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Fiere, il presidente Danese (AEFI) al Senato: “Questa è calamità naturale, sbloccare fondi”

venerdì, 6 novembre 2020

Riva del Garda – “Chiediamo al Governo un aumento dei fondi e che il supporto a fondo perduto sia svincolato dalle regole del de minimis per poter utilizzare in maniera sostanziale i 263 milioni previsti dall’art.91 del DL 104/2020 e rifinanziati con il Decreto Ristori ed avere il ristoro necessario a compensare i danni subiti da tutte le fiere, anche quelle nazionali”. Così Maurizio Danese, presidente di AEFI-Associazione Esposizioni e Fiere Italiane, in occasione dell’audizione odierna alla V e VI Commissione del Senato.

maurizio danese aefi“La pandemia ha messo in ginocchio il settore e le previsioni sono di una perdita dell’80% del fatturato. Da marzo continuiamo a sostenere costi enormi per l’adeguamento dei quartieri ai protocolli anti-Covid e a lavorare per pianificare le manifestazioni future, perché le fiere non si improvvisano – ha sottolineato Danese.-  Le fiere danno origine al 50% dell’export delle imprese italiane che vi partecipano e, ogni anno, sono in  grado di generare affari per 60 miliardi di euro. Se poi consideriamo l’indotto diretto e indiretto, la cifra aumenta esponenzialmente. Il Governo italiano dovrebbe riconoscere formalmente che per il sistema fieristico italiano l’epidemia da COVID-19 è una calamità naturale ed evento eccezionale (ai sensi dell’articolo 107, comma 2, lettera b), del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea), derogando quindi ai limiti previsti dalle disposizioni in materia di aiuti di Stato così come già riconosciuto da altri Paesi.

Per i 40 quartieri e organizzatori fieristici associati AEFI e per tutti gli organizzatori di manifestazioni abbiamo proposto inoltre che nel Decreto Ristori Bis venga attivato un fondo presso il MiSE a compensazione dei danni subiti come conseguenza dell’evento eccezionale oltre che per le fiere internazionali anche per quelle nazionali, al fine di consentire la prosecuzione dell’attività e la promozione del sistema Paese. Il settore chiede che i fondi siano erogati entro l’anno: ulteriori rinvii sono insostenibili e comprometterebbero seriamente anche l’immediato futuro”.



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