QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad

Ad

Ad
Ad

Ad
Ad

Ad

Festival della famiglia: le testimonianze di dieci istituti superiori con oltre 600 studenti

sabato, 6 dicembre 2014

Riva del Garda - Al Festival della Famiglia, oltre ai workshop e ai seminari, anche dieci laboratori esperienziali, creativi, informativi dedicati agli oltre 600 studenti e 50 docenti provenienti da dieci istituti scolastici superiori trentini. Un’opportunità didattica importante offerta dall’Agenzia per la famiglia per metterli in gioco sulle tematiche della kermesse e per accompagnarli al mondo della conciliazione famiglia/lavoro in quanto future famiglie di domani. I laboratori sono anche una chance di formazione e di apprendimento sui servizi presenti sul territorio per il benessere familiare e un’esperienza professionale di rilievo per il percorso di studio degli studenti.

laboratori festival 4

Dieci istituti trentini di scuola superiore ad indirizzo Scienze umane, Socio-psico-pedagogico ed Economico, con un coinvolgimento di oltre 600 studenti e 50 docenti, hanno visitato il Festival non solo come ascoltatori, ma anche come attivi partecipanti e collaboratori della manifestazione.

Sono infatti stati affidati a loro sia la progettazione e realizzazione di 3 video di apertura e chiusura della kermesse, che l’organizzazione degli intermezzi artistico/musicali fra un evento e l’altro, il servizio di accoglienza e, non ultimo, la documentazione video in backstage dei momenti più salienti. I giovani sono stati co-protagonisti della manifestazione: hanno potuto interrogare il Festival, porre quesiti, richiedere approfondimenti e fornire un loro personale contributo nella fase iniziale, in itinere e post evento.

Oltre a partecipare al convegno, gli studenti hanno interagito nei laboratori per l’approfondimento di specifici temi e servizi territoriali in un’ottica professionalizzante. Ma il ruolo delle scuole non si è esaurito in questi interventi: oggi si sono tenuti 10 laboratori di natura immersiva, esperienziale, in/formativa (role playing; games; case studies; board game; confronto con la dimensione europea). Grazie all’esperienza laboratoriale, gli studenti sono stati indirettamente informati sul panorama dei servizi conciliativi esistenti sul territorio, anche in un’ottica di futuro orientamento professionale, ed è stata anche occasione di approfondimento e riflessione sui sottotemi delle pari opportunità, stereotipi di genere; qualità del proprio tempo; rapporto tra conciliazione e tecnologie.

LE TESTIMONIANZE

Luca ci dice che ha partecipato a “Life skills”: “un laboratorio finalizzato a realizzare un badge che ripercorra le fasi della propria vita e le prospettive future in un’ottica conciliativa”. Arianna: “Ho seguito il laboratorio Coderdojo, un lavoro che mi ha permesso di conoscere l’Open Street Maps per visualizzare e localizzare la ricerca di un lavoro in tutto il mondo”. E ancora: “Conciliare vita-lavoro e 1 anno all’estero” in cui gli studenti hanno appreso le varie testimonianze di giovani che hanno vissuto un’esperienza linguistica in Europa con erasmus, volontariato (con l’associazione internazionale InCo – Interculturalità e Comunicazione) o lavoro di baby sitter in famiglie del luogo. “Anno 2030: nati solo maschi!”: Fabrizio ci dice che hanno “discusso di donne e delle loro discriminazioni, di casi di vittime di abusi e di licenziamenti senza giusta causa. Ci hanno spiegato – ha proseguito – che ora vi è una legge nazionale che ha istituito la “lettera bianca” grazie alla quale una donna avvalendosi di un avvocato, può chiedere un risarcimento danni – ad esempio per licenziamento ingiustificato – anche di 30.000 euro”. E ancora “Termometro di famiglia” per misurare i tempi dedicati alle relazioni, al lavoro e alle tecnologie, e “80 giorni nella vita di un altro”, gioco di ruolo per superare gli stereotipi in ambito sessuale, religioso, geografico, sociale. Ogni classe ha svolto 2 laboratori ed è previsto un feed back valutativo del Festival da parte delle scuole sull’esperienza vissuta e per trasmettere all’Agenzia per la famiglia eventuali suggerimenti e proposte per le prossime edizioni. L’Agenzia, a sua volta, le diramerà alle varie associazioni, enti e cooperative trentine che hanno promosso e realizzato i 10 laboratori.

Altrettanto indispensabile il contributo del mondo scolastico sul fronte artistico: i 3 video di apertura, intermezzo e di chiusura sono stati realizzati dal Liceo Fortunato Depero di Rovereto, indirizzo multimedia (alcune location del video sono state individuate presso l’Opera Armida Barelli di Rovereto). Gli intermezzi artistico-musicale, “Avere cura di” e “Zapateado”, sono stati ad opera degli studenti del Liceo Coreutico e Musicale F.A. Bonporti di Trento, con violino, tastiera, clarinetti e sax. Il servizio d’accoglienza è stato a cura di 30 hostess e steward degli istituti Don Milani di Rovereto e Sacro Cuore di Trento. La documentazione fotografica e video del Festival, con sguardo su protagonisti e momenti salienti, è stata gestita da alcune classi dell’indirizzo grafico dell’Istituto Sacro Cuore di Trento. La sede del Festival è stata arricchita dall’esposizione di 30 “Sedie d’autore” realizzati dal Liceo artistico A. Vittoria di Trento. Il Liceo Depero ha fornito l’esposizione di opere di grafica, design e fotografia. Infine, va rilevata la presenza anche dei poster risultato del concorso, promosso dal Comune di Rovereto “Mi gioco…un’idea. Win for school”, ad opera degli Istituti secondari di secondo grado e dei CFP di Rovereto.

Il Festival è stato organizzato dall’Agenzia per la famiglia della Provincia autonoma di Trento in collaborazione con il Dipartimento per le politiche della famiglia – Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Distretto Famiglia “Alto Garda” e il Comune di Riva del Garda.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136