"Si è chiuso il sipario su Milano-Cortina 2026 e, mentre le luci si spengono sugli stadi e sulle piste, resta accesa una sensazione difficile da raccontare solo con i numeri. Eppure i numeri parlano chiaro: trenta medaglie, dieci ori, sei argenti, quattordici bronzi. Un bottino importante, che racconta di un’Italia competitiva e orgogliosa. Ma sarebbe riduttivo fermarsi qui. Perché queste Olimpiadi entreranno nella memoria collettiva non soltanto per i podi conquistati, ma per ciò che hanno saputo rappresentare.

Ogni medaglia è stata la punta visibile di un iceberg fatto di sacrifici quotidiani, di allenamenti silenziosi, di cadute e ripartenze, di sogni coltivati lontano dai riflettori. Abbiamo visto atleti trasformare il dolore in forza, la fatica in determinazione, la paura in coraggio.
Storie intense, a volte dure, che hanno parlato a tutti noi perché raccontano qualcosa di universale: la capacità di rialzarsi, di credere, di non smettere di inseguire ciò che ci fa battere il cuore. Milano-Cortina ci lascia soprattutto questo: un’energia nuova, una scia di emozioni che va oltre il risultato sportivo. Ci ricorda che dietro ogni campione c’è una famiglia, un abbraccio, un amore incondizionato che sostiene nei momenti difficili e rende più dolci le vittorie.
Alla fine, forse, il messaggio più potente di queste Olimpiadi è proprio qui. Vince lo sport, certo. Ma vincono anche la passione, la condivisione, il senso di comunità. Vince la famiglia, nel significato più ampio e profondo del termine. Ed è questa l’eredità più bella che Milano-Cortina ci consegna: la consapevolezza che, quando c’è passione, non si vincono solo medaglie. Si accende qualcosa che resta", di Lara Magoni, campionessa di sci.