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Polemiche sull’obbligo di mascherine all’aperto, Villani (Cts): “Non importa se ha senso, è un segnale”

giovedì, 8 ottobre 2020

Brescia – Dubbi sull’utilità dell’obbligo di mascherina all’aperto – al pari di svariate altre misure adottate negli ultimi mesi in Italia senza efficacia e in parte controproducenti – sono stati posti negli ultimi giorni anche da esperti e scienziati, oltre a una popolazione sempre più critica senza che si intraveda una luce in fondo al tunnel.

Dubbi non fugati da Alberto Villani, presidente della Società Italiana di Pediatria e membro del Cts, che a proposito di questo tema ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera: “L’obbligo di indossare la mascherina all’aperto è un richiamo. Non importa se scientificamente ha senso oppure no. E’ un segnale di attenzione per noi stessi e per la comunità”.

Il Comitato Tecnico Scientifico spinge per la linea dura, il Governo ascolta, arrivando addirittura a consigliare anche l’uso della mascherina all’interno delle proprie abitazioni. E torna l’incubo di un nuovo lockdown nonostante la crisi socio-economica scatenata dalla gestione di questo 2020 in Italia…

Le nuove regole: mascherine sempre, anche all’aperto

L’uso della mascherina è diventato obbligatorio all’aperto e nei luoghi chiusi. Lo prevede il nuovo Decreto firmato dal presidente del Consiglio dei ministri, che ha peraltro prorogato la dichiarazione dello stato di emergenza da Covid-19 fino al 31 gennaio 2021. Per i trasgressori sono previste multe che vanno da 400 a 1.000 euro.

Il Dpcm prevede che il dispositivo per la protezione di naso e bocca vada sempre portato con sé e indossato quando ci si trovi a contatto con altre persone che non risultino congiunti. Quindi va indoossato anche quando ci si relaziona con familiari ed amici se non conviventi ed in ufficio, a meno che non si stia in stanza da soli. L’obbligo decade qualora “le caratteristiche dei luoghi o le circostanze di fatto” garantiscano in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto alle persone non conviventi: la mascherina va quindi indossata quando si sta in strada o in piazza, mentre nelle zone isolate bisogna essere pronti a metterla se si incontrano altre persone. Il dispositivo non va portato abitualmente in casa propria, ma ne viene comunque raccomandato l’uso in presenza di persone fragili conviventi o in visita occasionale.

Sono tre le categorie esentate dall’obbligo: i bambini di età inferiore ai 6 anni; i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché coloro che per interagire con loro versino nella stessa incompatibilità e le persone che stanno svolgendo attività sportiva. La mascherina deve essere indossata se si viaggia in auto con persone non conviventi, mentre non è necessaria per chi sta da solo o va in bici. L’obbligo rimane su autobus e treni, oltre che alle fermate quando si è in attesa di salire a bordo del mezzo: sugli scuolabus in Trentino la mascherina va indossata per l’intero tragitto da chi ha più di 3 anni di età. Le regole a scuola non cambiano: la mascherina va calata su naso e bocca mentre si raggiunge l’aula, se ci si muove in classe o per andare in bagno, mentre può essere tolta una volta seduti al proprio banco. Al ristorante, al bar o al pub la mascherina deve essere indossata quando non si è al tavolo.

Restano in vigore le misure previste finora, con il distanziamento fisico di almeno un metro, il divieto di assembramento; il rispetto delle misure igieniche come il lavaggio delle mani o l’utilizzo di gel e l’obbligo di rimanere a casa qualora si abbia più di 37,5 gradi di febbre.



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