PREDAIA (Trento) - Seguire il viaggio di una mela, il prodotto simbolo della
Val di Non, per ritrovarsi, come d’incanto, in uno spazio tanto originale quanto suggestivo: il cuore profondo delle Dolomiti. Non è un sogno ma una proposta concreta che garantisce un’esperienza indimenticabile per i visitatori, condotti per la prima volta in un luogo solitamente impenetrabile.

A idearla, a partire dall’11 aprile, il
Consorzio Melinda che, in collaborazione con le
Aziende per il Turismo (ApT)
della Val di Non e della Val di Sole e con il supporto di
Trentino Marketing, lancia un nuovo programma di esperienze turistiche aprendo al pubblico le sue celebri celle ipogee, i magazzini sotterranei scavati nella roccia dove vengono conservati i frutti. Un’offerta sorprendente, che include ulteriori proposte inedite nel panorama del turismo alpino e che trasforma la melicoltura in grande racconto collettivo tra territorio, comunità e innovazione.
Ad accogliere il pubblico sarà anche MondoMelinda, il rinnovato centro visitatori situato a
Segno di Predaia (Trento). Pensata come casa per i soci e per la comunità locale, la struttura è anche uno spazio dedicato al racconto della valle e delle sue tradizioni. Qui, un originale percorso di visita accompagna il pubblico alla scoperta della storia del Consorzio, delle varietà di mele e delle eccellenze agricole locali, restituendo l’immagine di un sistema territoriale basato su agricoltura e cooperazione. E di cui Melinda, con i suoi 4.000 e più soci riuniti in 16 cooperative che raccolgono ogni anno
400mila tonnellate di mele, pari a circa un quinto dell’intera produzione italiana, rappresenta il principale punto di riferimento.
La proposta turistica del Consorzio prenderà il via in occasione dell’evento Fiorinda
, la festa della fioritura in Val di Non, in programma l’11 e 12 aprile. Verrà infatti data l’opportunità al pubblico di partecipare ad una Special Edition inaugurale delle visite alle spettacolari celle ipogee e alla Funivia delle mele, l’innovativa infrastruttura inaugurata alla fine dello scorso anno per garantire un trasporto della frutta a ridotto impatto ambientale. Situate all’interno della miniera di dolomia di Rio Maggiore, le celle si trovano a circa 300 metri di profondità: entrare in queste gallerie significa vivere un’esperienza fuori dall’ordinario. Non una semplice visita a un sito industriale, ma un vero viaggio nel sottosuolo delle Dolomiti. Qui la montagna diventa protagonista, mostrando il suo lato nascosto e raccontando come natura e ingegno umano possano dialogare.
Durante il percorso, della durata di circa un’ora e mezza, i visitatori scopriranno l’origine di un’idea - trasformare una miniera in un grande frigorifero naturale – e gli aspetti tecnici che hanno consentito di concretizzarla. Ma anche i vantaggi offerti dalle particolari condizioni ambientali - bassa temperatura e impermeabilità - di questo luogo: minori consumi idrici ed energetici (il 30% in meno, per questi ultimi, rispetto ai magazzini di superficie), ridotte emissioni di CO₂ ed eliminazione dei pannelli coibentanti tipici delle strutture industriali.