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"Lascia che tutto ti accada", aperta la mostra di Gsh e Mart

Allestita fino al 3 maggio a Palazzo Assessorile

CLES (Trento) - "Lascia che tutto ti accada", aperta la mostra organizzata da GSH e Mart. Un progetto espositivo che racconta la disabilità come esperienza umana, poetica e trasformativa. Cles apre in grande stile la primavera culturale del 2026 con Lascia che tutto ti accada, un progetto espositivo che mette al centro la disabilità come esperienza umana, come luogo di trasformazione e come possibilità poetica.

Organizzata da GSH Cooperativa Sociale e dal Mart di Rovereto nelle sale del Palazzo Assessorile di Cles, la mostra sarà aperta da oggi, 8 marzo, al prossimo 3 maggio. L’evento si inserisce nel progetto Combinazioni - caratteri sportivi, un progetto ideato dall’Assessorato alla Cultura della Provincia autonoma di Trento e Trentino Marketing, all’interno dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.

Un titolo che accoglie il possibile
Il verso di Rainer Maria Rilke da cui la mostra prende a prestito il titolo diventa la chiave per leggere l’intero percorso: lasciar accadere non significa subire, ma riconoscere la vita nella sua interezza, scegliere di attraversarla senza nascondere né l’incertezza né la bellezza. In un anno segnato dai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, questa prospettiva assume un valore ancora più forte: mentre lo sport celebra il superamento del limite, a Cles l’arte prova a raccontarne la natura profonda, a volte silenziosa, invisibile, quotidiana.

Un dialogo di sguardi, generazioni e storie
Curato da Giosuè Ceresato il percorso accosta opere che appartengono a universi differenti, ma attraversati dalla stessa tensione verso la fragilità e la sua trasformazione. Le sale di Palazzo Assessorile ospitano lavori di artisti contemporanei attivi sul territorio e di grandi maestri del XX secolo, creando una trama di rimandi dove forza e vulnerabilità convivono senza contraddizione.
Un nucleo centrale della mostra è dedicato a due figure internazionali che hanno fatto della disabilità un punto di ripartenza creativa. Hans Hartung, protagonista dell’astrattismo europeo, prosegue la sua carriera artistica anche dopo la perdita di una gamba in guerra, sperimentando tecniche innovative; mentre Chuck Close, fotografo e pittore, rivoluziona la tecnica del ritratto nonostante la prosopagnosia, un disturbo che rende difficile riconoscere i volti, e la paralisi che dal 1988 lo porta a utilizzare una sedia a rotelle. A dialogare con loro, le immagini di Oliviero Toscani, che negli anni ha saputo affrontare il tema delle differenze con un linguaggio diretto, spesso provocatorio, profondamente umano, e la video installazione dei MASBEDO, ambientato nelle Alpi Apuane e con protagonista l’alpinista ex atleta paralimpico Andrea Lanfri.
Intorno a queste presenze si sviluppa un coro di voci italiane: dagli artisti trentini come Matteo Boato, Livio Conta, Giorgio Conta, Marcello Nebl, Mauro Pancheri, Federico Seppi, Pietro Weber, Ivan e Luciano Zanoni, fino a figure storiche e nazionali come Marcello Dudovich, Giovanni Lorenzi ed Ettore Sottsass senior. Una moltitudine che costruisce una narrazione condivisa: non un racconto sulla disabilità, ma un racconto attraverso la disabilità, attraverso ciò che rivela, ciò che spiazza, ciò che trasforma.

Una mostra che interroga, ascolta, restituisce
Per GSH questa mostra rappresenta molto più di un evento culturale: è un modo per ribadire, attraverso l’arte, l’impegno quotidiano nella costruzione di una comunità capace di accogliere e far crescere ogni persona. Lascia che tutto ti accada diventa così uno spazio simbolico in cui la fragilità si trasforma in forza, le differenze diventano dialogo e la creatività si afferma come terreno di libertà e riconoscimento. Una testimonianza concreta dei valori che da sempre guidano la Cooperativa.
Le opere non cercano facili celebrazioni né pietismi. Preferiscono insistere su territori più complessi: la fatica dell’allenamento, la tentazione dell’eroismo, la paura dell’immobilità, l’ascolto di sé, il confronto con il proprio limite, la gioia della vittoria quando arriva, o quella più discreta del costante andare avanti. È una mostra che non vuole mettere etichette, ma suggerire riflessioni, invitando a guardare l’altro senza filtri, riconoscendo nel suo percorso un riflesso del proprio.
In ogni sala si respirerà un’umanità concreta, fatta di resistenza e delicatezza, di errori trasformati e di slanci improvvisi. Una mostra che chiede tempo, lentezza, disponibilità. Che chiede, appunto, di lasciar accadere.

Le voci dei protagonisti
Stella Menapace, sindaca di Cles: “Sono profondamente onorata che il nostro meraviglioso Palazzo Assessorile possa accogliere una mostra di così alto valore culturale e umano. ‘Lascia che tutto ti accada’ rappresenta una provocazione gentile ma potente per ciascuno di noi: ci invita a vivere la nostra vita da protagonisti, partendo proprio dalle nostre fragilità.
In una società che spesso insegue modelli di perfezione irraggiungibili, dove ciò che non appare perfetto rischia di trasformarsi in scarto sociale, questa esposizione ci ricorda che è proprio nel limite, nella vulnerabilità e nella differenza che si genera forza, consapevolezza e autentica bellezza.
La mostra si inserisce inoltre in un momento particolarmente significativo per il nostro territorio, che grazie alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 ha ricevuto visibilità e lustro a livello internazionale. In questo contesto, il dialogo tra arte, sport e disabilità assume un valore ancora più profondo: diventa un messaggio di comunità, di inclusione e di orgoglio condiviso.
Desidero rivolgere un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto: alla Cooperativa GSH, al Mart, al curatore, agli artisti e a tutte le persone che, con impegno e passione, hanno reso possibile questa esperienza collettiva. È grazie a una rete viva e collaborativa che la nostra comunità continua a crescere e a rinnovarsi.
Auspico che ogni visitatore possa uscire da questa mostra con uno sguardo nuovo su di sé e sugli altri, con il coraggio di riconoscere le proprie fragilità come parte preziosa del proprio cammino e con la disponibilità, autentica e profonda, di lasciare che tutto gli accada.”


Francesca Gerosa, assessore all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità della Provincia autonoma di Trento: “Con Lascia che tutto ti accada si realizza in pieno lo spirito di Combinazioni_caratteri sportivi, il progetto che abbiamo voluto mettere in campo per far convergere, attorno ad unico tema, la rete delle istituzioni, dei musei e delle realtà sociali nella cornice dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Questa esposizione dimostra la nostra capacità di fare sistema: identità diverse che costruiscono un percorso comune, capace di generare valore culturale e sociale. In questo anno caratterizzato dai Giochi Olimpici e Paralimpici, l’arte ci invita a guardare al limite non solo come qualcosa da superare, ma come dimensione importante dell’esperienza umana: è così che la cultura rafforza il senso di comunità e contribuisce alla crescita delle nuove generazioni”.

Michele Covi, presidente di GSH, racconta il senso profondo del progetto: “Celebrando i 35 anni della nostra Cooperativa, non potevamo immaginare un modo più autentico per dire chi siamo che dare vita a questa mostra. Lascia che tutto ti accada nasce dal desiderio di mettere la disabilità in dialogo con uno dei linguaggi più universali che abbiamo: l’arte. È un seme piantato vent’anni fa, quando un nostro progetto espositivo contribuì a cambiare il modo in cui il territorio guardava alla fragilità. Oggi quello stesso seme germoglia in una forma più ampia, condivisa, maturata insieme.
Collocare questa esperienza nell’anno dei Giochi Paralimpici significa inserirla dentro un orizzonte ricco di simboli, valori e storie straordinarie. Realizzare la mostra con il Mart non è solo un onore: è un segno di fiducia nel nostro cammino, un modo per amplificare le voci e i gesti creativi delle persone con disabilità. Accanto al Mart, la presenza del Comune di Cles e il sostegno dell’intero territorio hanno trasformato questo progetto in un’esperienza veramente collettiva: una comunità che sceglie di crescere insieme e di guardare la disabilità con occhi rinnovati.
A nome di GSH, auguro a ogni visitatore di lasciarsi accadere questa esperienza con mente aperta e cuore disponibile: l’arte saprà fare il resto”.


Micol Forti, direttore del Mart Rovereto ricorda che “la produzione artistica svolge un ruolo cruciale nella costruzione di modelli culturali che sono essenziali per affermare l’esistenza della disabilità, la sua verità, concretezza e potenza, per comunicare la specificità di condizioni dell’esistere che arricchiscono e completano ognuno di noi. Le diverse declinazioni linguistiche, tecniche ed espressive delle opere in mostra restituiscono i molteplici volti della realtà percepita in modo unico e peculiare da quanti si confrontano con disabilità fisiche, psicologiche, cognitive e sensoriali, indagando quell’indistinto territorio di confine nel quale si colloca la relazione tra abilità e disabilità.”

Queste le parole di Giosuè Ceresato, curatore della mostra: “Grazie alla selezione delle opere presenti in mostra si è cercato di costruire un racconto sulla disabilità e sulla consapevolezza dell’esistenza. La poesia di Rainer Maria Rilke che dà il titolo alla mostra propone una chiave di lettura: contemplare il mistero della vita pur nel suo inevitabile oscillare tra bellezza e paura. Dipinti, sculture, installazioni, fotografie, video, documenti, opere figurative e astratte affrontano argomenti come lo sport, la natura, la memoria, la paura, l’eleganza, l’imprevisto. L’occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 permette di presentare la potenza del corpo atletico e il superamento del limite, allo stesso tempo opere che evidenziano la grazia del mondo naturale e delle relazioni personali dimostrano un profondo contatto con la realtà, prendendo le distanze dal culto della performance.
Alcune opere sono esplicitamente legate al tema della mostra, altre lasciano spazio a possibili interpretazioni personali. La mostra vuole superare gli stereotipi sulla disabilità che qui emerge come una delle tante forme attraverso cui l’essere umano si manifesta”.


Sede: Palazzo Assessorile, Cles
Periodo: 8 marzo – 3 maggio 2026
Orari: da martedì a domenica 10 - 12; 15-18 (lunedì chiuso)
Apertura straordinaria: 6 aprile 2026
Ultimo aggiornamento: 08/03/2026 00:30:40

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