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Martedì 31 marzo 2026
Sulle rive dell’Isarco: stazione idrometrica e punto informativo
Questa mattina l’Isarco scorre tranquillo, luccicando di verde e rivelando così la composizione geologica dei sedimenti che trasporta in sospensione. La stazione idrometrica all’altezza della cava di ghiaia a Bolzano Sud è attiva da oltre 20 anni e da allora è stata ampliata più volte. “Due anni fa abbiamo avviato i lavori di ampliamento della stazione idrometrica e un anno dopo è stato realizzato il punto informativo sulla sponda opposta del fiume”, riferisce il direttore dei lavori Stefan Ghetta dell’Ufficio Idrologia e dighe presso l’Agenzia per la Protezione civile.
Ventitré anni fa la stazione rilevava esclusivamente il livello e la temperatura dell’acqua. Con il tempo l’impianto è stato completato gradualmente; nel 2009 è stato realizzato il primo intervento significativo: il locale idrometrico è stato ampliato per ospitare una teleferica idrometrica per le misurazioni di portata. Dal 2017 viene inoltre monitorato anche il trasporto di sedimenti in sospensione, un indicatore importante dello stato e della dinamica dei corsi d'acqua, strettamente legato alle condizioni ambientali, alla qualità ecologica del torrente, all’uso del suolo e alle misure di protezione dalle piene.
Questa mattina la concentrazione di sedimenti sospesi nell’Isarco è di 10 milligrammi per litro; in caso di piena può salire a oltre 40.000 milligrammi per litro. I valori vengono rilevati in modo indiretto tramite un sensore ottico installato nell’alveo del fiume.
Per confrontare questa misura indiretta con la concentrazione reale, presso la stazione vengono prelevati automaticamente campioni d’acqua, che vengono analizzati dal Laboratorio provinciale Analisi acque e cromatografia in via Amba Alagi.
“Con i continui ampliamenti, lo spazio all’interno della cabina non era più sufficiente, inoltre erano necessari interventi straordinari di manutenzione sulla struttura portante della cabina e sulla teleferica. In questo contesto, grazie ai fondi del FESR abbiamo rinnovato completamente la stazione”, spiega Ghetta.
Sulla riva orografica destra del fiume si trova inoltre un punto informativo lungo la pista ciclabile, dotato di una piccola area di sosta, che invita a osservare e leggere. Qui si apprende, tra l’altro, che l’Isarco, per bacino idrografico e portata, è significativamente più grande dell’Adige. A partire dal 1763, la confluenza tra i due fiumi è stata gradualmente spostata verso sud e sono stati costruiti muri di separazione per evitare fenomeni di rigurgito. Nel catasto storico del 1858 è documentato l’avanzamento delle opere di regolazione del fiume: la stretta fascia tra Isarco e Adige non era più un bosco ripariale, ma veniva già utilizzata economicamente.
In questa mattinata l’Isarco continua a scorrere tranquillo. Anche grazie alla gestione delle piene, resa possibile dai dati provenienti dalla stazione idrometrica rinnovata. Ulteriori informazioni su questo argomento sono disponibili sul portale News.
Ultimo aggiornamento:
31/03/2026 09:15:50