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Elezioni Comunali di Trento: intervista al candidato sindaco Filippo Degasperi (Onda Civica)

mercoledì, 5 agosto 2020

Trento – Il candidato sindaco della formazione “Onda Civica” è Filippo Degasperi, 49 anni, laureato in economia politica, abilitato dottore commercialista e revisore legale, insegnante di matematica ed economia. E’ consigliere provinciale e regionale dal 2013 e in questi anni si è occupato di grandi tempi dall’economia all’ambiente fino alla gestione della cosa pubblica.

Onda civica Filippo DegasperiCome si è mosso in queste prime settimane da candidato sindaco, la sua proposta politica e quali sono gli ambiti a cui si è rivolto?
“Onda Civica Trentino nasce con l’intento di portare una ventata di novità, promuovendo la libertà di pensiero e dunque rifiutando ogni tipo di imposizione “dall’alto” di gruppi dirigenti e partiti nazionali. In queste settimane abbiamo ribadito più volte la voglia di impegnarci per portare avanti le battaglie che ci hanno contraddistinto anche rispetto ad altre forze politiche: mi riferisco all’interramento della ferrovia e agli investimenti in mobilità su rotaia (dal ring all’elettrificazione della Valsugana) alla sicurezza, alla bonifica dei siti inquinati (Sardagna per cominciare), all’orientamento delle produzioni agricole verso il rispetto del territorio, al contenimento del gioco d’azzardo. Restituire personalità al Comune ormai vassallo di piazza Dante, ai quartieri e ai sobborghi che l’hanno smarrita a causa delle politiche anonime, divisive ed elitarie che hanno connotato l’approccio del Centrosinistra saranno le nostre priorità. La crescita passa inevitabilmente attraverso la ricostruzione del tessuto connettivo che chi ci ha preceduto ha sistematicamente demolito. Sviluppo, ambiente e mobilità sono gli ambiti sui quali vogliamo concentrarci ma all’interno di ogni capitolo sono ovviamente compresi tanti altri argomenti”.

Ha già individuato le priorità per Trento?
“Per anni i politicanti di lungo corso ci hanno ridicolizzato perché mantenevamo costanti contatti con i cittadini rivolgendoci a loro per condividere le priorità della nostra azione. Oggi tutti ci copiano, spacciando per novità il fatto che le priorità non vanno imposte dall’alto ma costruite insieme ai cittadini. Con loro abbiamo condiviso che il primo passo sarà ricostruire le relazioni che rappresentavano una ricchezza per le nostre comunità, base fondamentale per il rispetto, la solidarietà e il senso di appartenenza che sono state disarticolate dalle politiche sociali e dall’urbanistica del Centrosinistra tutta vocata a dividere e a distinguere tra i quartieri e i sobborghi meritevoli di cura e attenzioni e gli altri invece finiti ai margini o addirittura fortemente penalizzati. Comitati, associazioni, usi civici, circoli troveranno nel nostro Comune un forte alleato”.

Il programma: può anticipare i punti qualificanti per la città?
“Il nostro programma, come accennavo in precedenza, fa di ambiente, sviluppo e mobilità i suoi punti cardine. Vogliamo partire da questi tre macro-argomenti per poi concentrarci su singoli e specifici casi. Ad esempio, il costante monitoraggio dell’area ex Sloi oppure la riorganizzazione della zona di Trento nord, prettamente industriale. La riqualificazione e lo sviluppo della nostra città passano poi da altri fattori, come una raccolta differenziata attenta, il sostegno al lavoro delle forze dell’ordine e l’istituzione di specifici accordi volti a tutelare il decoro urbano e le zone oggi meno frequentate.
Non dimentichiamoci poi che la città può essere migliorata anche e soprattutto dal punto di vista “mentale”, oltre che fisico: vogliamo perciò che si instaurino rapporti di collaborazione duraturi tra istituzioni scolastiche ed altre realtà, come le fattorie didattiche e gli Enti che si occupano di ambiente, volontariato o educazione alla cittadinanza”.

E sulle opere pubbliche come intende intervenire?
“Negli anni il centrosinistra che oggi mimetizza i suoi volti noti speso molto in propaganda ma nel concreto Trento è immobile. Ci sono intanto da restituire alla comunità le decine di immobili pubblici abbandonati al degrado (l’elenco è difficile da fare… dal Casino Bersaglio di Corso Buonarroti, all’ex Questura, dall’ex Provveditorato all’ex centro di salute mentale, dal Panorama alle palazzine GIL di Candriai…). Restituirli alla comunità significa garantire un presidio costante del territorio oltre che uno sfogo per le tante associazioni sportive, culturali, artistiche senza dimenticare le scuole e l’università che possono trovare spazi per la crescita dei giovani e il benessere degli anziani. Va riprogettata e completata la rete delle ciclabili visto che le e-bike aprono scenari per la mobilità anche verso i sobborghi collinari inimmaginabili prima. Oggi le risorse finanziarie non mancano, quindi direi che è il momento propizio per impostare la realizzazione del ring ferroviario che, partendo dalla linea della Valsugana (da elettrificare immediatamente e non con i tempi geologici di Fugatti) scendendo dalla collina Est si connetta con la linea del Brennero a Nord di Trento. Linea del Brennero per la quale, nonostante i venti anni persi dal Centrosinistra, va interrata liberando spazi enormi da restiture alla città.
La funivia del Bondone è un altro intervento ragionevole nel momento in cui il degrado della bellissima montagna di Trento conseguenza delle politiche del Centrosinistra sarà interrotto e invertito. Le nostre proposte sono numerose e concrete. Non posso che invitare a leggere il programma completo”.

L’economia e il turismo stanno subendo contraccolpi negativi, secondo lei quali sono le aree di intervento?
“Indubbiamente abbiamo dovuto adattare i contenuti del nostro programma all’emergenza Covid, per favorire una ripresa di quei settori che sono purtroppo usciti con le ossa rotte da questo periodo e che ancora, nonostante il progressivo ritorno alla quotidianità, sono in forte difficoltà. Intanto ricostruendo le relazioni con le categorie e gli operatori economici, primo presidio del territorio. Vogliamo, ad esempio, puntare sul rilancio del turismo di periferia: l’idea è quella che i piccoli centri abitati, soprattutto nelle zone collinari della città che la speculazione edilizia non ha ancora trasfigurato, tornino ad essere frequentati da ospiti e che questi ultimi possano riscoprire il piacere dello slow tourism, in contrapposizione a quello “di massa”. Garantiremo spazio, attenzione e tutele al commercio ambulante, che crediamo inoltre possa dare nuova vita a zone prima poco presidiate dai cittadini, così come puntiamo al potenziamento di iniziative, come il mercato contadino, perché si svolgano con più frequenza. Pensando poi agli eventi nella nostra città, sarà necessaria una riorganizzazione: vogliamo che ci siano più manifestazioni in diversi periodi dell’anno, così da garantire una presenza costante di cittadini e turisti non solo nel centro ma sul territorio in generale. Dobbiamo adattarci a questa situazione difficile e l’unico modo per farlo è esplorare strade nuove, che possano migliorare i servizi per tutti”.

Come vede l’operato delle Giunta comunale uscente…
“Diciamo che l’immobilismo generale ha contraddistinto non solo l’ultima Amministrazione di Centrosinistra, ma anche quelle precedenti. Impegnati più nella guerra delle poltrone (3 rimpasti solo nell’ultima consiliatura per accontentare le mire e le ambizioni dei litigiosissimi partiti che ritrovano l’armonia solo quando le poltrone bastano per tutti) alle tante parole non sono seguiti i fatti. Posso citare come estremo la banalissima questione dei percorsi per lo scialpinismo (disciplina in costante crescita) in Bondone: richiesti 12 anni fa, ancora non ci sono.
Quando durante lo scorso febbraio abbiamo ideato lo slogan Trento riparte, prima ancora di incappare nell’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus, l’idea era appunto quella di dare nuova vita, oltre a gambe e braccia, a progetti che fino ad oggi sono rimasti fermi, oppure nei quali non si è creduto abbastanza”.



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