SONDRIO - “Da un lato l’annuncio nei giorni scorsi da parte della Presidente Meloni dell’ormai imminente varo di un Piano Casa Italia per far fronte all’emergenza abitativa nel nostro Paese, cui ha fatto seguito la promessa del Ministro Salvini della convocazione entro il 6 febbraio di un tavolo tecnico per l’avvio della fase operativa della strategia pubblico/privata. Dall’altro le positive novità introdotte nella Legge di Bilancio con l’introduzione di modelli d’intervento mirati a categorie fragili come giovani, genitori separati, giovani coppie e anziani e l’apertura alla possibilità di utilizzare, per l’attuazione del Piano, le risorse del Piano Sociale per il Clima (operativo dal 2027 al 2032), ampliando potenzialmente il perimetro finanziario rispetto ai 660 milioni di euro già programmati nel 2027-2030. Dall’altro ancora la presentazione a metà dicembre del primo Piano UE per l’edilizia abitativa accessibile, con l’obiettivo di aumentare l’offerta di case accessibili, sostenibili e di qualità. Si tratta di tre segnali importanti che dimostrano come il tema dell’emergenza casa sia al centro del dibattito politico ed istituzionale”.

Ad affermarlo è il
presidente di ANCE Lecco Sondrio, Luca Fabi, che continua: “La crisi abitativa è una delle emergenze più gravi non solo del nostro Paese ma di tutta l’Unione Europea. La Commissione stima infatti che, per colmare il divario nel prossimo decennio, servano nell’UE circa 650.000 abitazioni/anno oltre i livelli attuali, con un fabbisogno di investimenti pari a circa 150 miliardi di euro/anno. Sul lato risorse, Bruxelles ricorda investimenti già mobilitati per 43 miliardi di euro e l’avvio di una piattaforma paneuropea di investimento con BEI e istituzioni finanziarie. A livello nazionale il ministro delle infrastrutture ha fissato l’obiettivo di mettere a disposizione 100mila nuovi appartamenti a prezzi calmierati nell’arco di 10 anni.
Ma, perché il Piano Casa Italia possa tradursi in realtà, occorre che il Dpcm attuativo, che definirà anche le linee guida per i modelli innovativi di edilizia sociale, venga adottato con il concerto obbligatorio del Ministero dell’Economia (Mef), oltre al già previsto coinvolgimento del Ministero delle Infrastrutture e della Conferenza Unificata. Quanto alle risorse, come proposto dalla stessa ANCE, circa 3 miliardi Fondo sociale per il clima potrebbero andare su misure per la casa. E, oltre a queste risorse, per facilitare l’accesso ad alloggi sostenibili e a prezzi accessibili, il governo ha previsto 887 milioni di euro che verrebbero dalla riprogrammazione di medio termine della politica di coesione 2021-2027. Va infine ricordato come per il finanziamento delle iniziative del Piano casa Italia, era stata già autorizzata la spesa di 560 milioni di euro, di cui 150 milioni di euro per l’anno 2028, 180 milioni di euro per l’anno 2029 e 230 milioni di euro per l’anno 2030”.
“Sotto il profilo delle novità presenti nella Legge di Bilancio sono stati introdotti alcuni modelli d’intervento mirati a categorie fragili come giovani, genitori separati, giovani coppie e anziani. - afferma ancora Fabi - L’utilizzo del Rent to Buy permette di facilitare l’accesso alla proprietà per chi non dispone inizialmente di liquidità per l’anticipo o ha difficoltà di accesso al credito bancario, grazie anche all’ampliamento delle garanzie Consap per i mutui prima casa, con coperture che possono arrivare fino all’80% del mutuo per gli under 36 e le giovani coppie. La previsione della realizzazione e adeguamento di unità abitative per persone anziane tiene conto dei cambiamenti demografici in atto: il riferimento alla permuta immobiliare dovrebbe essere finalizzata ad incentivare gli anziani a scambiare immobili troppo grandi o inadeguati con soluzioni più accessibili, finalizzate anche a progetti di coabitazione”.
“È necessario accelerare i tempi. - conclude Fabi - E, al tempo stesso, individuare un luogo di coordinamento che consenta di orientare le politiche abitative in modo coerente e strategico: oggi le competenze sono infatti fortemente frammentate tra più di quaranta strutture centrali, regionali e locali, che impediscono una visione strategica unitaria. Al tempo stesso ci auguriamo che non tardi il varo di una normativa che tuteli maggiormente il proprietario e introduca incentivi fiscali e maggiori garanzie a chi mette i propri alloggi in locazione. Provvedimenti in tal senso consentirebbero di aumentare l’offerta di abitazioni in locazione e di diminuire i relativi canoni, dal momento che i proprietari di immobili si sentirebbero più tranquilli e sicuri”.