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Querelle sul rimborso chilometri agli operai del Comune di Trento

Fenalt porta il Comune di Trento davanti al Servizio Lavoro della Provincia

TRENTO - Fenalt porta il Comune di Trento davanti al Servizio Lavoro della Provincia per la situazione relativa al rimborso chilometri agli operai del Comune di Trento.

Al centro della vertenza c'è il "persistente rifiuto da parte dell'Amministrazione comunale di riconoscere il rimborso delle spese chilometriche al personale operaio che, chiamato d'urgenza fuori dal normale orario di lavoro per risolvere emergenze sul territorio, ha dovuto utilizzare il mezzo privato per garantire la tempestività degli interventi".

"Siamo di fronte a una situazione paradossale e inaccettabile - afferma Maurizio Valentinotti, segretario generale Fenalt. "Quando c'è una tubatura rotta, una strada interrotta o un'emergenza che mette a rischio la sicurezza dei cittadini di Trento, gli operai comunali saltano in macchina a qualsiasi ora del giorno e della notte per correre sul posto. Lo fanno per puro spirito di servizio e dovere d'ufficio. Eppure, per anni, il Comune ha risposto alle nostre richieste di rimborso con un muro di gomma, adducendo che 'senza una norma specifica nel vecchio contratto non si può pagare'. Una tesi giuridicamente bizzarra: il rimborso spese non è un premio o una regalia, ha natura risarcitoria.
Un lavoratore non deve e non può rimetterci di tasca propria, tra usura del mezzo e costo del carburante, per andare a fare un servizio ai cittadini di notte o sabato e domenica".

La dimostrazione che la posizione del Comune fosse solo una scusa capziosa è arrivata lo scorso 12 gennaio, quando – grazie a un’apposita norma fortemente voluta e proposta proprio da FENALT nell'accordo di settore dei Comuni – il diritto al rimborso chilometrico è stato finalmente codificato nero su bianco.

"La nuova norma contrattuale - continua Valentinotti - ha una valenza chiaramente ricognitiva. Non ha inventato un diritto che prima non esisteva, ha semplicemente messo fine alle interpretazioni restrittive del Comune. Per questo non siamo disposti a colpi di spugna sul passato: abbiamo depositato formale istanza di conciliazione per chiedere il pagamento di tutti gli arretrati dal 2021 fino a tutto il 2025, comprensivi di interessi e spese di vertenza, per gli operai rimasti penalizzati prima della svolta di gennaio".

Il sindacato evidenzia inoltre una pesante disparità di trattamento territoriale che pesa come un macigno: "Mentre la Provincia autonoma di Trento e la quasi totalità dei Comuni trentini riconoscono da sempre questi rimborsi applicando i sani principi di correttezza ed equità, gli operai del capoluogo sono stati trattati come lavoratori di serie B. Ora ci aspettiamo risposte concrete dal tavolo di conciliazione. Un eventuale diniego da parte del Comune sarebbe semplicemente vergognoso. Sia chiaro fin d'ora: se l'Amministrazione dovesse arroccarsi ancora dietro a cavilli burocratici rifiutando una soluzione bonaria, non faremo sconti a nessuno e andremo dritti in causa, portando il Comune in Tribunale per vie legali".
Ultimo aggiornamento: 04/07/2026 18:31

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