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In Trentino quasi 3mila tamponi, 38 contagi e 2 decessi: domani aprono i negozi al dettaglio

giovedì, 14 maggio 2020

Trento – Il Trentino va verso la Fase 3, con nuove aperture da domani e all’inizio della prossima settimana e il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti (nella foto), ha ricordato che serve prudenza e soprattutto “un patto tra cittadini, operatori economici e istituzioni sulle regole da rispettare”.

Il presidente ha rimarcato che servono dei protocolli di sicurezza con delle regole chiare: “Certamente – ha detto Fugatti – quello dei 4 metri per la ristorazione è di difficile sostenibilità”. Da domani aprono i negozi al dettaglio, che devono attenersi al protocollo sicurezza della Provincia di Trento e non all’Inail, salvo colpi di scena.

Fugatti 1Intanto i dati sui contagi Covid-19 sono in costante miglioramento: nelle ultime 24 ore in Trentino sono stati registrati 38 casi, di cui tre “nuovi” – ossia negli ultimi cinque giorni secondo la più recente classificazione del Ministero alla Sanità e due decessi – con uno in Rsa. Le persone in Terapia Intensiva sono nove. Nell’ultima giornata sono stati effettuati 2.937 tamponi, il numero più alto da inizio pandemia, di cui 1490 da parte di Apss, 1081 da parte del Cibio e 366 da FEM.

Il Governatore trentino ha posto l’accento sugli spostamenti individuali e l’intesa con il Veneto che permetterà molto probabilmente da lunedì gli spostamenti verso congiunti di Province confinanti, ad esempio Belluno e Verona. Inoltre ha svelato che il Ministero della sanità ha indicato 48 Comuni trentini dove ci sarà il test di prevalenza, con campioni di test su un numero di persone – ad esempio 987 a Trento – che saranno sottoposti ai prelievi. Inoltre il presidente della Provincia ha confermato che i punti nascita di Cavalese e Cles riapriranno a metà giugno, mentre la Provincia sta pensando anche ai centri estivi e asilo nido in caso di stabilizzazione della situazione epidemica.

Sul taglio dell’Irap il presidente Fugatti si è detto soddisfatto per gli operatori e i beneficiari del provvedimento, “ma questo – ha detto Fugatti – comporterà un minor gettito per la Provincia e per questo chiederemo al Governo che ci venga riconosciuto il ristorno delle risorse”.

Altro tema affrontato dal presidente della Provincia è la ripartenza del turismo, con movimento tra regioni italiane e va di pari passo con le possibilità di spostarsi da una regione all’altra. “Il movimento tra regione – afferma Fugatti – dipende dal Governo e da lì deve arrivare l’input”. E su spiagge e camper? “Sulle spiagge non abbiamo novità, tutto è legato a ordinanza a livello nazionale – ha ribadito il Governatore Trentino – mentre per i camper vale il discorso delle auto. Almeno fino a lunedì non sono permessi i pernottamenti a bordo”.

“Per la riapertura delle scuole che il Ministero ha ribadito che avverrà a settembre – ha concluso Fugatti – dobbiamo organizzare all’interno della stessa scuola gli spazi e in alcune realtà si potrà pensare di riaprire scuole chiuse da tempo per avere maggiori spazi a disposizione”.

Protocollo per la gestione del rischio nel settore commercio all’ingrosso e al dettaglio

Domani – venerdì 15 maggio – riapre l’esercizio sul territorio provinciale di tutte le attività commerciali al dettaglio di cui al Codice ATECO 47 (“Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati”, comprensivo di tutti i gruppi, classi , categorie e sottocategorie), anche nell’ambito dei mercati, comprese quelle attività fino ad oggi sospese da disposizioni nazionali per l’emergenza Covid-19.

Il relativo Protocollo per la salute e la sicurezza si articola in 9 punti: valutazione del rischio da Covid19; formazione e identificazione del referente Covid; areazione degli ambienti; rapporti fra le persone (clienti, clienti e personale, personale, fornitori, prestatori di servizio e manutentori); pulizia e igienizzazione; sorveglianza, gestione dei casi di Covid-19 tra il personale; disponibilità di materiali e protezione fra il personale; gestione rifiuti.

La parte centrale e più consistente del Protocollo riguarda i rapporti fra le persone e quindi il cosiddetto distanziamento sociale. Fra le altre previsioni (in parte già note ed utilizzate negli esercizi commerciali che non sono stati sottoposti a chiusura) l’uso obbligatorio della mascherina per i clienti e anche dei guanti per chi accede ad esercizi atti alla vendita di alimentari (negli altri esercizi l’uso dei guanti è solo raccomandato).

Obbligatoria da parte degli esercenti l’igienizzazione di carrelli, cesti e trolley.

Deve essere mantenuta una distanza fra le persone di almeno 1 metro. E’ opportuno che ogni negoziante valuti, in base alla grandezza dell’esercizio, il numero massimo di persone da ammettere contemporaneamente, superati il quale gli accessi verranno contingentati, e preveda all’interno dell’esercizio percorsi, aree di stazionamento e quant’altro aiuti il distanziamento sociale.

Anche il personale attivo nei punti vendita dovrà essere dotato dall’azienda di dispositivi per ridurre il rischio del contagio.

La prova di capi di abbigliamento sarà possibile previa igienizzazione delle mani; gli esercizi dovranno disporre di dispenser con apposita soluzione igienizzante. Si sconsiglia la prova di maglie e altri capi che debbano passare dalla testa (eventualmente va tenuta la mascherina). Sarà incentivato l’uso di mezzi per il pagamento elettronico in luogo del contante.

Protocollo per i centri commerciali

La delibera di oggi contiene anche un Protocollo riguardante espressamente la prevenzione e gestione del rischio Covid nei centri commerciali.
Vediamo alcune delle previsioni: innanzitutto l’ingresso nel centro commerciale dovrà avvenire sempre indossando la mascherina chirurgica e nei varchi devono essere collocati dispenser con soluzione disinfettante. Ove possibile vanno differenziati i varchi per gli ingressi e per le uscite, che andranno segnalati anche nei parcheggi. Particolare attenzione verrà data alla gestione dei parcheggi interrati prevedendo appositi percorsi sicuri.
Gli addetti che per raggiungere il luogo di lavoro accedono alle parti comuni del centro commerciale, dovranno adottare le medesime misure imposte ai clienti (mascherina, igienizzazione delle mani e distanziamento di almeno 1 metro). Bisognerà stabilire il numero di clienti che posso accedere per singolo negozio (considerando anche il numero di lavoratori). Nel calcolo dei clienti nel singolo negozio per area di vendita, si considereranno 10 mq a persona. Per i negozi con superfici fino a 40 mq potranno essere presenti solo 3 persone (compresi i venditori) come previsto anche dal DPCM del premier Conte del 26 aprile 2020. L’applicazione di questa regola è posta in capo ai singoli operatori commerciali con assunzione di responsabilità in caso di controlli.
Nei centri commerciali diventa strategico la regolamentazione dei flussi tra gli spazi comuni e gli spazi dedicati dai singoli negozi. Qualora la presenza di persone negli spazi comuni non garantisca la distanza prevista di almeno 1 metro, e quindi ci si stia avvicinando alla saturazione degli spazi, gli ingressi andranno chiusi. Se non potrà essere garantita una sorveglianza continua sugli spazi comuni, dovrà essere introdotto un controllo sul numero degli ingressi che dovranno essere contingentati in base al numero delle persone ammissibili.

In questa fase non sarà possibile l’occupazione delle aree comuni per esposizioni temporanee. Andranno tolte o inibite all’uso le panchine o comunque rese utilizzabili come monosedute. Le aree giochi andranno interdette all’utilizzo. Non potrà essere lasciato materiale informativo cartaceo in libera consultazione. Il distanziamento dovrà valere anche su scale mobili e rampe di accesso



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