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Sicurezza sul lavoro: “A maggio il 33% degli infortuni trentini in ambito sanitario e Rsa”

mercoledì, 1 luglio 2020

Trento – Il presidente del Comitato consultivo provinciale Inail, Manuela Faggioni, commenta “dati allarmanti” col mondo del lavoro trentino che sarebbe tra i più colpiti dagli effetti del Covid-19.

Il Covid 19 batte forte sul mondo del lavoro trentino. A maggio su 3334 infortuni registrati da Inail quelli relativi al comparto sanitario e delle residenze per anziani sono stati 1.114, il 33,4% del totale. La gran parte di questi sono legati al coronavirus con molta probabilità. L’emergenza sanitaria ha inciso, purtroppo, anche sul fronte degli incidenti mortali: nel periodo gennaio-maggio 2020 si sono registrati 5 casi totali, contro i 3 dello stesso periodo dell’anno precedente. Due dei 5 casi di quest’anno sono imputabili al coronavirus. I dati elaborati dall’Inail sono molto preoccupanti e purtroppo confermano gli allarmi lanciati dall’inizio delle pandemia quando nei luoghi di lavoro più a rischio mancavano i dispositivi di sicurezza individuale – afferma Manuela Faggioni, presidente del Comitato consultivo provinciale Inail -. Oggi la situazione per quanto riguarda i Dpi è migliorata, ma ciò non toglie che l’attenzione sulla prevenzione e la tutela della salute in generale, ed in particolare per il rischio contagio da Covid 19, deve essere massima. Se si mettono in sicurezza i posti di lavoro si tutelano i lavoratori e insieme l’intera collettività”. In Trentino ad oggi la percentuale di infortuni Covid tocca il 2,4% del totale registrato a livello nazionale, dato tra i più elevati se si rapporta alla popolazione attiva. A Bolzano il dato si ferma all’1,6%.

In generale il report dell’Inail fotografa una situazione di sostanziale stabilità sui dati complessivi: a maggio 2020 si sono registrati 3334 infortuni, 20 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. “Il dato non ci rassicura a sufficienza perché fino ad aprile si era registrato invece un aumento del 10%, poi la frenata dei contagi ha ridotto anche gli infortuni. Per avere un quadro più chiaro sarà necessario attendere i prossimi mesi”, aggiunge Faggioni.

Per quanto riguarda i settori nell’industria e nei servizi (compresa la sanità) si passa da 2.425 infortuni di maggio 2019 a 2.881 di quest’anno; in calo il dato in agricoltura, nel manifatturiero e soprattutto nella pubblica amministrazione che ha fatto un ampio ricorso al lavoro agile durante questi mesi: qui si passa da 690 casi del 2019 a 244 casi del 2020. In crescita i servizi, comparto che comprende anche tutte le attività che operano nella filiera sanitaria e che non si sono mai fermate.

Infine l’effetto Covid 19 ha inciso anche sull’età media delle persone vittime di infortunio con un incremento nelle fasce più giovani, impegnate per l’appunto nei servizi e nella sanità. “Le cifre fornite dall’Inail confermano l’importanza di applicare con scrupolo le linee guida sulla sicurezza per i vari settori e nel contempo dimostrano l’urgenza di arrivare nel più breve tempo possibile alla definizione di un piano di prevenzione sanitaria in vista dell’autunno, che ponga al centro anche i luoghi di lavoro”, conclude Faggioni.



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