratoria non è utile a nessuno in queste circostanze, ha aggiunto, facendo appello a un maggiore senso di responsabilità di alcuni colleghi e rivolgendosi espressamente al collega Zeni: il Trentino è in buone mani, ha aggiunto, mani di persone capaci, tecnici e professori che sanno fare il loro lavoro e fanno i conti con quello che altri nelle precedenti amministrazioni hanno lasciato.

Il collega di maggioranza Alessandro Savoi (Lega) ha notato che le informative sull’andamento dell’epidemia stanno diventando troppo spesso l’occasione per criticare ed esprimere dissenso, mettendo in dubbio l’utilità di un siffatto dibattito, che non raggiunge nessuno dei risultati che la comunicativa si pone, prima di tutto quello di informare la comunità trentina. Non si può stare qui a “gufare” contro il Trentino e ad ascoltare polemiche strumentali e inutili. Noi siamo orgogliosi di essere zona gialla e vogliamo un Natale diverso da quello prospettato dalle sinistre chiaccherone che governano Roma, incoscienti di quello che sta avvenendo, delle partite Iva che soffrono: noi ci prederemo le nostre responsabilità, ma se ci sono le condizioni dobbiamo poter aprire la stagione invernale perché vogliamo lavorare, vogliamo fare, vogliamo dare speranza ai nostri cittadini.

Stimolata dai colleghi, Paola Demagri (Patt) è intervenuta ad esprimere la propria delusione in ordine alla relazione “ricca di dati e povera di contenuti” pronunciata dall’assessora. Partiamo dalla percentuale esponenziale di ricoveri rispetto ai positivi, ha detto: qui sarebbe utile capire se questo numero così alto sia legato all’andamento della pandemia sul nostro territorio, oppure se sia piuttosto connesso con la difficoltà di gestire i pazienti al proprio domicilio. Di qui si potrebbe poi comprendere se non sia il caso di implementare i servizi territoriali in modo da evitare i ricoveri. Altro dato, quanti test molecolari sono stati fatti e quanti test rapidi? Infine, Demagri ha illustrato una risoluzione che fa riferimento all’argomento Rsa e all’isolamento al loro interno, con gli ospiti confinati in attesa di conoscere l’esito dei tamponi: è necessario dare corsia preferenziale nell’elaborazione dei tamponi eseguiti ad ospiti e sanitari ed accelerare entro un giorno l’esito per ridurre al minimo il confinamento degli ospiti nelle loro stanze. Altro aspetto, è indispensabile introdurre mezzi in plexiglas o altri strumenti che vengono utilizzati in altre regioni, per permettere il contatto tra familiari ed ospiti perché sappiamo quanto sia importante rendere più umana la relazione che gli ospiti avevano con l’esterno e con le loro famiglie.

Claudio Cia (Agire) ha ringraziato la Giunta per essersi resa disponibile a dare l’informativa. Sarebbe però necessario che questa fosse ripagata con il rispetto per il lavoro complesso e delicato che si sta svolgendo, ha osservato. Cia ha dichiarato di essere totalmente d’accordo con le parole contenute nell’intervista rilasciata oggi dal dirigente Ruscitti su un quotidiano locale, nella quale afferma di non condividere la scelta operata dall’Alto Adige sulla ricerca dei positivi al Covid tra gli asintomatici. Noi dobbiamo partire dalla consapevolezza che il 32% dei contagiati ha tra 0 e 40 anni, il 42% fra 30 e 70 e il rimanente 25% ha oltre 70 anni, con il 90% dei morti complessivi in quest’ultima fascia di età. L’età media dei deceduti da marzo ad oggi supera gli 80 anni e mediamente si trattava di soggetti con tre patologie pregresse. Se crolla l’economia, crollano anche le risorse dell’autonomia e con essa crolla il welfare sociale, ha aggiunto: dobbiamo quindi fare scelte che tengano conto di questi soggetti, quelli più a rischio, che subiscono il danno maggiore. Sulle piste da sci non ci si infetta, ha concluso eventualmente nei punti di ristoro, ma con le dovute, ormai note precauzioni, la montagna è un luogo sicuro.

Alex Marini (Misto) è intervenuto sul servizio di assistenza domiciliare con persone con demenza, che a lui risulta sia stato per numerosi soggetti interrotto e sul software di collegamento con gli strumenti digitali nelle rsa ed è tornato nuovamente sulla propria proposta di istituzionalizzare un momento fisso in quarta Commissione dove affrontare queste delicate tematiche legate al Covid.

Filippo Degasperi (Onda Civica) ha ringraziato l’assessora per l’informativa, sicuramente piena di dati, anche se mancano informazioni che sarebbe importante conoscere, come il numero di tamponi rapidi e il tempo che trascorre tra il tampone antigenico e quello molecolare. Preoccupa poi il rapporto tra i ricoveri e i contagiati che in Trentino è più del triplo rispetto, ad esempio, al vicino Alto Adige zona “rossa”. Se non si vuole lasciare spazio ai “dietrologi” qualche spiegazione su questi e su altri dati sarebbe opportuna. Ovvero, i dati ci sono, ma manca l’informazione. E manca anche la strategia ad esempio sulla scuola e sugli impianti di risalita. Sulla scuola Degasperi ha rilevato che nell’ordinanza c’è scritto che i laboratori sono consentiti per le attività presenti nei piani di studio: qui stiamo giocando al più furbo della compagnia e questo è deleterio perché stiamo discriminando tra chi rispetta o non rispetta il limite.

Luca Guglielmi (Lista Fassa) si è rivolto al collega Zeni, ricordando che quando era assessore su 434 interrogazioni di sua competenza diede risposta solo a 128: questo è imbarazzante, ha detto, dal momento che adesso lo stesso consigliere chiede risposte anche rispetto ad un’informativa della Giunta. A Bolzano, visto che il collega ama tanto fare paragoni con i vicini altoatesini, rispetto ad un’informativa della Giunta avrebbero replicato “es wird keine Antwort gesendet”. Guglielmi ha poi citato un post pubblicato lo scorso marzo dal consigliere Zeni in cui il consigliere del PD parlava di “psicosi da Coronavirus” e irragionevolezza, con riferimento alla presunta perdita di vendite della birra Corona a seguito della pandemia da Coronavirus.

Il consigliere Luca Zeni (PD) è intervenuto per fatto personale, invitando i colleghi a non distorcere le parole pronunciate in aula a fini strumentali. Sul tema delle interrogazioni occorre riportare le percentuali del numero delle risposte con dei confronti con quelle attuali; io non tifo assolutamente per la zona arancione, ha replicato a Leonardi, ma ritengo che l’informativa non debba limitarsi al numero delle farmacie e dei morti, ma fare delle valutazioni di strategia politica, sanitaria ed economica. Non ho mai difeso a priori il governo romano rispetto a quello locale, ma ho solo detto che non abbiamo avuto iniziative autonome; rispetto a Bolzano, la settimana scorsa in quest’aula abbiamo votato una risoluzione in cui ci si impegnava a valutare l’esito di quanto fatto in Alto Adige, mentre oggi non si rende politicamente conto di nulla.

Lucia Guglielmi ha replicato leggendo testualmente il post del primo marzo del collega Zeni.

La replica di Segnana: riconoscimento assente per un impegno ininterrotto da mesi
Nella replica l’assessora Segnana ha ringraziato Leonardi, Savoi e Cia per gli interventi in suo appoggio. Tutti i giorni dal marzo scorso, ha proseguito, sabati e domeniche inclusi, siamo in stretto contatto con la task force per cercare di dare le migliori risposte alla comunità trentina con riferimento a questa terribile pandemia che ha colpito il mondo intero. Ci aspetteremmo da parte di tutti il riconoscimento di quanto stiamo facendo ormai da mesi. Per esempio, l’accordo sui tamponi rapidi nelle farmacie siamo gli unici in Italia ad averlo introdotto e questo ci è riconosciuto anche dal Ministero. Abbiamo il più alto numero di tamponi molecolari d’Italia, per il progetto sui 5 comuni siamo citati da riviste internazionali, stiamo lavorando con Cibio sulla sperimentazione dei tamponi salivari, abbiamo aperto le scuole materne a giugno e a luglio mentre erano chiuse in tutto il resto d’Italia. Insomma, sarebbe giusto avere un riconoscimento da parte dell’aula su quanto stiamo facendo, ha concluso con un certo dispiacere. Noi ci siamo resi disponibili a dare l’informativa che è anche motivo di confronto e siamo qui per questo. Segnana ha poi dato rapida risposta ad alcune domande, interrotta dal brusio ininterrotto dell’aula: facciamo più di 4000 tamponi molecolari al giorno, oggi poco meno di 4000 che hanno registrato 179 casi, mentre le classi in quarantena sono scese a 84. 34 i nuovi ricoveri e 47 le dimissioni. Abbiamo ammalati Covid gestiti a domicilio mentre le persone più anziane vengono ospedalizzate.

Approvate le risoluzioni Demagri sulle Rsa e Degasperi sulla scuola
L’aula è poi passata alla discussione delle due risoluzioni presentate dalle Minoranze, la numero 40 della consigliera Paola Demagri sulle Rsa e la 39 di Degasperi sulle scuole.

Il documento di Paola Demagri sulle rsa, è stato approvato dopo un accordo di votazione per parti separate, con parere favorevole alla premessa e al punto 2, un emendamento al punto 1 e parere negativo sul punto 3: non è possibile infatti, ha spiegato Segnana, evitare la quarantena nelle stanze delle rsa per almeno 5 giorni dopo l’effettuazione del tampone. Paola Demagri ha espresso soddisfazione sull’interlocuzione e il confronto avuto sulla risoluzione con i colleghi e con l’assessora. Il consigliere Roberto Paccher (Lega) si è associato esprimendo soddisfazione sull’accordo e ha aggiunto un plauso per l’operato dell’assessora Segnana durante questa difficile emergenza. Cose da migliorare ce ne sono, ma il Trentino sta lavorando molto bene e gli altoatesini non credo siano così felici di essere in zona rossa, mentre noi siamo in zona gialla. Le piste da sci e l’indotto mosso da questa attività danneggia tutti e rimando sbigottito per le critiche verso una Giunta che è riuscita a mantenere il Trentino in zona gialla e a continuare a fare lavorare le nostre aziende. Luca Zeni ha notato con dispiacere che c’è un fraintendimento di fondo: riconosciamo il personale impegno di questa Giunta, ma questa è una sede istituzionale e non stiamo parlando di una tema tra i tanti, ma di una situazione epocale. Ecco perché si dovrebbe essere una comune tensione a confrontarci su come poter migliorare. Non ci serve conoscere un elenco di numeri, ha aggiunto, ma ragionare sulla strategia da portare avanti per il raggiungimento di obiettivi condivisi. Degasperi ha osservato che le rsa hanno ricevuto in questi mesi meno attenzioni rispetto ad altri ambiti e quindi bene questa risoluzione dalla quale speriamo scarturisca maggiore responsbailità da parte di chi dovrebbe assumersela. Abbiamo avuto un periodo di relativa quiete, quello estivo, nel quale avremmo potuto fare molto di più, mentre gli operatori sono quelli e i trattamenti sono gli stessi. Voto favorevole anche da parte di Claudio Cia verso una mozione nella quale ha dichiarato di riconoscersi in pieno. Sulle nuove modalità per facilitare incontri Cia ha aggiunto che oggi sperimentiamo purtroppo anche il triste binomio visita alle rsa-possibile infezione e di questo dovremo tenere conto anche nella progettazione o nel rinnovo delle rsa in futuro perché purtroppo con virosi di questo genere avremo sempre più a che fare in futuro. La gestione dei pazienti delle rsa dal punto di vista clinico, ha aggiunto, non è cosa semplice: il direttore sanitario oltre ad avere il compito di difendere l’incolumità degli ospiti ah il dovere di tutelare la struttura in cui gli ospiti vivono e gli operatori lavorano. Luca Guglielmi ha aggiunto che se il collega Zeni si fosse espresso in questi termini nell’intervento precedente non ci sarebbero state tante polemiche. Lucia Coppola si è espressa in maniera favorevole sulla risoluzione e ha anche convenuto con Cia sulla necessità di mantenere la massima attenzione e un altissimo senso di responsabilità all’interno delle case di risposo. Credo comunque, ha concluso, che si debbano compiere i maggiori sforzi possibili per cercare soluzioni che possano arginare al meglio la desolante solitudine dell’isolamento. Teniamo ben conto, ha concluso, che abbiamo davanti un periodo ancora molto lungo servirà uno sforzo di fantasia per andare incontro alla esigenze dei nostri anziani ricoverati e dei loro famigliari.

Vanessa Masè (Civica) ha dichiarato parere favorevole su una risoluzione che tocca un tema molto importante, acuito dalla pandemia, quello della solitudine: grazie dunque a Demagri e all’assessora per avere posto il tema e aver cercato di dare risposte concrete con l’indicazione di una data entro cui realizzare gli interventi.

Alex Marini è intervenuto esprimendo dispiacere per non avere ricevuto risposta ai suoi rilievi e ha espresso pieno sostegno alla risoluzione di Demagri.

La risoluzione di Filippo Degasperi sulla scuola, è stata approvata con parere positivo dell’assessore Bisesti sui punti 1, 2 e 4, respinto il punto 3. Degasperi ha spiegato che la risoluzione riguarda gli aspetti di prospettiva di gestione del Covid nell’ambito della scuola: premettendo che la Pat ha pubblicato le linee guida per la Didattica digitale integrata con alcuni richiami essenziali, la risoluzione impegna la Giunta a supportare le istituzioni scolastiche nell’assicurare l’equilibrio tra didattica sincrona e asincrona e ad un monitoraggio delle opportunità offerte agli studenti singolarmente impossibilitati a partecipare all’attività in presenza perché in isolamento. Stralciato il punto 3 che impegnava ad offrire al personale scolastico la possibilità di sottoporsi a screening periodico. Infine, accolto il punto che impegna a riportare l’esito delle iniziative citate in Consiglio provinciale all’interno degli aggiornamenti Covid. Sara Ferrari (PD) ha sottolineato la condivisione della risoluzione che fa chiarezza su alcuni punti, in particolare sulla possibilità che la gestione Covid in ambito scolastico segua un percorso separato ed esclusivo. Il punto 3 dobbiamo pensare che verrà applicato, ha osservato, dal momento che è stato già approvato in un provvedimento della scorsa settimana, che permette il tampone “a necessità” per garantire la presenza in classe. Lucia Coppola ha rafforzato gli interventi dei colleghi che l’hanno preceduta, richiamando il tema strategico delle screening sugli insegnanti, la necessità di cercare un equilibrio tra attività sincrone e asincrone e di non lasciare soli i bambini in quarantena. Pietro Degodenz (Upt) si è unito ai ringraziamenti a Giunta e assessora per l’impegno in questo difficile periodo. Non mi riconosco nel tifo delle chiusure di cui sono accusate le minoranze di questo Consiglio, voto favorevole alla mozione perché, pare di capire, verrà comunque offerta e garantita la possibilità che gli insegnanti possano essere sottoposti al tampone, se necessario. Ugo Rossi (Patt) ha avanzato una proposta sulla scuola, la stessa che ebbe occasione di fare con un emendamento nella prima fase della pandemia e che venne allora respinta: ma perché, utilizzando la nostra autonomia nel costruire il calendario scolastico, non mandiamo a scuola almeno gli studenti delle superiori. Oggi sentiamo tutti dire che la scuola deve restare aperta il più possibile, ha detto rivolto all’assessore Bisesti: anche se avremo contro tutti gli insegnanti, non si rinunci all’idea di strutturare in Trentino una modalità che restituisca ai ragazzi e alle famiglie un po’ del tempo perso con la didattica a distanza: su questa cosa impopolare saremmo al suo fianco, ha concluso.

Le dimissioni e la surroga di Paolo Ghezzi
Si è dunque proceduto con l’accettazione delle dimissioni di Paolo Ghezzi da consigliere provinciale e con l’invito al consigliere Paolo Zanella, primo dei non eletti, a prendere posto negli scranni del Consiglio provinciale e a giurare.

Il neo consigliere ha preso brevemente la parola ringraziando il collega Ghezzi per avere difeso i valori di inclusione, equità, sostenibilità ambientale e sociale che saranno gli stessi che anche lui stesso sosterrà nel suo lavoro da consigliere. Oggi è il 25 novembre e coincide con la giornata contro la violenza sulle donne, un giorno significativo per il nostro Movimento e per le battaglie che ho sempre condotto e continuerò a condurre, ha detto. Cercherò di portare all’interno dell’aula i temi a me cari, i diritti delle minoranze, ma anche i temi della salute e della sanità. In questo momento difficile della pandemia, ha aggiunto, serve responsabilità da parte di tutti e una gestione seria e fondata su dati scientifici e di verità, perché altrimenti ci assumeremo delle responsabilità che andranno ben oltre la crisi economica. Auguro a tutti e tutte un buon lavoro, ha concluso.



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