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Trento: ecco il progetto per rilanciare il Palazzo delle Albere

martedì, 9 dicembre 2014

Trento – Una vetrina del panorama culturale locale, con lo sguardo rivolto al tempo stesso alla storia e alle produzioni più recenti, in grado di dialogare con il vicino Muse ma anche con gli altri elementi ed i poli paesaggistici, architettonici e culturali del territorio: tutto questo nel rinnovato Palazzo delle Albere, oggetto oggi di una decisione della Giunta provinciale i cui contenuti sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa con il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, assieme all’assessore comunale alla Cultura Andrea Robol, e l’assessore provinciale alla cultura Tiziano Mellarini. Il Palazzo delle Albere, villa rinascimentale voluta dal principe vescovo Cristoforo Madruzzo come suo “buon ritiro”, è pronto dunque a risorgere a nuova vita, come luogo aperto, dinamico e versatile, capace di illustrare al visitatore il percorso del Trentino dalla stagione dei principi vescovi a quella dell’Euroregione, ma anche di dare spazio ai giovani artisti e ad ospitare allestimenti sinergici rispetto ad altri impegni che il Trentino si assume al di fuori dei suoi confini, come la partecipazione all’Expo 2015.

“Si apre oggi – ha detto l’assessore Mellarini – una nuova prospettiva per il Palazzo delle Albere, un monumento che nelle nostre intenzioni può risultare strategico per la promozione del patrimonio culturale trentino costituendo l’elemento che unisce il centro storico e le ricchezze architettoniche del periodo vescovile, con la contemporaneità del Muse. Proprio la sinergia con il Museo delle Scienze rappresenta un valore aggiunto per questa struttura, così come il collegamento sempre più stretto, anche a livello logistico, con il centro della città. Dal Palazzo delle Albere parte un messaggio di apertura del mondo della cultura trentina, che vuole recitare un ruolo sempre più da protagonista in termini di proposta e di indotto per l’economia della nostra terra. Una importante opportunità anche per reinterpretare questo luogo come tema espositivo che lega Mediterraneo e Mitteleuropa, promuovendolo come spazio aperto e inclusivo di riflessione e dialogo tra mondi diversi, a livello storico e geografico ma anche linguistico e culturale. Un tema indubbiamente di interesse se rappresentato nella sua dimensione storica per riproporre Trento anche quale luogo di riflessione sui temi geopolitici connessi all’idea di Europa, che nacque anche grazie all’opera di Alcide Degasperi. Perché tutto ciò riesca, sarà strategica la collaborazione tra Comune di Trento e Provincia”.

Il sindaco Andreatta ha messo in luce la necessità di ripensare le funzioni di Palazzo delle Albere: “Quel palazzo, nato come ritiro del principe vescovo Madruzzo, non è più appartato come un tempo. Il contesto è cambiato per vari motivi: l’apertura del Muse e del nuovo parco pubblico, la creazione di un nuovo sottopasso, il casello sud dell’autostrada, che ha modificato i flussi del traffico. E in futuro, la nuova biblioteca universitaria, che farà diventare quello delle Albere un quartiere molto giovane. Tutto questo fa sì che palazzo delle Albere sia oggi un importante biglietto da visita per la città di Trento, per cui le vecchie funzioni devono essere aggiornate. Del resto il progetto è in perfetta sintonia con l’ordine del giorno elaborato dalla commissione Cultura e approvato dal Consiglio comunale. Mi pare importante che il futuro del Palazzo delle Albere sia il frutto di un percorso condiviso tra il Comune e la Provincia”.

Vediamo in sintesi i contenuti del progetto.

Il Palazzo delle Albere, villa rinascimentale, voluta dal principe vescovo Cristoforo Madruzzo come luogo nel quale ritirarsi e allontanarsi dalle tensioni della vita quotidiana, nel corso dei secoli ha intrecciato le sue vicende con quelle urbanistiche della città: la costruzione del cimitero e l’interruzione dell’accesso storico monumentale lungo via Madruzzo per via dell’ostacolo costituito dal sedime ferroviario, l’oramai sostituito complesso industriale Michelin, lo stadio, il progressivo degrado strutturale dei due rustici di pertinenza dell’insieme del Palazzo (Barchesse), lo stadio e la prossimità visiva delle strutture di Trento Fiere, tutto questo ha generato un insieme urbano molto diversificato.

La riqualificazione dell’area ex-Michelin con la realizzazione del nuovo Museo delle Scienze e del quartiere delle Albere, associata all’apertura del passaggio pedonale sottoferroviario, hanno comportanto l’uscita dalla precedente situazione di marginalità portanto il complesso a una nuova rilevanza e funzione all’interno del tessuto cittadino e della mobilità turistica sul territorio. Questa nuova centralità è resa ancora più evidente nella sua dimensione di passaggi pedonali per via della intensa frequentazione del vicino Museo delle Scienze da parte di cittadini e di turisti, con cifre che hanno superato nel primo anno di attività il mezzo milione di persone e con un trend in crescita. Da segnalare inoltre l’intervenuta apertura del Casello autostradale A22 – Trento Sud, che ha modificato in modo rilevante le geometrie di ingresso alla città, intensificando quella da Sud.

Come conseguenza di questa nuova centralità logistica per l’accesso alla città, il Palazzo è chiamato a svolgere una rinnovata funzione culturale che si suggerisce di leggere in termini diversificati negli spazi espositivi e nel tempo, evitando un’impostazione imperniata su allestimenti permanenti.

In sintesi il progetto dovrà proporre uno spazio di socializzazione e di creazione culturale; essere centrato su occasioni avvicinamento, di illustrazione e di promozione dell’offerta culturale del territorio; proporre nuove narrazioni e stimoli anche richiamando la funzione originale del palazzo.

Elemento di raccordo tra il Palazzo delle Albere e le nuove evidenze architettoniche è da considerarsi il prato adiacente il monumento quale area di libera fruizione per i visitatori e i cittadini. Essa assumerebbe il ruolo di ingresso da e per la città, di cerniera e connessione funzionale con l’adiacente Muse.

Nello specifico:
1. il piano terra, dedicato ad attività di creazione e produzione culturale, soprattutto rivolte ai giovani, aperte alle collaborazioni tra soggetti diversi, al fine di strutturare un luogo aperto, dinamico e versatile. Caratterizzato dalla libera circolazione, accanto a questa funzione vi sarà spazio per sistemi di presentazione del patrimonio culturale cittadino e provinciale andando a costituire così un punto di informazione, orientamento e promozione alla visita e fruizione del patrimonio culturale locale;
2. il primo piano dedicato alla promozione culturale del patrimonio locale attraverso la messa in campo di strumenti multimediali e spazi virtuali che sappiano restituire il valore della scoperta e dell’emozione dell’esperienza attraverso un allestimento flessibile e poco impattante, permettendo così al visitatore di cogliere il valore artistico dell’edificio. L’approccio può essere orientato ad analizzare il concetto di “paesaggio culturale”, abbracciando in maniera trasversale tutte le espressioni e le attività realizzate dalle diverse istituzioni presenti sul territorio provinciale. Qui possono trovare collocamento ad esempio racconti che trattano elementi di specificità locale, di storia, di specificità politica e amministrativa, di elaborazione artistica, di lettura del passato e di proiezione verso il futuro. Se il Muse propone un dialogo tra natura, scienza e società, qui si potranno evidenziare le componenti artistiche trattate nelle più diverse accezioni (pittura, arte audiovisuale, fotografia, installazioni artistiche e installazioni multimediali). Inoltre, come metodo, verrà praticata la collaborazione con le diverse istituzioni provinciali capaci di contribuire in termini di progetto culturale;
3. il secondo piano sarà dedicato ad uno sguardo diacronico, muovendo dalla origine rinascimentale e conciliare del Palazzo. Caratterizzato anche da un uso innovativo e sperimentale delle nuove tecnologie digitali, il piano sarà dedicato alla narrazione “per stanze” di vicende storiche significative e di sguardi verso l’esterno per cogliere le trasformazioni urbanistiche e di uso del territorio; Uno “sguardo oltre il palazzo” che potrà restituire una narrazione storico-urbana particolare: scorci della città, osservati dalle finestre, potranno essere lo spunto per raccontare edifici e trasformazioni urbanistiche che hanno segnato e segnano la nostra storia: il fiume Adige, il Doss Trento, la Torre Vanga, il Castello del Buonconsiglio, la Cattedrale fino al contemporaneo Muse. Vi potranno essere quindi installazioni capaci di declinare il divenire della società trentina con il suo carattere eurogionale di lunga tradizione e da ciò promuovere una nuova funzione culturale per il palazzo conciliare: riflessione e dialogo, tra Europa e Mediterraneo, tra nord e sud e tra oriente e occidente, tra mondi e universi non solo storici e geografici ma anche linguistici, disciplinari, culturali. Un tema indubbiamente di interesse se rappresentato nella sua dimensione storica e, forse con ragioni ancora più stringenti, per riproporre Trento in quanto città e territorio, quale luogo di riflessione sui temi geopolitici connessi all’idea di Europa.

Il progetto potrà esser sviluppato in fasi successive.

Per l’anno 2015, compatibilmente con la fine dei lavori di restauro e anche utilizzando solo parte dell’edificio, potrà essere realizzato il progetto integrato di marketing e di promozione internazionale delle principali componenti di offerta del sistema economico e imprenditoriale, della ricerca, della cultura e del turismo trentini da attivare quale partecipazione locale ad EXPO MILANO 2015.

In particolare al piano terreno potrà trovare ubicazione il “Concept Store Qualità Trentina” di cui al recente finanziamento CIPE, degli spazi di incontro e di presentazione di altri aspetti dell’offerta dei sistema trentino comunque coerenti con il tema Expo, così come la realizzazione di un primo sistema di informazione, promozione e invito alla fruizione del patrimonio culturale cittadino e provinciale.

La proposta assumerebbe una valenza più ampia se, compatibilmente con la disponibilità degli spazi ai piani superiori, potesse essere creato un collegamento con la mostra temporanea “Cibo, salute, produzione alimetare. Un rapporto con il territorio” (titolo provvisorio), che il Museo delle Scienze realizzerà presso l’adiacente sede del Muse. Se presso il Muse l’esposizione avrà carattere maggiormente scientifico e interattivo, al primo piano del Palazzo delle Albere potrebbe essere realizzata un’esposizione sulla produzione alimentare e l’economia agricola e silvo-pastorale del Trentino. Al piano secondo inoltre potrebbe essere realizzata un’esposizione pittorica di autori trentini del Ottocento e del Novecento con opere selezionate sul tema del paesaggio agricolo e pastorale del Trentino. Per questi sviluppi tematici il Muse ha già raccolto la disponibilità preliminare a collaborare di Fondazione Edmund Mach e di MART.

Inoltre, per l’anno 2016, un tema di rilevo da collocarsi al primo piano potrebbe essere quello dei “Paesaggi culturali”, tema al centro del Congresso Mondiale di ICOM (International Council of Museums) che si terrà a Milano nel luglio 2016. ICOM ha già dato la disponibilità preliminare a considerare Trento come una delle sedi collegate e destinazione di visita da parte dei congressisti (per la sede di Milano si prevede l’arrivo di 5000 persone provenienti da tutto il mondo). Il tema del paesaggio culturale locale, costituirebbe un naturale polo aggregativo per numerose istituzioni culturali trentine ed essere in linea con le prospettive culturali previste per il Palazzo delle Albere.


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