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Rissa al Parco di Melta, quattro arresti della Polizia di Stato

Accusati di tentato omicidio in concorso, lesioni aggravate e minacce a mezzo social

TRENTO - Rissa al Parco di Melta dello scorso 25 ottobre: quattro arresti della Polizia di Stato. Nelle prime ore della mattinata odierna, a Trento, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a quattro misure di custodia cautelare in carcere - disposte dal Gip presso il Tribunale di Trento - nei confronti di altrettanti indagati di età compresa tra i 24 ed i 36 anni, accusati di tentato omicidio in concorso, lesioni aggravate e minacce a mezzo social.

L’operazione costituisce l’esito di un’articolata attività di indagine condotta dagli investigatori della Squadra Mobile e coordinata dalla Procura della Repubblica di Trento, avviata a seguito della violenta rissa avvenuta la sera del 25 ottobre 2025 nella zona del parco di Melta tra due gruppi di giovani stranieri.
Gli elementi investigativi raccolti hanno consentito di delineare un grave quadro indiziario a carico dei quattro, sospettati di essere tra i principali protagonisti di una vera e propria spedizione punitiva organizzata nei confronti dei rivali.

Dall’analisi dei profili social è infatti emerso come il gruppo capeggiato dagli indagati, dopo aver rivolto minacce di morte attraverso l’utilizzo dei canali social ad uno degli avversari, abbia dato appuntamento al parco di Melta agli avversari per un chiarimento. L’incontro si trasformò così in una vera e propria imboscata, in quanto il gruppo guidato dai quattro e composto da circa quaranta persone, travisate con passamontagna, provenienti da varie città del Nord Italia, ha poi accerchiato e aggredito gli ignari avversari con mazze, bastoni, coltelli e spade, sfruttando la propria superiorità numerica. A causa dei violenti colpi e fendenti ricevuti, che hanno causato la lesione di un’arteria femorale, una delle vittime è stata trasportata d’urgenza in ospedale e successivamente ricoverata nel reparto di terapia intensiva in pericolo di vita e sottoposta a vari interventi chirurgici e trasfusioni di sangue.

Le altre vittime della brutale aggressione – tra cui un ferito accoltellato all’addome - hanno riportato gravi lesioni con prognosi fino ai venti giorni per traumi vari. L’operazione ha visto impiegati oltre 50 tra uomini e donne della Polizia di Stato, tra cui personale della Squadra Mobile della Questura di Trento, del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia, delle U.O.P.I. della sezione distaccata di Bolzano e di unità cinofile antidroga ed antiesplosivo, rispettivamente della Questura di Bologna e della Polizia di Frontiera dello Scalo Aereo di Orio al Serio.
Ultimo aggiornamento: 29/07/2026 14:01

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