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Seduta Consiglio Provinciale trentino, approvata in parte la proposta di risoluzione su A22

Condivisione parziale sulla proposta di risoluzione presentata dalle minoranze. In aula i lavori sono proseguiti con le proposte di mozione all’ordine del giorno

Dopo il confronto avvenuto non tarda mattinata, i lavori sono ripresi con una breve pausa funzionale per arrivare ad un testo condiviso: la risoluzione, presentata con quattro punti, impegnava il Presidente della Provincia e la Giunta provinciale a rappresentare con urgenza al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la necessità di una sospensione della procedura di gara, al fine di consentire un approfondimento istituzionale condiviso con i territori interessati; a verificare, anche alla luce dell’evoluzione del quadro relativo al cosiddetto “Fondo Ferrovia” e della sua configurazione come risorsa vincolata a destinazione pubblica, la sussistenza delle condizioni giuridiche, economiche e temporali per un eventuale ritorno all’ipotesi di affidamento in house della concessione; ad attivarsi nei confronti del Governo affinché sia introdotto, nell’ambito delle operazioni di partenariato pubblico-privato a iniziativa privata, un meccanismo di indennizzo a favore del soggetto proponente, a tutela degli investimenti sostenuti per la predisposizione delle proposte progettuali; a garantire un costante aggiornamento del Consiglio provinciale sugli sviluppi della procedura, anche attraverso comunicazioni periodiche in Aula.
Il consigliere Francesco Valduga (Campobase) ha spiegato che, rispetto alla risoluzione, c’è stata una interlocuzione con il presidente Fugatti, che ha dato disponibilità per votare per punti separati, convergendo sui punti 3 e 4, mentre parere negativo sui punti 1 e 2. Nella premessa al testo, la ricostruzione di quanto avvenuto.
“Avevamo messo al primo punto la possibilità di condivisione con i territori . Difficoltà di interlocuzione e Motivazioni tecniche rispetto alla soluzione in-house, noi siamo dell’idea di approfondirlo questo ragionamento. Rimane la traccia completa di quello che abbiamo proposto. Siamo comunque intanto contenti di una convergenza 3 e 4 che riguardano l’indennizzo e la necessità di informare la comunità. Noi ci accingiamo ad un voto favorevole sia sulla premessa che su tutti i punti.
Il presidente Maurizio Fugatti ha quindi spiegato la posizione della maggioranza: “Credo che stamattina sia stato un momento in cui tutti hanno preso la consapevolezza che si tratta di un tema difficile da affrontare. Questa risoluzione è un contributo costruttivo e importante e per questo c’è la nostra posizione di accoscindenza per ciò che possiamo accogliere, i punti 3 e 4 e la premessa, che ci vede favorevoli sulla gran parte, mentre sfumiamo sugli ultimi due paragrafi”.
Alessio Manica (Pd del Trentino) ha ribadito che per loro sarebbe stato necessario prevedere un piano B: “Il tema non è se sia revocabile o meno quel bando, ma occorre rimarcare che A22 non è una autostrada normale. Mentre la maggior parte delle autostrade è interna al paese, questa ha una valenza strategica, che ci collega all’Austria e all’Europa. Dentro questa valenza, che permette ai paesi di poter sfuggire alle mere logiche d’appalto, come l’acqua, l’energia, anche riflettere sulla possibilità di riflettere sulla valenza come asset strategico nazionale potrebbe essere una strada da seguire. Non ho dubbi che l’essere la società che ha gestito, che ha fatto il project, ci consente di essere in gioco. E’ un modello diverso che noi proponiamo di difesa di quell’asset”.
La consigliera Eleonora Angeli (Misto) ha ricordato la sentenza del TAR del Lazio che ha “stabilito un principio fondamentale, ovvero che lo Stato non può imporre regole economiche penalizzanti verso il gestore uscente”. “La domanda non è più se difendere la gestione locale, ma semmai tenerci l’A22. Il governo non può imporci condizioni sfavorevoli”. Rispetto ai dispositivi ha detto di condividere i punti 3 e 4 e ha annunciato astensione sui punti 1 e 2.
La votazione del testo è avvenuta per punti separati e ha visto approvati premessa e punti 3 e 4 approvati all’unanimità. I punti 1 e 2 sono stati respinti, 17 contrari, 13 a favore e 1 astensione.

Le mozioni
Dopo la votazione della risoluzione, l’aula è tornata a occuparsi delle proposte di mozione.
Mozione 316 – Emendato – Approvato all’unanimità
Roberto Paccher (Lega)
Capannone provinciale a Calceranica al Lago
La mozione del consigliere Lega impegna la Giunta provinciale a rendere disponibile appena possibile l’immobile in via della Prea per il Comune di Calceranica al Lago, come proposto con lo schema dell’atto di concessione del 2024, impegnando la PAT ad individuare preventivamente una nuova collocazione della Protezione Civile per giungere infine al trasloco in altra sede. Chiede inoltre di disporre tempestivamente un nuovo atto di concessione della p.m. 1 della p.ed. 530 e relativi parcheggi, per l’impiego come mazzino, da siglare, compatibilmente con le esigenze del ricovero mezzi della Protezione civile, entro il 2026. Il consigliere Roberto Paccher ha ricordato come nel 2018 l’edificio fosse stato concesso al Comune su richiesta, salvo poi il dietrofront del Servizio provinciale che ne ha negato l’utilizzo. Una decisione che, secondo Paccher, appare incoerente: l’immobile, inizialmente destinato alla vendita, è poi rimasto inutilizzato per mesi. Il consigliere segnala anche le criticità legate ai parcheggi adiacenti, inutilizzabili dallo scorso settembre, e denuncia un irrigidimento che ha impedito di trovare soluzioni, nonostante le esigenze legate anche al nuovo mezzo dei vigili del fuoco. Da qui la richiesta di riassegnare la struttura al Comune.
L’assessore Simone Marchiori ha dato parere favorevole: “La mozione così come emendata va incontro alle esigenze del Comune, permettendo alla Provincia di avere il tempo per trovare la soluzione”. Walter Kaswalder (PATT) ha sostenuto la mozione: “Se c’è un Comune che ha bisogno, è giusto che la Provincia, se ne ha la possibilità, glielo conceda”. Ha anche ribadito la necessità di riaprire i parcheggi per gli artigiani che lavorano lì. Alessio Manica (Pd del Trentino) ha detto che sosterrà la mozione nel merito del riconoscimento della necessità del Comune, ma ha parlato di “sfiducia implicita all’assessore al patrimonio”. “Nel momento in cui il consigliere Paccher si fa carico di un problema, presenta una interrogazione e poi deve fare una mozione, è paradossale. Se un assessore riconosce il problema, lo risolve”. Il consigliere Paccher ha respinto le accuse e ha parlato di una sovrapposizione di Servizi che usavano quel capannone.
Il voto ha visto la mozione approvata all’unanimità.

Mozione 324- respinta
Roberto Stanchina (Campobase)
Uscita dall’abitato di Ravina, raddoppio delle corsie in uscita sul ponte del casello sud
La mozione del consigliere Campobase impegna la Giunta provinciale a individuare e realizzare una soluzione che consenta il raddoppio della corsia in uscita dall’abitato di Ravina in direzione Trento Sud, dedicata al traffico veicolare e ai mezzi di trasporto, garantendo al contempo il mantenimento della mobilità ciclabile mediante soluzioni alternative, anche attraverso l’utilizzo e il potenziamento del collegamento ciclabile esistente sotto il nuovo ponte. Ha parlato della consapevolezza che la questione non è di facile soluzione. “Il vero tema è che una volta riposizionato il nuovo ponte e riaperta la viabilità verso l’abitato di Ravina, la questione rimane non conclusa per quanto riguarda l’uscita dall’abitato finché non sarà completata la viabilità con la nuova rotatoria e il sottopasso, che ora prevede che l’uscita dal paese verso la città si possa fare girando verso destra e tornando indietro alla rotatoria”, creando un problema per i prossimi tre o quattro anni.
L’assessore Giulia Zanotelli ha espresso parere contrario. Eleonora Angeli (Misto) ha detto che la mozione così come è presentata non è accettabile, ma l’uscita di Ravina a Trento Sud rappresenta da sempre uno dei nodi problematici del traffico in città. “L’attuale configurazione rappresenta un collo di bottiglia”. Ha parlato della necessità di intervenire per risolvere la situazione e ha chiesto un possibile impegno da parte della Giunta per un sopralluogo insieme ai tecnici. “Le risposte ai territori, ha accusato, arrivano positive o negative se sei amico o nemico dalla Giunta” ha detto in replica, il consigliere Stanchina, criticando l’assenza di motivazioni da parte dell’assessore.
Michele Malfer (Campobase), in dichiarazioni di voto, ha parlato di un tema concreto, molto sentito del territorio. “E’ un problema di sicurezza, portato dai cittadini. Spiace prendere atto di una non decisione”. La proposta di mozione è stata respinta con 13 favorevoli e 17 contrari.

Mozione 326 – Approvata all’unanimità
Daniele Biada (FdI)
Sperimentazione dell’utilizzo di droni per i trattamenti con prodotti fitosanitari nelle aree montane
La mozione del consigliere di Fratelli di Italia impegna la Giunta provinciale ad avviare, nell’ambito delle proprie competenze e nei rapporti con il Governo nazionale e i Ministeri competenti, il percorso necessario alla richiesta di autorizzazione per l’attuazione della sperimentazione, da attuarsi in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach, prevista dall’articolo 13 bis del decreto legislativo 14 agosto 2012 n. 150, come introdotto dall’articolo 6 della legge 2 dicembre 2025 n. 182, con particolare riferimento alle aree montane caratterizzate da terreni in pendenza in analogia a quanto avviene in altri paesi europei. Chiede inoltre di promuovere, anche attraverso l’Ufficio fitosanitario provinciale, la valutazione di progetti pilota sul territorio trentino, nel rispetto della normativa vigente, al fine di monitorare gli effetti della sperimentazione in termini di sicurezza degli operatori, tutela ambientale ed efficacia dei trattamenti. Il consigliere Biada ha parlato di una norma sollecitata dai giovani agricoltori e di una possibile risposta ai problemi delle zone di montagna. L’assessore Giulia Zanotelli ha accolto la proposta di mozione: “Approfitto per fare alcune puntualizzazioni. La competenza non è a carico della Provincia di Trento ma vi sono normative europee e nazionali. Siamo un territorio agricolo molto frammentato e occorrerà attrezzarsi con una azione collettiva.
Per altro, la sperimentazione è guidata dalla Fondazione Mach ed è cruciale per passare da una fattibilità tecnica a una valutazione biologica”. Ha quindi ricordato che sono già in corso delle sperimentazioni. Sul tema di monitoraggio, il futuro a breve-medio termine, i droni svolgeranno un ruolo importante. Dal punto di vista normativa ha ricordato la legge 185/25 che ha aperto a una sperimentazione triennale ma manca ancora il decreto attuativo, atteso per fine marzo. A livello comunitario, non esiste ancora una disciplina semplificata. Roberto Stanchina (Campobase) ha parlato di una “falsa narrazione”: “L’assessore ha detto parere favorevole, ma che il tema non è di nostra competenza e che la sperimentazione è già in atto”. “E’ una questione molto complessa, che sfocia su moltissime competenze, a partire da quella sulla sicurezza del volo”. Ha detto che se la proposta fosse arrivata dalla minoranza, sarebbe stata respinta: “Torniamo ai comuni di serie A e B, consiglieri di serie A e B”. Michela Calzà (Pd del Trentino) ha parlato di un approccio di prospettiva e innovazione da parte di chi fa agricoltura: “Scopro oggi dall’assessore che c’è una ipotesi, in questo caso dico intelligente, per poter utilizzare colture che sono difficili da raggiungere come uliveti e castagni attraverso questi mezzi”. Ha però posto il tema dell’abbandono dell’agricoltura e ha chiesto soluzioni positive dall’aula. In replica il consigliere Daniele Biada (FdI) ha ringraziato l’assessore Zanotelli per il quadro fatto e ha parlato della possibilità di un Consorzio di acquistare un drone.
In dichiarazione di voto la consigliera Antonella Brunet (Lista Fugatti) ha appoggiato la mozione di Biada: “Oggi parliamo di difficoltà che si possono incontrare nelle zone di montagna”, ha detto sottolineando i punti della mozione, in particolare per quanto riguarda la sicurezza degli agricoltori. Mozione approvata all’unanimità.

Mozione 329 respinta con 15 voti contrari e 14 a favore
Filippo Degasperi (Onda)
Laghi di Serraia e Piazze, più partecipazione allo studio tecnico
La mozione prende atto che la Giunta provinciale ha istituito, nell'autunno 2020, un Tavolo tecnico per il risanamento del lago di Serraia, composto da dirigenti e dal Sindaco di Baselga di Piné, con l'obiettivo di definire un programma di interventi. Contemporaneamente, il Comitato per la tutela e la valorizzazione dei laghi di Serraia, Piazze e relativi ecosistemi si è costituito il 27 ottobre 2021 con obiettivi statutari in forte assonanza con quelli del Tavolo tecnico (promozione della salvaguardia, tutela dell'ecosistema, valorizzazione sostenibile). Nonostante l'attività del Comitato abbia prodotto studi e proposte scientifico-tecniche, la Provincia non lo ha ancora incluso nei lavori del Tavolo tecnico. La mozione sostiene chela Provincia debba superare la giustificazione formalistica dell'esclusione (il Tavolo come organo di coordinamento interno) e valorizzare il contributo del Comitato. Il Consiglio provinciale impegna la Giunta provinciale a individuare le modalità più opportune per consentire la partecipazione ordinaria dei rappresentanti del Comitato alle sedute del Tavolo tecnico. Il consigliere Filippo Degasperi ha ripercorso la storia degli studi che partono a fine ‘800 e arrivano fino ad oggi e ha parlato di una “inerzia” da parte della Provincia e ha chiesto che siano individuate modalità per consentire a chi ci si è attivato non per questioni economiche, visto che l’attività viene fatta in modo gratuito, di poter partecipare al tavolo tecnico. L’assessore Giulia Zanotelli ha dichiarato parere negativo. Chiara Maule (Campobase) ha ringraziato Degasperi per la mozione e ha detto che il tema può essere allargato alla tutela del territorio: “Abbiamo la possibilità di fare una escursione a 2500 metri e in pochi chilometri la possibilità di fare il bagno in un lago. L’attenzione che dobbiamo avere nei confronti del territorio parte anche da qui”. Ha ricordato i dati che raccontano di un lago sempre più in difficoltà e sempre meno balneabile. “Io credo che la richiesta che il consigliere fa in quest’aula potesse trovare parere favorevole della Giunta. Non chiedeva di far entrare nel tavolo chissà quante persone, ma solo uno o due tecnici”. Ha quindi espresso disappunto per il voto contrario della Giunta. Lucia Coppola (AVS) ha ricordato le audizioni in terza Commissione quando si parlò di costituire il tavolo tecnico sul lago di Serraia: “C’erano chimici, professori universitari, che avevano instaurato con la Commissione un confronto approfondito. Qua non si tratta di mettere in crisi nessuno, ma di fare un lavoro condiviso su un tema caro a tutti”. Ha parlato di un “no” incomprensibile a fronte di una richiesta di democrazia partecipata. Michela Calzà (Pd del Trentino) ha detto che “anche oggi abbiamo approvato un voto che arriverà sui seggi dei nostri colleghi in Parlamento, evoluzione di una petizione di cittadini che hanno chiesto un intervento di approfondimento per riuscire a far sì che l’uso dell’acqua del lago diventasse oggetto di massima attenzione. Credo che la richiesta di aprire il tavolo tecnico anche all’apporto di cittadini sia altrettanto coerente”. In replica Degasperi ha criticato l’assenza di motivazioni al parere negativo. “Mai nessuno si preoccupa di migliorare la situazione delle acque del lago”. “Faremo sapere che per voi il Comitato è un fastidio, senza un perché”. La votazione ha visto la proposta di mozione respinta con 14 voti a favore e 15 contrari.

Mozione 331 – approvata all’unanimità
Lucia Bosin (Pat)
Destinazione di “Casa dei 100 Camini” di Predazzo al fondo Ri-Val nell’ambito della strategia provinciale per la casa
La mozione della consigliera Pat impegna la Giunta provinciale ad attivare gli opportuni canali affinché l’immobile denominato Casa dei 100 Camini venga inserito nel fondo Ri-Val e venga avviato un progetto organico di ristrutturazione che, senza consumo di nuovo suolo, consenta la creazione di alloggi a canone sostenibile destinati ai residenti, anche mediante modalità di affitto con riscatto. Tutto ciò, per garantire finalmente una destinazione d’uso a questo immobile provinciale in coerenza con gli obiettivi di contrasto alla tensione abitativa nelle valli turistiche del Trentino. Dopodichè chiede di inserire l’edificio in altri strumenti provinciali di recupero e valorizzazione del patrimonio pubblico con finalità abitative, di foresteria o di servizi di interesse collettivo. La consigliera Maria Bosin ha ricordato l’importanza dell’immobile nell’ottica di mettere a disposizione dei cittadini degli alloggi a prezzi accessibili attraverso il Fondo Rival per le politiche abitative. Il consigliere Francesco Valduga (Campobase) ha espresso “solidarietà alla consigliera Bosin per la tenacia con cui porta avanti il tema della Casa dei Cento Camini, visto il tempo che la fanno aspettare per trovare una soluzione. Altra solidarietà all’assessore Zanotelli per aver dovuto esprimere ancora una volta il parere della Giunta visto che l’assessore competente è assente”. “Visto che sono dello stesso partito, forse non ci sarebbe stato il bisogno di presentare una mozione se si fossero parlati in qualche riunione”. Ha espresso voto a favore. Paolo Zanella (Pd del Trentino) è intervenuto elogiando la “tenacia della collega”. “Portiamo questo tema parlando di Rival, mentre l’assessore sta parlando proprio di Rival alla Fondazione Demarchi”. “Il rispetto dell’aula viene meno quando si parla di un tema che interessa l’assessore provinciale e questi si trova in un seminario al quale nessuno di noi potrà assistere”. Ha detto che si dovrebbe partire dall’edilizia pubblica residenziale. In replica Maria Bosin ha spiegato che questo edificio le “sta a così a cuore perché è da vent’anni che l’edificio è dismesso” e ha ricordato che anche come Comune “era stata valutata la possibilità di acquistarlo ma avrebbe impegnato il budget di un quinquiennio”. Ha parlato delle difficoltà per i giovani per farsi casa nel territorio e ha ringraziato per la condivisione. In dichiarazione di voto, Francesco Valduga ha specificato che l’ironia non era sulla tenacia della consigliera che porta avanti la mozione, ma per la mancanza di dialogo nel partito e per l’assenza dell’assessore che si trova a parlare di Rival altrove mentre se ne sta parlando in aula. Antonella Brunet (Lista Fugatti) ha espresso il sostegno alla consigliera Bosin e ha parlato della necessità a volte di mettere nero su bianco gli impegni. La mozione è stata approvata all’unanimità.


Mozione 332
Paolo Zanella (Pd)
Efficienza, efficacia, qualità e personalizzazione delle cure in Asuit: consolidare la sanità 4.0, proiettarsi verso la sanità 5.0
La mozione del consigliere Pd impegna la Giunta provinciale a vigilare attentamente sulla risoluzione dei disservizi nei sistemi informatici in uso presso l’ASUIT, chiedendo garanzie sul loro corretto funzionamento e sulla loro stabilità; dare mandato ad ASUIT di aumentare gli investimenti - in termini di pianificazione strategica e operativa, prima ancora che economici - e di potenziare le strutture che si occupano degli ambiti della Sanità 4.0 e 5.0 perchè possano meglio pianificare, governare e vigilare sui processi di digitalizzazione, automazione e di introduzione dell’IA e della robotica nella clinica e nell’assistenza; dare mandato ad ASUIT di pianificare una digitalizzazione e automazione spinta di tutti i processi che si possono ulteriormente semplificare (es. ordinativi farmacie e presidi medicali, prescrizione presidi e ausili,...) per sgravare i professionisti sanitari di mansioni improprie e liberare tempo da dedicare a clinica e assistenza; verificare che nella progettazione del futuro Polo Ospedaliero Universitario del Trentino siano state considerate le evoluzioni tecnologiche disponibili - già ora o a breve - dall’automazione della movimentazione materiali alla robotica umanoide.
L’assessore Mario Tonina ha quindi chiesto la sospensione dei lavori per poter rispondere compiutamente alla proposta di mozione.

Accogliendo la richiesta, il presidente Claudio Soini ha quindi chiuso la seduta. I lavori riprenderanno domani alle ore 10.00
Ultimo aggiornamento: 25/03/2026 19:04:47

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