TRENTO - La seduta del pomeriggio in Consiglio provinciale è stata interamente dedicata alla relazione del difensore civico della Provincia, quarto punto all’ordine del giorno. Va detto che il 2025 non è propriamente l’anno dell’attuale difensore civico, Sandro Raimondi che è stato nominato dal Consiglio nell'ottobre 2025 ed è entrato in carica il 19 novembre, subentrando in via suppletiva: la relazione si riferisce dunque ad un’attività svolta interamente sotto la precedente gestione.

Negli interventi di discussione sulla relazione la presa d’atto di un quadro di crescente complessità nei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione. Al centro del dibattito trasparenza e accesso agli atti, rapporti con società partecipate e gestori dei servizi e soprattutto il rischio che la progressiva digitalizzazione penalizzi anziani e persone più fragili. Dal dibattito, su impulso delle Minoranze, è nato un ordine del giorno, condiviso con la Giunta e approvato all’unanimità dopo una lunga sospensione dei lavori, che impegna l’esecutivo a favorire, nelle società controllate, un equilibrio tra servizi digitali e presenza di sportelli fisici, garantendo assistenza diretta alle fasce meno digitalizzate. La seduta è stata quindi aggiornata a domani, quando tornerà in Aula il disegno di legge Gerosa sulle carenze formative.
Paola Demagri (Casa Autonomia) ha espresso dispiacere per l’assenza, quest’anno, di una presentazione pubblica della relazione 2025 da parte del difensore civico. La consigliera avrebbe voluto chiedere tra le altre cose al difensore, quali siano le aspettative dei cittadini nel rivolgersi alla difesa civica e quali siano stati i rapporti del difensore con le pubbliche amministrazioni, ad esempio con le partecipate. Demagri ha proseguito commentando le questioni riportate all’interno della relazione che rappresentano a suo avviso lo spaccato delle preoccupazioni e delle difficoltà dei trentini e al contempo un richiamo a concentrare gli sforzi dell’azione politica su particolari contesti, quali digitalizzazione, trasparenza, tributi e tariffe, prestazioni sanitarie, casa e costi energetici. Ha sottolineato in particolare il ruolo del difensore nel riequilibrare il rapporto tra cittadino e amministrazione e richiamato il tema dell'accesso agli atti, segnalando le difficoltà incontrate su questo fronte anche dai consiglieri provinciali.
Francesca Parolari (PD) ha sottolineato anzitutto l’aumento delle pratiche trattate, 569 nel 2025, leggendolo sia come segnale di una crescente fiducia dei cittadini nel difensore civico sia come indice di nuovi bisogni e disservizi nei rapporti con la pubblica amministrazione. Positivo anche l’ampliamento delle convenzioni con i Comuni. Ha quindi evidenziato tre questioni centrali della relazione: le persistenti difficoltà nell’accesso agli atti e nella trasparenza; il rischio che la crescente digitalizzazione produca un divario ai danni soprattutto di anziani e persone fragili, chiedendo perciò di mantenere canali di accesso anche fisici ai servizi; infine il rapporto con società partecipate e gestori dei servizi pubblici, dove occorre evitare che logiche privatistiche ed esigenze di economicità prevalgano sull’interesse pubblico e sulla prossimità dei servizi. La consigliera del PD ha infine richiamato la necessità di superare i
“muri di gomma
” della pubblica amministrazione, comprese le mancate o tardive risposte alle sollecitazioni dello stesso difensore civico, invitando la politica a tradurre le criticità concrete segnalate nella relazione in interventi amministrativi e normativi.
Un sentito ringraziamento al difensore civico e alla struttura è arrivato da
Vanessa Masè (Civica) che nella sua riflessione si è soffermata in particolare sulla collaborazione nell’Euregio tra Trento, Bolzano e Tirolo e sul progetto “Una salute a misura del cittadino”, dedicato alla tutela dei pazienti e all’assistenza sanitaria transfrontaliera, indicandolo come esempio concreto di un’Euregio capace di incidere direttamente sui bisogni delle persone. Ha quindi richiamato l’aumento dell’attività del difensore civico, con 569 pratiche aperte e oltre 1.200 tra comunicazioni, incontri, telefonate e interventi, come segnale della fiducia conquistata dall’istituto.
Tra i temi della relazione ha evidenziato soprattutto la digitalizzazione, che rischia di lasciare indietro le fasce meno alfabetizzate digitalmente e la crescente diffusione territoriale del servizio, con 141 Comuni su 166 convenzionati.
Nel suo intervento Lucia Coppola (AvS), ha ribadito l’importanza del difensore civico come figura indipendente e imparziale di tutela dei diritti, soffermandosi in particolare sulla funzione svolta nei confronti delle persone più fragili: anziani, disabili e famiglie in difficoltà, che possono incontrare maggiori ostacoli nell’accesso a sanità, istruzione e welfare. Coppola ha evidenziato la necessità di una forte capacità di ascolto, supporto e mediazione nei rapporti con la pubblica amministrazione, anche di fronte alle difficoltà create dalla crescente digitalizzazione dei servizi. Ha richiamato inoltre il ruolo del difensore nell’individuare situazioni di cattiva amministrazione e formulare raccomandazioni, contribuendo così non soltanto alla soluzione dei singoli casi, ma al miglioramento complessivo dei servizi. Coppola ha quindi sottolineato la funzione di informazione ed educazione ai diritti, rivolta sia ai cittadini sia alle amministrazioni, con particolare attenzione al modo in cui vengono trattati gli utenti più vulnerabili. In chiusura la consigliera di Avs ha rimarcato il ruolo del difensore come figura di garanzia e mediazione tra amministrazione e cittadino, ricordando che la qualità delle istituzioni si misura anche nella relazione che riescono a costruire con le persone.
Critico l’esordio di Filippo Degasperi (Onda), che ha rilevato lo scarso interesse della Giunta per la relazione del difensore civico, nonostante le questioni sollevate riguardino direttamente e diffusamente i cittadini. Ha quindi osservato una forte coincidenza tra le problematiche segnalate al difensore e quelle che arrivano ai consiglieri provinciali, sostenendo che la loro ricorrenza dovrebbe indurre l’amministrazione a interrogarsi sulle cause del malcontento. Al centro dell’intervento soprattutto il tema dell’opacità amministrativa e delle mancate risposte. Degasperi ha accostato le difficoltà incontrate dai cittadini nell’accesso agli atti a quelle dei consiglieri, citando proprie richieste rimaste inevase e criticando la prassi di riunioni e tavoli dei quali non vengono redatti verbali. Ha quindi elencato numerose interrogazioni senza risposta su partecipate, Music Arena, scuola, controlli antincendio, rifiuti e altri temi, denunciando una selettività della Giunta nel rispondere agli atti ispettivi. Critiche anche alla digitalizzazione dei rapporti con la Pa, con particolare riferimento al sistema SEND per le notifiche, giudicato inutilmente complicato. In conclusione, Degasperi ha sostenuto che consiglieri e cittadini si trovano spesso davanti agli stessi “muri di gomma”, con la differenza che i primi non possono ricorrere al difensore civico per ottenere tutela.
Alessio Manica, capogruppo del PD è quindi intervenuto per chiedere una sospensione dei lavori per consentire una riunione delle Minoranze al fine di perfezionare i contenuti di un ordine del giorno da condividere con l’assemblea.
Al rientro in aula, Francesca Parolari ha illustrato un ordine del giorno, condiviso con l’assessore Spinelli, che raccoglie alcune delle principali indicazioni della relazione del Difensore civico. Il documento richiama le crescenti difficoltà dei cittadini nei rapporti con società partecipate e gestori dei servizi pubblici, dovute anche alla distanza degli interlocutori e alla progressiva digitalizzazione dei servizi. Il dispositivo impegna la Giunta, relativamente alle proprie società controllate, a bilanciare transizione digitale e presenza di sportelli fisici, garantendo assistenza diretta e particolare attenzione alle persone fragili o meno digitalizzate.
Achille Spinelli ha espresso parere positivo sull’ordine del giorno, sottolineando la necessità di conciliare l’efficienza garantita dalla digitalizzazione con il mantenimento di un rapporto diretto con i cittadini. Ha richiamato in particolare il modello di Trentino Riscossioni, definito ibrido perché affianca agli strumenti digitali sportelli fisici costantemente accessibili. L’assessore ha ricordato inoltre l’attivazione di 26 sportelli di facilitazione digitale sul territorio, destinati soprattutto ad accompagnare le persone con maggiori difficoltà nell’utilizzo delle nuove tecnologie. L’obiettivo, ha concluso, è proseguire nella digitalizzazione senza lasciare indietro chi necessita di tempi, assistenza e accompagnamento diversi.
Il documento è stato sostenuto anche da Demagri che l’ha definito definito un atto di attenzione verso le persone meno digitalizzate o più restie all’utilizzo dei nuovi strumenti, apprezzando la condivisione raggiunta con la Giunta.
Messo ai voti il documento è stato approvato all’unanimità. Conclusa la trattazione del punto, il presidente Soini ha aggiornato la seduta a domani.