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Trento, il viceispettore della Polizia Berti coautore del libro “Cercami su Instagram”

lunedì, 30 settembre 2019

Trento – Venerdì 20 settembre nella cornice meravigliosa di Villa Bortolazzi di Acquaviva di Mattarello-Trento è stato presentato il libro “Cercami su Instagram Tra Big Data, solitudine e iper connessione”: coautore dell’opera insieme alla dottoressa Serena Valorzi, è il Vice Ispettore della Polizia di Stato Mauro Berti, responsabile dell’Ufficio Indagini Pedofilia della Polizia Postale di Trento. Il poliziotto scrittore ha già pubblicato nel gennaio 2017 “Cyberbullismo, guida completa per genitori, ragazzi ed insegnanti” redatto insieme alla dottoressa Serena Valorzi e al dottor Michele Facci. I tre autori hanno già scritto “Generazione cloud. essere genitori ai tempi di smartphone e tablet”.

L’attività investigativa, del Vice Ispettore della Postale, si svolge nel segno della prevenzione e contrasto al fenomeno dello sfruttamento sessuale dei minori su internet. La pedofilia online rappresenta soprattutto un fenomeno criminale tra i più efferati e abbietti che lo “specialista” della Polizia di Stato affronta come una sfida lavorativa quotidiana.

L’investigatore-scrittore svolge i propri compiti istituzionali all’interno di una task force che guida con grande professionalità, ottenendo risultati investigativi di rilievo e ricevendo diversi riconoscimenti di stima da parte della cittadinanza. L’opera del Vice Ispettore è orientata a ridurre il rischio ed il pericolo in cui incorrono le generazione iGen. Il Web ed i social non sono da demonizzare, ma bisogna farne un uso consapevole, conoscere i pericoli nascosti prevenendoli favorendo l’educazione civica digitale.

“Da sottolineare la costante presenza dell’autore, insieme al personale della sua squadra, nelle scuole della provincia trentina, per diffondere tra gli adolescenti la cultura del rispetto e della correttezza sul web. Nell’anno accademico appena terminato (2018/2019) ci sono stati 50 incontri  ai quali hanno partecipato 6.802 studenti, 1240 genitori e 591 docenti che si sono confrontati con gli operatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni su sexting, grooming e cyberbullismo”.



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