-
Lunedì 20 aprile 2026
PFAS a Storo, chiesto l'intervento del difensore civico
Per garantire la pubblicazione delle informazioni ambientali
STORO (Trento) - PFAS a Storo, trasparenza e verità: chiesto l'intervento al Difensore civico della Provincia, Sandro Raimondi, per ottenere la pubblicazione delle informazioni ambientali sulla contaminazione della falda
È stata trasmessa al Difensore civico della Provincia autonoma di Trento, Sandro Raimondi, e al Comune di Storo una richiesta di intervento volta a garantire la pubblicazione delle informazioni ambientali relative alla contaminazione da PFAS nella falda idrica della piana di Storo.
Al centro dell’iniziativa vi è la mancata diffusione di dati e studi – tra cui il rapporto dell’Università di Trento (DICAM) sui modelli di flusso e trasporto dei PFAS nell’acquifero del Basso Chiese – che risultano essenziali per comprendere la portata del fenomeno e i possibili impatti sugli equilibri ecologici e sulla salute pubblica.
"Non si tratta di un tema tecnico per addetti ai lavori - sottolinea il comitato direttivo di Più Democrazia in Trentino - ma di informazioni che riguardano direttamente la vita quotidiana delle persone. I cittadini hanno il diritto di sapere in quale ambiente vivono e quali rischi esistono".
La richiesta si fonda sul principio, sancito dalla normativa europea e nazionale e dalla Convenzione di Aarhus, secondo cui le autorità pubbliche devono garantire una diffusione attiva e sistematica delle informazioni ambientali, e non limitarsi a rispondere alle richieste.
In questo contesto, il ruolo del Difensore civico assume una rilevanza decisiva. Figura di garanzia e di equilibrio tra cittadini e pubblica amministrazione, il Difensore civico è chiamato a intervenire proprio nei casi in cui emergono criticità legate alla trasparenza o inerzie amministrative.
"La scelta di rivolgersi al dottor Raimondi - spiegano a Più Democrazia in Trentino - si inserisce in questa prospettiva: la sua lunga esperienza istituzionale, maturata anche nel ruolo di Procuratore della Repubblica, rappresenta una garanzia di attenzione e rigore nell’esame di questioni che intrecciano legalità, tutela dell’ambiente e diritti fondamentali".
Nel dettaglio Più Democrazia in Trentino ha chiesto al Difensore civico di verificare la corretta applicazione degli obblighi di pubblicazione delle informazioni ambientali, valutare la mancata diffusione dei dati relativi alla contaminazione da PFAS e sollecitare, se necessario, il Comune di Storo a rendere accessibili le informazioni rilevanti per la comunità".
"Quando si parla di ambiente e salute, la trasparenza non può fermarsi alla pubblicazione formale dei dati – evidenziano i rappresentanti dell’associazione –. È necessario garantire informazioni comprensibili, accessibili e verificabili, affinché ogni cittadino possa orientare le proprie scelte in modo consapevole. Senza questo passaggio, il diritto all’informazione resta incompleto e il controllo democratico si indebolisce".
L’iniziativa punta inoltre a richiamare l’attenzione su una criticità più ampia e strutturale che l’associazione denuncia da un decennio: il ritardo diffuso, a livello locale, nella pubblicazione delle informazioni ambientali nella sezione “Amministrazione trasparente” dei siti istituzionali.
Alla base di questa situazione vi è anche un’interpretazione difensiva della normativa regionale (in particolare della legge regionale n. 10/2014), utilizzata da molti enti per sostenere una presunta non applicabilità degli obblighi di pubblicazione delle informazioni ambientali.
Si tratta di una posizione che è già stata messa in discussione in modo chiaro sia dall’ANAC sia dal Consiglio di Stato, i quali hanno ribadito che le autonomie speciali possono disciplinare le modalità attuative della trasparenza, ma non possono derogare agli obblighi sostanziali, trattandosi di livelli essenziali delle prestazioni. Nonostante ciò, questa interpretazione continua ad essere utilizzata nella prassi amministrativa, senza che si sviluppi un adeguato dibattito pubblico o un livello di attenzione istituzionale proporzionato alla rilevanza del tema.
"La specialità - evidenziano componenti del comitato - non può trasformarsi in un alibi per ridurre la trasparenza. Al contrario, dovrebbe rappresentare un’opportunità per rafforzare gli standard di apertura e responsabilità delle istituzioni".
"In un territorio che fa della qualità ambientale uno dei propri tratti distintivi, la pubblicazione delle informazioni su rischi e criticità ambientali dovrebbe essere la regola, non l’eccezione. Continuare a rinviare o ridimensionare questi obblighi significa indebolire non solo il diritto dei cittadini a essere informati, ma anche la credibilità delle istituzioni", concludono Più Democrazia in Trentino
di Red. At.
Ultimo aggiornamento:
19/04/2026 09:17:58