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Lockdown e piste da sci chiuse, Toti: “Basta moralismo da salotto, riaperture garantiscono stipendi”

mercoledì, 25 novembre 2020

Genova – La scelta del Governo italiano di chiudere impianti sciistici e più in generale di limitare la mobilità anche per le prossime festività natalizie ha fatto scattare il campanello d’allarme per i territori dopo mesi di ‘assuefazione’ alle continue limitazioni ad attività e libertà fondamentali dei cittadini.

Stando ai dati di Coldiretti, il Natale senza spostamenti tra regioni costerebbe a livello nazionale 4,1 miliardi solo per le mancate spese dei milioni di italiani che lo scorso anno sono andati in viaggio nel periodo delle feste con pesantissime conseguenze per tutte le attività collegate. L’appello a una chiusura ‘europea’ invocato da Conte non trova per ora l’appoggio di Svizzera e Austria, con la possibile beffa per gli operatori italiani rispetto ai colleghi d’Oltralpe. Per evitare il fenomeno del ‘pendolarismo’, l’Esecutivo sta pensando alla limitazione degli spostamenti (una specie di chiusura dei confini, a parte per effettiva necessità) o a un meccanismo di quarantena per chiunque raggiunga l’Italia dopo giornate trascorse sulla neve all’estero. La situazione potrebbe già presentarsi per il Ponte dell’Immacolata, con numerose stazioni svizzere già aperte che puntano alla clientela di appassionati del Nord Italia, ma tutto dipenderà dalle scelte adottate dal Dpcm.

In risposta a chi pensa che sia ‘non fondamentale’ l’apertura degli impianti sciistici e più in generale il turismo nel periodo natalizio, arriva il secco commento del governatore della Liguria, Giovanni Toti, sui propri profili social affiancato da un selfie con sullo sfondo un momento della trasmissione tv ‘Otto e Mezzo’ su La7 di ieri sera che aveva come titolo ‘853 morti e pensiamo a sciare?’: “Serata passata alla tv dove ho sentito decine di moralisti, collegati via skype dal loro salotto, pagati decine di migliaia di euro per la loro augusta opinione, concionare sul perché pizzaioli, camerieri, cuochi, ristoratori, baristi, maestri di sci, dovrebbero restare chiusi, costi quel che costi. Francamente una serata piena di ipocrisia. Una classe dirigente che guadagna migliaia di euro, dal salotto di casa decide qual è il lavoro che vale e quale no. Quello che piace a loro è lavoro, quello che non piace non lo è. La Svizzera apre domani i suoi Ski Resort. Francia, Austria e Slovenia decideranno nelle prossime ore. Se la scienza deve guidare allora guardiamo i numeri dei decessi, dei ricoverati, di coloro che hanno perso la loro attività e che oggi vivono a stento di sussidi. Tutti a puntare il dito sull’estate ma quell’estate ha garantito stipendi certi, mentre ancora non è per niente chiaro quanto abbia alimentato la seconda ondata. Meditate gente… meditate!“.



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