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Venerdì 27 marzo 2026
Vino Santo trentino, "Tradizione secolare che l’Italia deve riconoscere"
"C’è un vino che non nasce semplicemente da una lavorazione, ma da una storia che attraversa i secoli. Una tradizione antica, fatta di gesti tramandati, di attese lunghe e di un rapporto profondo con il tempo, con la terra e con la comunità. È il Vino Santo trentino, eccellenza unica della Valle dei Laghi, che rappresenta una delle espressioni più autentiche e identitarie della cultura enologica italiana.
Troppo spesso, quando si parla di “Vin Santo”, il pensiero corre alla Toscana. Ma il Vino Santo trentino è qualcosa di diverso e straordinario: non è solo un vino, è una tradizione secolare, profondamente radicata nel territorio e nelle comunità, che si tramanda di generazione in generazione.
Nella Valle dei Laghi, tra Vallelaghi, Madruzzo e Cavedine, le uve di Nosiola vengono raccolte e selezionate con cura e poi lasciate appassire per mesi sulle tradizionali “arele”. È un processo lento, naturale, che segue i ritmi dell’aria e del tempo, richiede esperienza, attenzione e una conoscenza che non si insegna nei manuali, ma si tramanda nella pratica.
Questo lungo percorso trova il suo momento più simbolico nella spremitura che avviene durante la Settimana Santa.
Non è un dettaglio, ma il cuore stesso della tradizione: un legame profondo tra lavoro, cultura e spiritualità che rende questo vino unico nel panorama nazionale.
La fermentazione, poi, segue tempi fuori dall’ordinario: può durare anni, talvolta anche un decennio, trasformando il mosto in un prodotto di straordinaria complessità, capace di racchiudere in sé territorio, memoria e identità.
Tutto questo si inserisce in un paesaggio agricolo unico, fatto di piccoli appezzamenti, i “frate”, delimitati da muretti a secco che raccontano un equilibrio antico tra uomo e natura e testimoniano una cultura rurale ancora viva.
Proprio per questo ho presentato un’interrogazione ai Ministri competenti, per chiedere un impegno concreto volto a sostenere il percorso di candidatura UNESCO delle tecniche tradizionali legate alla produzione del Vino Santo trentino.
La candidatura UNESCO non è solo un riconoscimento simbolico – dichiara la deputata di Fratelli d’Italia Alessia Ambrosi – ma uno strumento fondamentale per tutelare e trasmettere nel tempo un patrimonio che oggi, anche a causa della complessità delle lavorazioni e della limitata produzione, rischia di essere progressivamente ridimensionato.
L’Italia ha già avviato nel 2026 un percorso di candidatura UNESCO per pratiche analoghe, come il rito della “messa a riposo delle uve” della Valpolicella, riconoscendo il valore dell’appassimento quale espressione di patrimonio culturale immateriale legato al territorio e alle comunità.
In questo quadro, appare naturale e coerente che anche il Vino Santo trentino – che rappresenta una delle forme più antiche, complesse e identitarie di tale pratica – possa essere pienamente considerato all’interno di questo percorso di valorizzazione nazionale.
Parliamo di una produzione rara e altamente pregiata, frutto di tempi lunghi e di una lavorazione straordinariamente complessa, considerata nella tradizione locale l’“oro dei Madruzzo”, un richiamo che affonda le radici nell’epoca del Principato vescovile di Trento e racconta il valore storico e simbolico di questo vino straordinario.
Con questa iniziativa parlamentare chiediamo al Governo un impegno chiaro e articolato: in primo luogo, di valutare concretamente l’inserimento del Vino Santo trentino tra le candidature italiane al riconoscimento UNESCO del patrimonio culturale immateriale; in secondo luogo, di avviare un tavolo tecnico nazionale che coinvolga istituzioni, produttori e mondo scientifico per la predisposizione del dossier di candidatura. Chiediamo inoltre che vengano sostenute iniziative di valorizzazione e promozione, sia a livello nazionale che internazionale, e che questa eccellenza venga riconosciuta pienamente come simbolo autentico del Made in Italy.
Allo stesso tempo, riteniamo fondamentale che le tecniche tradizionali di produzione possano essere inserite nei programmi nazionali di tutela del patrimonio enologico, anche nelle more del riconoscimento UNESCO.
È altrettanto importante accompagnare il percorso con il coinvolgimento delle istituzioni culturali e scientifiche e sostenere, attraverso un coordinamento istituzionale efficace, le iniziative già avviate a livello territoriale dalla Provincia autonoma di Trento e dai produttori locali.
Infine, chiediamo che il Vino Santo trentino venga inserito tra le eccellenze prioritarie delle strategie nazionali di promozione del turismo enogastronomico, quale leva concreta di sviluppo per il territorio.
Il riconoscimento UNESCO non sarebbe solo simbolico, ma rappresenterebbe un’opportunità concreta per il turismo enogastronomico, per la valorizzazione del territorio e per il rafforzamento dell’economia locale.
Difendere il Vino Santo trentino significa difendere una storia, un’identità e un modo di vivere il territorio. Come Fratelli d’Italia crediamo che il made in Italy non sia uno slogan, ma un patrimonio da tutelare con scelte concrete e coraggiose.
Il Vino Santo trentino è questo: una tradizione secolare, un sapere vivo, un’eccellenza unica che oggi chiede di essere riconosciuta per quello che è: parte della storia culturale dell’Italia", Lo dichiara la deputata di Fratelli d’Italia Alessia Ambrosi.
Ultimo aggiornamento:
27/03/2026 15:09:43