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Scuola, a settembre non tutti in classe? Lega: “Tragicommedia senza fine, Azzolina si dimetta”

sabato, 27 giugno 2020

Sondrio – Nonostante sia stato raggiunto un ‘accordo’ per la ripresa della scuola con un piano che ha visto la collaborazione delle regioni, le modalità della ripartenza non piacciono quasi a nessuno. I punti interrogativi sono enormi, sia dal punto di vista ‘ideologico’, su una scuola che non potrà essere tale in svariate situazioni di tutti i giorni, sia da quello ‘pratico’, coi fattori ancora tutti da delineare quali i fondi, le assunzioni, gli spazi a disposizione per rispettare le direttive e più in generale un’organizzazione che manca. La bagarre politica vede nel mirino il ministro Azzolina.

“Tragicommedia senza fine, Azzolina si dimetta”

“L’inettitudine di chi regge le sorti del Ministero dell’Istruzione è ormai leggendaria, pare di trovarsi all’interno di una tragicommedia senza fine”. Così i parlamentari bresciani della Lega Eva Lorenzoni, Simona Bordonali, Stefano Borghesi, Giuseppe Donina, Paolo Formentini e Raffaele Volpi commentano la recenti dichiarazioni del Ministro Azzolina, circa la ripartenza a settembre delle scuole.

“Prima c’è stata la farsa del plexiglas, con la prospettiva di tenere i ragazzi dentro una specie di acquario – proseguono gli esponenti leghisti – adesso invece il ministro ha affermato che sarà costretta a lasciar fuori il 15% degli studenti dagli istituti, per far rispettare il distanziamento sociale. Viene da domandarsi cosa dovremo aspettarci nei prossimi giorni, a dimostrazione di come al peggio non esista ormai limite.

Da mesi chiediamo l’assunzione dei docenti precari e una mappatura degli istituti scolastici, alcuni di questi semivuoti, ma il ministro Azzolina preferisce continuare a dar prova della propria inadeguatezza con una sparata dietro l’altra. Al momento l’unica cosa che è riuscita a dimostrare però è la scarsa considerazione verso i nostri studenti da parte di questo governo di improvvisati. Se Azzolina conservasse un briciolo di amor proprio ammetterebbe di non esser stata in grado di gestire l’emergenza e rassegnerebbe le proprie dimissioni seduta stante. Il tema della scuola e del diritto all’istruzione è troppo importante – concludono i parlamentari bresciani – e il Governo Conte è riuscito a trasformarlo in una baracconata”.



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