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Fase 2, è caos anche nei tribunali. Gli avvocati denunciano: “90% processi rinviati”

giovedì, 14 maggio 2020

Brescia – Il caos regna sovrano in Italia. La fase 2 si è aperta nella più totale incertezza: la mancanza di dispositivi di protezione, test e tamponi a mesi dall’inizio della pandemia e la contrapposta necessità di riaprire hanno fatto raggiungere un compromesso dalle istituzioni che hanno scaricato tutta la responsabilità su imprese, cittadini e lavoratori dando l’ok a linee guida e indicazioni inadatte nella maggior parte dei settori con regole che rendono insostenibile la quotidiana operatività.

Per il settore della Giustizia era stato assicurato che la ripresa delle attività ci sarebbe stata da lunedì scorso senza grandi intoppi, ma in realtà non è oro tutto ciò che luccica, come dimostra la denuncia fatta dal presidente dell’Unione delle Camere penali Gian Domenico Caiazza, in un’intervista all’agenzia AGI: “Siamo molto preoccupati, si stanno confermando le nostre peggiori previsioni. Sostanzialmente assistiamo al rinvio del 90% dei processi“.

Sul problema della disomogeneità dell’organizzazione tra le zone della penisola, il presidente dell’Ucpi aggiunge: “A Roma, ad esempio, è stata emanata una circolare organizzativa sensata, che invita a iniziare i processi, con la clausola, però, di valutazione del giudice. Quindi ci sono rinvii anche a febbraio 2021, e nessuno, su questo, può andare a dire nulla al giudice“.

La chiosa in merito alle udienze ‘da remoto’, sulle quali i penalisti hanno sempre espresso la loro netta contrarietà: “I magistrati che in concreto sono disponibili a organizzarle sono molto pochi, non ci sono mezzi né personale“.



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