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Trento, approvate dal Consiglio provinciale due mozioni su mezzi pesanti e veicoli elettrici

martedì, 9 giugno 2020

Trento – Via libera del Consiglio provinciale di Trento alle prime due mozioni: controllo mezzi pesanti sulla statale della Fricca e finanziamento infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici. La mattinata del Consiglio nell’aula è conclusa con l’esame delle prime due mozioni, entrambe approvano l’unanimità. Si tratta di un testo di Degasperi per potenziare il controllo dei mezzi pesanti che transitano lungo la statale della Fricca allo scopo di ridurre possibilmente la scelta di quest’arteria, e di una proposta di Leonardi per finanziare le strutture necessarie alla ricarica dei veicoli elettrici.

Consiglio Provinciale - TrentoMozione 93 di Degasperi (Onda): sollecitare lo stato a controllare i mezzi pesanti lungo la statale della Fricca
La strada statale 349 della Fricca viene usato da sempre dai mezzi pesanti quale scorciatoia per raggiungere la valle dell’Adige e l’autostrada, al fine di risparmiare pedaggi e chilometri. Una strada inadeguata a questo tipo di transito, osserva Degasperi, che con la mozione – il cui dispositivo è stato riscritto e concordato con il presidente della Giunta – impegna la Provincia a descrivere le problematiche alle autorità statali competenti e in particolare modo al Commissario del governo per il monitoraggio della situazione viabilistica, in modo da individuare le eventuali cause del fenomeno perché gli organi nazionali competenti adottino misure opportune.
Ugo Rossi (Patt) ha osservato che il transito di mezzi pesanti su strade di questo tipo indica cosa potenzialmente significherebbe investimenti su infrastrutture con percorsi inadeguati. La stessa attenzione Fricca andrebbe applicata anche alla Valsugana e alla Valdastico. La conferma di tutti gli investimenti per la Valsugana ci viene consegnata da una Valsugana invasa dai Tir, una Valdastico assolutamente inutile, territori devastati e un aumento del traffico soprattutto sulla Valsugana. Se si vuole che il camion non passi dalla Fricca occorrerebbe impedirne anche il passaggio in Valsugana. Venire? Con un percorso della Valdastico che risulti appetibile e breve, anche se protetto dall’ambiente sarebbe comunque pesante. Evitare che la Valsugana diventi un’autostrada di attraversamento per tutti i mezzi pesanti diretti a nord.

Olivi ha aggiunto che il problema interessa anche lo statale 350 che collega la Vallagarina agli altipiani Cimbri. Se manca però una strategia complessiva sulla mobilità si interviene con rattoppi e rammendi senza affrontare il tema cruciale dell’attraversamento del Trentino che dovrebbe avvenire sempre più su nuove infrastrutture viabilistiche. Olivi ha concluso osservando che l’emendamento prevede di mostrare il problema alle autorità statali per regolare adeguate misure da parte degli organi nazionali competenti, “qui sparisce completamente la Provincia”, salvo che per la richiesta al governo italiano di controllare il fenomeno. “Ma delegare tutto allo Stato sembra un dir poco bizzarro per un dispositivo sostitutivo”.

Degasperi ha riconosciuto che sarebbe stato meglio mantenere il dispositivo originale che assegnava al Pat la responsabilità di agire per contenere il problema, ma aggiunto di considerare questo passaggio “come un primo passo”. Dopo aver sensibilizzato lo Stato ha detto di aspettarsi interventi conseguenti e misurabili. Servirà – ha concluso – verifiche tra qualche tempo per misurare se vi saranno stati interventi regolati.

Mozione 156 di Leonardi (Forza Italia): finanziamento di nuove infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici
Obiettivo principale del Piano provinciale per la Mobilità approvato dalla Giunta nel 2017 è il cambiamento delle modalità di spostamento dei cittadini, finalizzato al miglioramento della qualità di vita presente e futura, nel rispetto dell’ambiente, anche prevedendo agevolazione e incentivi economici. In linea con quel documento, la mozione di Giorgio Leonardi impegna la Giunta provinciale a mantenere costanti stanziamenti economici ampliando la platea dei beneficiari degli incentivi e promuovendo la mobilità elettrica, anche provvedendo a diffondere capillarmente sul territorio le colonnine di ricarica. Leonardi ha affermato che la battaglia per migliorare la qualità dell’aria deve passare anche dal cambiamento delle abitudini della mobilità, favorendo l’elettrico e la mobilità alternativa. L’assessore Tonina ha accolto la proposta anche perché, ha ricordato, la Giunta è impegnata su questo tema e il Piano provinciale per la mobilità elettrica 2017 che promuove la mobilità a zero emissioni. Nel 2019 c’è stato l’accordo tra Ds e Alperia che porterà all’installazione di 100 colonnine di ricarica. Ci sono iniziative anche della Cooperazione e gli stessi Bim hanno riservato risorse importanti per questi percorsi. Il piano nazionale prevede un’infrastrutturazione per i mezzi elettrici e quindi c’è la volontà di proseguire su questa strada. Anche a seguito del Coronavirus, ha continuato, ci si deve impegnare ancora di più su questi temi. C’è l’impegno di un milione di euro per favorire la mobilità elettrica e per favorire le bici per gli spostamenti casa – lavoro per limitare il traffico. Scelte che fanno bene all’ambiente ma anche all’economia. Ma, ha aggiunto l’assessore, serve fare cultura anche su questi temi. Piero De Godenz dell’Upt ha condiviso la mozione perché l’elettrico e le energie alternative sono importanti, così come è importante, ha ricordato, che nell’assestamento venga esteso il contributo per le e – bike a tutti i comuni, anche per favorire il turismo. Lucia Coppola di Futura, apprezzando la mozione, ha affermato che la riduzione della Co2 è determinante per gli anni futuri e il tema delle auto elettriche è importante ma non è l’unico. Interessante è il bonus per le bici che, col suo successo, ha sottolineato il cambio di passo della popolazione. Forse una delle poche cose buona che ci lascia l’epidemia. Inoltre, la consigliera ha ricordato che la situazione ambientale della Lombardia ha peggiorato l’epidemia. Alex Marini del Misto, condividendo la mozione, ha ricordato però che molte sono le ciclabili incomplete, come quella di Pieve di Bono.



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