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Baseball, il Trento perde con il Villafranca

Addio alla testa della classifica per i trentini

TRENTO - Sconfitta in trasferta a Villafranca per i trentini del baseball, che vengono raggiunti in classifica proprio dagli avversari di giornata. Sapevamo che la trasferta veneta fosse una prova difficile, soprattutto per i trascorsi dello scorso anno, dove ci si è giocati il campionato all’ultima partita che si sarebbe dovuta giocare a Trento invece che in trasferta, ma la realtà è stata peggiore delle previsioni.

L’agonismo è una parte importante dello sport, ma dovrebbe essere contenuto e circoscritto alle fasi di gioco. Purtroppo con i Wizards non sempre si riesce a rimanere nell’ambito di una sfida dura ma corretta e domenica ne abbiamo avuto un’altra prova.
Non è consuetudine nel baseball contestare le decisioni arbitrali, ma francamente la direzione di gara è stata scandalosa, con numerosi episodi che hanno indirizzato la partita in favore di padroni di casa.
Non stiamo parlando del metro di giudizio sulle palle valide del lanciatore, che sono state eque per entrambe le formazioni, ma le decisioni ben più importanti degli out sulle basi, praticamente sempre in favore dei padroni di casa.

Ma veniamo alla cronaca della partita: i lupi partono in attacco, essendo in trasferta, senza segnare punti e subendo un po’ l’area di strike molto allargata dall’arbitro, mai incontrato prima.

Nella parte bassa del primo inning, la difesa del Trento schiera Lacchin lanciatore, Pozza ricevitore, Aquilano in prima base, Gianotti in seconda, Merler in terza, Baker interbase, Pegoretti, Paissan e Di Stefano esterni.
Grazie ad un paio di valide, i Wizards passano in vantaggio meritatamente, segnando 2 punti, ma sul finire dell’inning si prepara però l’antipasto per il seguito: dopo un out chiamato al battitore veneto, un compagno dei Wizards urla di una presunta interferenza del ricevitore trentino; incredibilmente l’arbitro accetta il suggerimento e cambia la decisione dell’out già dato al battitore!
Queste sono furbizie che non fanno onore alla squadra che le pratica, ci sono altri sport che cavalcano e incentivano questo tipo di approccio, ma nel baseball dilettantistico solitamente domina il fair play.

Nel secondo inning i battitori trentini fanno ancora fatica a capire il metro di giudizio dell’arbitro sui lanci, mentre gli avversari riescono a segnare un altro punto.
Nel terzo inning finalmente i lupi prendono le misure ad arbitro e lanciatore, cominciando a battere: dopo il singolo di Lacchin, Aquilano spara una tripla entusiasmante che porta Lacchin a punto. Qui arriviamo al secondo fatto increscioso della partita: la situazione vede Aquilano in terza base pronto a segnare, quando va in battuta Gianotti. Sul K del battitore, il ricevitore veneto perde la palla, quindi Gianotti parte per conquistare la prima base, arrivando salvo; contemporaneamente però Aquilano ruba casa base e segna agevolmente punto. L’arbitro segnala il salvo in prima base, ma poi, su suggerimento del lanciatore veneto, viene dato un incredibile out ad Aquilano, con conseguente annullamento del punto e fine inning!

Sarebbe stato il 2 a 3, con un uomo veloce in base ed in battuta uno specialista come Baker: praticamente il pareggio a portata di mazza.
Pareggio che sarebbe comunque potuto avvenire al quinto inning, quando Lacchin viene portato a casa dal doppio di Aquilano, fermato ancora una volta da un out fantasma sulle basi. Ancora una volta quindi i corridori vengono fermati da decisioni, sempre a senso unico, che tengono artificialmente i trentini in svantaggio nel punteggio.
E’ un peccato perché la partita potrebbe essere divertente e avvincente, con una sfida ben equilibrata: purtroppo ci sono troppe componenti esterne che niente hanno a che fare con l’aspetto sportivo, che influenzano la tranquillità dei giovani lupi. I Wizards ne approfittano segnando un punto nel sesto inning, tre nel settimo e uno nell’ottavo. Non cambiano l’inerzia della partita le sostituzioni del lanciatore (Tarter al posto di Lacchin) e l’inserimento di Bert, Corradini, Rosà e Sala dalla panchina.
I lupi avevano messo in conto che la sconfitta poteva essere possibile, ma la speranza era quella di giocarsi la vittoria sul campo, combattendo lealmente con gli avversari. Purtroppo quando ci si scontra contro le furbizie, l’antisportività di alcune persone del pubblico che sono arrivate a denigrare un giocatore a terra dolorante ed un direttore di gara rivedibile, è difficile rimanere nei canoni della mera cronaca sportiva.
Ultimo aggiornamento: 26/05/2026 22:07

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