BRENO (Brescia) - Quella di marzo è stata una
Conviviale all’insegna della solidarietà e delle emozioni attraverso l’attività sportiva, grazie agli ospiti del
CSI Vallecamonica che hanno presentato il progetto ‘Il CSI per il mondo’. Dopo il saluto del presidente
Bonino che ha riassunto i temi della serata, una premiazione particolare.
‘Dopo 35 anni due nostri importanti e storici soci, Aurelia Ducoli e Bruno Pellegrinelli hanno deciso per motivi personali di lasciare il Club. Questa sera in particolare vogliamo premiare con affetto e riconoscenza per il suo servizio svolto all’interno del Club il socio Bruno Pellegrinelli’.

Dal canto suo il socio Bruno Pellegrinelli con emozione ha ringraziato i soci e il
Panathlon Club per questa esperienza di vita
‘ho vissuto 35 anni nel Club con amicizia e stima e adesso vado in pensione dal Panathlon. Grazie a tutti anche per il ricordo di questa sera’. Dopo l’emozionante momento, il presidente ha dato la parola agli ospiti e
Tomaso Bottichio ha parlato della sua lunga esperienza di dirigente e volontario nel CSI Vallecamonica e da circa 20 anche nei progetti di solidarietà del CSI nel mondo. Bottichio, grazie anche a fotografie e video girati sul posto, ha descritto il progetto del CSI Nazionale evidenziando le problematiche sociali e politiche del Congo Democratico e del Burundi, i due paesi coinvolti dal CSI Vallecamonica.
‘Sono paesi ricchi di materie prime ma sottomessi, hanno culture e stili di vita differenti dal nostro. I volontari si preparano in Italia e condividono tutti la passione per lo sport e il desiderio di condivisione, portiamo materiale sportivo e aiutiamo anche nella gestione delle strutture che troviamo sul posto. Posso davvero dire che è un grande momento di crescita personale’. Bottichio ha poi parlato della condizione femminile
‘le donne lavorano, devono badare anche alla famiglia’, dei progetti per i diversamente abili, per la formazione degli adulti e della scuola
‘che sulla carta è garantita dallo Stato ma in realtà se non ci fossero i missionari nessuno potrebbe essere istruito’.
Filippo Ravelli ha poi preso la parole portando la sua esperienza di giovane studente universitario avviato alla solidarietà da
padre Rinaldo Do, missionario di Montecchio e
‘quando il mio padre spirituale in Università don Roberto mi ha fatto la proposta di CSI per il mondo ho solo avvisato i miei che in estate sarei stato in Africa per un mese e sono partito per questa nuova esperienza. Sono stato in Burundi, un paese molto povero, ho stabilito positive relazioni sin da subito, con i ragazzi. Rimane sempre, una volta partito, il cosiddetto mal d’Africa’.
Anche
Daniele Pedersoli ha portato la sua esperienza in Burundi non prima di aver descritto la situazione politica, sociale e religiosa della nazione africana.