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Festival dell’Economia 2017, “La salute disuguale”: a inizio giugno torna il tradizionale appuntamento a Trento

giovedì, 27 aprile 2017

Trento -”Le differenze nelle condizioni di salute e nella longevità delle persone – scrive Tito Boeri, direttore scientifico del Festival dell’Economia di Trento – sono talvolta ancora più marcate che le differenze nei livelli di reddito. Il Gabon ha un reddito medio, a parità di potere d’acquisto, superiore a un terzo di quello medio degli Stati Uniti, ma in Gabon muoiono nel primo anno di vita 5 bambini su 100 nati vivi, mentre negli Stati Uniti questo avviene per 5 bambini su 1000. f1Vi sono profonde differenze nella speranza di vita anche all’interno degli Stati Uniti: chi nasce e vive nelle zone rurali, che hanno regalato la vittoria a Donald Trump, vive mediamente fino a 30 anni in meno di chi vive nelle grandi città. Quando si parla di mobilità sociale, un tema di cui ci siamo occupati in precedenti edizioni del Festival, ci si sofferma per lo più sulla posizione delle persone nella scala dei redditi e ci si dimentica spesso che la dimensione più importante dell’uguaglianza delle opportunità è legata alla possibilità di condurre una vita sana e di poter gioire di un invecchiamento attivo. A volte le differenze osservate nei livelli di salute sono riconducibili al diverso grado di “educazione alla salute” degli individui. Una migliore conoscenza dei rischi della salute e delle possibilità di cura potrebbe favorire una vita sana senza aggravio di costi ed evitare fenomeni di malati-silenti o malati-scoraggiati, che non utilizzano al meglio le cure e le prestazioni sanitarie disponibili, perché poco informati sull’offerta di servizi e sui propri diritti. Sono tutti esempi di questioni molto rilevanti sulle quali gli economisti possono aver molto da dire. Come in precedenti edizioni – conclude Boeri – si gioveranno d’interazioni con scienziati di altre discipline, questa volta con una maggiore attenzione alle cosiddette scienze dure, da cui dipendono, dopotutto, gli straordinari progressi della medicina negli ultimi 50 anni”.

Il Festival si aprirà nel pomeriggio di giovedì 1 giugno, con la conferenza del professor Alvin E. Roth, premio Nobel dell’Economia 2012, che esplorerà il complesso tema dello scambio di reni, fra vincoli etici e normativi. Nella stessa giornata, Silvio Garattini, dottore in medicina, presenterà l’incredibile esperienza dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, un unicum nel panorama italiano, di cui è fondatore e direttore.

Venerdì 2 giugno arriverà a Trento la ministra della salute Beatrice Lorenzin, per un dialogo a tutto campo sulla sanità italiana. Nel pomeriggio, il professor Alan B. Krueger, della Princeton University, analizzerà il legame fra salute e mondo del lavoro, mentre l’ex premier Enrico Letta presenterà, per il ciclo Incontri con l’autore (curato da Tonia Mastrobuoni), il libro “Contro venti e maree. Idee sull’Europa e sull’Italia”. Poi ci sarà Michael Marmot, professore di epidemiologia presso l’University College London e presidente della World Medical Association, che approfondirà il rapporto fra salute e ingiustizia sociale. Chiuderà la seconda giornata del Festival Gino Strada, fondatore di Emergency, l’associazione che da anni offre cure mediche e chirurgiche gratuite e di alta qualità alle vittime delle guerre e della povertà.

Sabato 3 giugno interverrà al Festival Nemat Shafik, la prima donna chiamata a dirigere la London School of Economics and Political, che assieme a Massimo Gaggi discuterà dello stato di salute del dibattito pubblico in Europa e negli Stati Uniti.

Nel pomeriggio torna a Trento il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan per dialogare sulla difficile sfida dello sviluppo in Italia e in Europa, dove soffia il vento del nazionalismo e del populismo. Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Italiano Superiore di Sanità, affronterà, invece, il delicato tema dei vaccini, una questione essenziale per la nostra salute. Sempre sabato ci sarà, inoltre, la conferenza di un altro premio Nobel per l’Economia, il professor Jean Tirole, che parlerà di etica dei mercati e di responsabilità sociale delle imprese.

L’ultima giornata del Festival, domenica 4 giugno, si aprirà con Federico Rampini, editorialista e corrispondente de “la Repubblica” da New York, che ci racconterà l’America di Trump nello Spotlight (formato riconfermato anche quest’anno) Stranieri a casa loro. Poi sarà la volta della presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, che presenterà le tesi del suo libro “La comunità possibile. Una nuova rotta per futuro dell’Europa”. Nel pomeriggio tornerà alla kermesse dello scoiattolo anche Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia, per un ragionamento a 360° sulle prospettive del Paese. Il Festival si chiuderà con la conferenza del professor Olivier Blanchard, Chief Economist del Fondo Monetario Internazionale, sollecitato da Tito Boeri, per capire quali lezioni trarre dai quattro giorni di discussione.

Un altro Spotlight di sicuro interesse: L’Europa dopo le elezioni francesi con Sergio Fabbrini, Jean Pisani-Ferry Luigi Zingales, è in programma sabato 3 giugno alle 18.30.

Visto il successo di pubblico delle precedenti edizioni, torna l’appuntamento con CinEconomia, a cura di Marco Onado e Andrea Landi: ogni sera, presso il cinema Modena, proposte cinematografiche legate al tema del Festival. Confermati i Forum a cura de lavoce.info e gli appuntamenti con le parole chiave, che quest’anno sono: universalismo, fragilità e sostenibilità.

Novità della dodicesima edizione i format Diamo i Numeri, per capire come leggere e utilizzare le statistiche e Voci in Scena, alcuni spettacoli teatrali che hanno come sfondo le questioni affrontate dal Festival.

Torna anche il concorso EconoMia, realizzato con la collaborazione del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR), dell’Associazione Europea per l’Educazione Economica, del Dipartimento della Conoscenza della Provincia autonoma di Trento e dell’Istituto Tecnico Economico “Bodoni” di Parma. I venti giovani vincitori del concorso riceveranno in premio l’ospitalità a Trento nelle giornate del Festival e un assegno di 200 euro ciascuno.

Come sempre, l’ingresso a tutti gli eventi è libero e gratuito fino ad esaurimento posti. Non è prevista la prenotazione. L’accesso agli eventi in programma al Teatro Sociale e all’Auditorium Santa Chiara avviene con voucher, distribuiti presso le biglietterie a partire da due ore prima dell’inizio di ogni evento.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI
Torna dall’1 al 4 giugno il Festival dell’Economia di Trento, giunto alla sua dodicesima edizione. Premi Nobel, ministri, ed esperti provenienti da tutto il mondo discuteranno e si confronteranno, insieme al vasto pubblico dello Scoiattolo, il simbolo del Festival, sul tema “La salute disuguale”. A Roma, nella sede della Casa Editrice Laterza, la presentazione del programma. Ecco alcuni spunti emersi nel corso della conferenza stampa.

“Siamo perfettamente consapevoli – ha detto il presidente della Provincia Ugo Rossi – che la responsabilità dell’Autonomia speciale si gioca su un destino comune con il resto del Paese e con la nostra Repubblica, ma anche con un’idea d’Europa che noi vorremo fosse capace di valorizzare le esperienze positive dei territori e delle comunità. Per questo abbiamo voluto e sosteniamo il Festival dell’Economia, perché ci permette di avere una visuale ampia e di fornire un contributo al confronto e alla discussione, da cui possano scaturire idee e soluzioni concrete, utili anche livello nazionale. Il Festival ci ha insegnato molte cose, aprendo la strada ad importanti innovazioni, come quella del reddito di garanzia o di cittadinanza, che da alcuni anni in Trentino è strumento di equità e coesione sociale. Quest’anno – ha proseguito Rossi – ci piacerebbe dare un piccolo contributo su un tema specifico, che riguarda la salute ed i sistemi sanitari. Noi siamo un territorio particolare, di montagna, dove è più difficile coniugare la capillarità del servizio con la qualità. L’auspicio è che dal Festival possano arrivare proposte e riflessioni da applicare poi nelle nostre politiche pubbliche”.

“Il Festival è diventato uno strumento di nutrimento culturale e di dialogo tra idee diverse – ha spiegato l’editore Giuseppe Laterza – un’esperienza che si rinnova ogni anno, con un numero di relatori che ormai viene a Trento e si ferma ad ascoltare e confrontarsi con altri relatori. Abbiamo in programma 70 incontri – ha aggiunto Laterza – a cui si aggiungono i 30 del programma partecipato, animato da associazioni e organizzazioni di varia natura. Ci saranno 70 relatori, di cui 40 non economisti. Un mix molto interessante anche per la diversa provenienza territoriale di chi interverrà al Festival”.

“L’Università è per sua natura – ha detto il rettore dell’Università di Trento Paolo Collini – luogo dove la conoscenza si produce e si trasmette. Anche nel Festival l’Ateneo ritrova questa sua vocazione, declinata in luoghi diversi, meno consueti rispetto alle aule accademiche. Con il Festival si dà spazio a un dibattito serio, aperto e disponibile: un approccio che da sempre caratterizza anche il lavoro di ricerca. I giovani della nostra università, così come i loro coetanei di tutta Italia, vedono nel Festival un luogo votato al dibattito e all’incontro tra idee diverse. Per questo, come istituzione fortemente radicata sul territorio trentino, l’Ateneo offre anche quest’anno il proprio contributo con impegno e passione all’opera di costruzione di consapevolezza, che il Festival compie ogni anno”.

“Se non c’è salute non c’è economia – ha detto Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, che interverrà al Festival per parlare del delicato tema dei vaccini. Ricciardi ha evidenziato come in Italia vi sia un’aspettativa di vita che varia fortemente fra le diverse regioni ed ha ricordato come vi sia correlazione diretta tra salute individuale e capacità collettiva di produrre. “Si tratta di un problema – ha detto – che va oltre il rapporto tra sanità ed economia, ma che coinvolge anche politica e costumi”.

“La salute è una cosa troppo importante – ha detto Tito Boeri, direttore scientifico del Festival citando l’epidemiologo Michael Marmot – perché la si possa lasciare solo ai medici”. Gli economisti possono dare il loro contributo a chi lavora nel settore sanitario e salva vite umane. In Italia – ha aggiunto Boeri – c’è storicamente stato un atteggiamento di ostilità nei confronti della ricerca. Un problema che ha causato morti evitabili. Su molti vaccini siamo arrivati con 10 anni di ritardo rispetto ad altri Paesi. Nel 1978 abbiamo introdotto il sistema sanitario nazionale, ma non ci siamo preoccupati di osservare le disparità degli esiti. Si fanno pochi controlli generalizzati e non si controllano gli standard di qualità. É un tema molto serio, che sarà affrontato in vari forum durante il Festival. Il contributo degli economisti può essere cruciale anche perché c’è un problema di finanziamento della salute in un Paese, come il nostro, che cresce poco. Per questo è essenziale approfondire il tema del welfare aziendale e ci chiederemo – ha detto ancora Boeri – se le persone che hanno redditi oltre un certo livello non debbano pagare i servizi sanitari e quindi ripensare l’universalità del trattamento. Dobbiamo, infine, chiederci come mai pochi europei vengono ad usare i nostri servizi sanitari che, in alcune aree come il Trentino dove, ad esempio, c’è un centro di Protonterapia all’avanguardia, sono a livelli di assoluta eccellenza. Il Festival – ha concluso – vuole come sempre essere un’occasione non solo di analisi, ma anche per confrontarsi sui problemi concreti, al fine di far emergere indicazioni utili per il nostro Paese”.


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