Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di "terze parti" per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookies. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca qui.
X
Ad
Ad


Trento, accolta in parte la risoluzione delle minoranze. Demagri: “Si poteva fare di più”

giovedì, 21 maggio 2020

Trento – “Dopo l’emergenza Covid-19 va ripensata la sanità trentina e il futuro del sistema“: è stata accolta solo in parte la risoluzione proposta dalle minoranze (Paola Demagri prima firmataria) e discussa ieri in Consiglio provinciale.

La risoluzione, atto politico che impegna la Giunta nei confronti del Consiglio provinciale, proponeva un’analisi di quanto avvenuto a seguito dell’epidemia causata dal coronavirus e, già dalle premesse, faceva trasparire la volontà delle minoranze di collaborare e dare i propri spunti per il ripensamento di un sistema sanitario eccellente ma che non era preparato ad un evento di questa portata.

Paola Demagri - Patt“La Giunta ha bocciato la premessa – commenta la consigliera provinciale Paola Demagri (nella foto) – che analizzava dal nostro punto di vista ciò che è emerso a riguardo della sanità trentina durante questo periodo. E’ certamente una scelta politica, ma la lettura che abbiamo dato è la stessa che ci hanno riportato molti professionisti del settore e anche tanti cittadini”.

“Il testo – prosegue Paola Demagri – evidenziava come tutti gli esperti a livello mondiale affermano che fino alla scoperta della vaccinoterapia si dovrà convivere con il virus e che sarà necessario strutturare un programma sanitario differente, adeguandolo e stabilizzando le strutture ospedaliere che, nella nostra Provincia, hanno risposto positivamente all’emergenza. Si richiamava inoltre la necessità di mettere in campo strategie per il potenziamento dei modelli organizzativi ed assistenziali della Medicina Territoriale, anello debole del nostro sistema sanitario, ed invitava la Giunta a superare il “qui ed ora” e a pianificare un intervento sanitario di più ampio respiro e puntualmente articolato”.

Nel testo era inoltre sottolineato il fatto che la Giunta non abbia coinvolto il Consiglio dei sanitari, organo deputato alle consultazioni e rappresentante trasversale delle varie professioni, per analizzare congiuntamente quanto avvenuto e per stimare l’investimento necessario in termini di processi organizzativi per affrontare le fasi post emergenza.

“Abbiamo presentato un documento con una descrizione dettagliata degli interventi che riteniamo necessari, settore per settore – continua ancora Demagri – prendendo in analisi aspetti come la gestione del controllo epidemiologico, la quarantena, l’assistenza domiciliare e soprattutto il reclutamento del personale sanitario per adeguare il contesto alle mutate esigenze”.

La Giunta provinciale è stata impegnata dal Consiglio ad approvare una variazione al programma delle attività 2020 dell’azienda sanitaria, in particolare esplicitando le misure di prevenzione del contagio, le misure di sorveglianza attiva e le misure organizzative di contenimento; l’elaborazione di programmi di revisione organizzativa sanitaria e revisionando i modelli obsoleti della Medicina Territoriale. Altri punti approvati sono stati quello relativo alla predisposizione di un piano di comunicazione e formazione alla popolazione rispetto ai corretti comportamenti da tenere e l’implementazione del monitoraggio della popolazione con test sierologici, coordinando il sistema pubblico e privato trentino in modo da favorire un utilizzo corretto ed efficace di tali strumenti, anche insieme ai tamponi.

E’ stato invece respinto, con grande dispiacere dei proponenti, il punto che prevedeva la revisione dei parametri con le quali vengono stabiliti i numeri delle risorse umane delle RSA con lo scopo di garantire i livelli minimi essenziali adeguandoli ai parametri degli Stati Europei che hanno avuto maggior successo nella gestione dell’emergenza sanitaria.

“Il rifiuto di modificare i parametri per l’assunzione di professionisti – conclude Demagri – ci ha lasciati basiti. Non capiamo perché, se si è dovuti ricorrere a misure di assunzione straordinarie per far fronte all’emergenza, come ad esempio richiamare in servizio medici, infermieri e OSS messi a disposizione da APSS e da Cooperative, non si voglia adeguare il sistema nel suo insieme”.



© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136