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Braccio di ferro tra Legambiente e Comune di Paratico sulle ex piscine

venerdì, 27 novembre 2020

Paratico – Prosegue il braccio di ferro tra Legambiente e Comune di Paratico (Brescia) e la querelle sulle ex piscine torna al Tar. Legambiente Basso Sebino chiede chiarezza: “La demolizione dei fabbricati abusivi resta da fare”.

“Il manufatto realizzato non può essere sanato ai sensi dell’articolo 38 del DPR”, in sintesi il senso dell’ordinanza del 13 novembre scorso del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso contro la sentenza del Tar di Brescia che aveva annullato, l’ordine di demolizione dei fabbricati della One Italy. Quanto alla variante attivata dal Comune, con sentenza del 25 novembre il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibili i ricorsi per ottemperanza. “Per salvare il lago d’Iseo, la sua bellezza e la sua vivibilità c’è bisogno che i Comuni rivedano il modo di programmare l’utilizzo del territorio. Bisogna mettere un freno ad un’urbanistica caotica che sconvolge il paesaggio ed alle sempre più invasive aree commerciali come la realizzazione di due nuove strutture commerciali e parcheggi nell’area dell’ex piscina in riva al lago“, sostiene Legambiente Basso Sebino.

Il Giudice di Appello ha dichiarato che la variante non elude la sentenza del 2019 e, fatta questa precisazione, ha rinviato di nuovo il fascicolo al Tar di Brescia cui spetterà di valutare se la nuova autorizzazione paesaggistica ed il nuovo permesso di costruire sono legittimi. Legambiente e Edelweiss si aspettano a questo punto che il Comune dia attuazione alle statuizioni del giudice amministrativo. Nessuna sconfitta di Legambiente come afferma il sindaco di Paratico si apre invece un nuovo contenzioso amministrativo per la tutela del territorio del basso Sebino, la correttezza amministrativa che le amministrazioni comunali dovrebbero assicurare per prime mentre la demolizione dei fabbricati abusivi resta da fare”, conclude Dario Balotta, presidente circolo di Legambiente basso Sebino

Nota tecnica sull’ordinanza e sulla sentenza da parte di Legambiente Basso Sebino
Il Consiglio di Stato ha emesso un’ordinanza in data 13/11/2020 ed una sentenza in data 25/11/2020. Con la prima ordinanza del 13 novembre viene sancito definitivamente l’annullamento della sentenza del Tar di Brescia che aveva annullato l’ordine di demolizione dei fabbricati della One Italy emesso dal Comune di Paratico (che a sua volta faceva seguito all’annullamento del permesso di costruire rilasciato al costruttore ndr). A seguito della riforma della sentenza emessa dal Tar di Brescia, torna pertanto in vita l’ordine di demolizione originariamente emesso dal Comune di Paratico, rispetto al quale ci attiveremo prontamente nei prossimi giorni per l’ottemperanza con un esposto-denuncia nelle sedi preposte (Provincia di Brescia, Polizia Locale, Comune di Paratico e Procura della Repubblica di Brescia). I fabbricati costruiti fino ad oggi devono essere pertanto prontamente demoliti. Con la sentenza del 25 novembre il Consiglio di Stato ha dichiarato invece l’inammissibilità dei ricorsi per ottemperanza introdotti da Legambiente e privati con i quali veniva richiesta dai ricorrenti la nullità degli atti emessi dal Comune di Paratico. Il Consiglio di Stato ha giudicato come non elusiva del giudicato di marzo 2019 la condotta amministrativa del Comune di Paratico sulla base del presupposto che l’avvio del procedimento di adozione della variante 4 fosse ascrivibile ad una data antecedente, rispetto alla sentenza del Consiglio di Stato del 2019 che annullava i titoli edilizi della One Italy. Rispetto a questo profilo stiamo valutando l’opportunità di ricorrere per revoca della sentenza del Consiglio di Stato in considerazione dell’errore materiale di valutazione. In ogni caso, per quanto concerne i profili di illegittimità degli atti amministrativi del Comune di Paratico (variante 4, paesaggistica e permesso di costruire), il Consiglio di Stato ha semplicemente rimandato al Tar di Brescia il giudizio di legittimità aprendo ad una nuova fase di contenzioso che vedrà schierati presumibilmente il Comune e la One Italy a difesa di quanto costruito fino ad ora“.



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