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Sabato 7 marzo 2026
Nuovo Consiglio per Federsolidarietà Belluno e Treviso
Si è svolta oggi a Belluno, a Villa Carpenada, l’Assemblea di Confcooperative Federsolidarietà Belluno e Treviso*, convocata per il rinnovo delle cariche sociali. Le cooperative aderenti hanno eletto il nuovo Consiglio interprovinciale, che guiderà il sistema della cooperazione sociale territoriale nel quadriennio 2026 - 2030.
Il nuovo gruppo dirigente è composto da: Paola Cavarzan (coop Vita e Lavoro), Piero Cavarzerani (coop Alternativa Ambiente), Federica Cipolla (coop Una Casa per l’Uomo), Lorella Corazzin (coop Terra Fertile), Elisa Corrà (coop Portaperta), Raffaella Da Ros (coop Insieme Si Può), Claudia De Min (coop Croceblu), Nicola De Min (coop Le Valli), Andrea Favaro (coop NoiGroup), Mauro Gazzola (coop Kirikù), Oscar Licini (coop Orchidea), Anna Massaro (coop Sol.Co.), Massimiliano Mazzer (coop C.S.A. Centro Servizi Associati), Manuel Noal (coop Dumia), Sara Pozzebon (coop Il Girasole), Sara Reolon (coop Società Nuova), Luca Sartorato (coop Ceis Treviso), Matteo Stefanato (coop L’Incontro), Giorgio Tolotto (coop Madonna dei Miracoli), Linda Torri (coop Eureka).
Nel corso delle prossime settimane il Consiglio procederà alla nomina del presidente e alla definizione degli incarichi interni.
Federsolidarietà Belluno e Treviso rappresenta complessivamente 64 cooperative sociali, 11 in provincia di Belluno e 53 in provincia di Treviso, che generano un valore della produzione di circa 253 milioni di euro e occupano oltre 10.600 addetti, confermandosi una componente strutturale del sistema di welfare territoriale.
L’Assemblea è stata anche l’occasione per condividere un’analisi delle principali dinamiche che interessano il settore e per definire le priorità strategiche che orienteranno il prossimo mandato.
Tra le sfide centrali emerse: l’impatto delle trasformazioni demografiche sui servizi, la sostenibilità economica del sistema di welfare territoriale, la crescente difficoltà di reperimento di personale qualificato e la necessità di rafforzare l’integrazione tra cooperative e con gli enti pubblici.
Nel mandato che si apre, Federsolidarietà Belluno e Treviso intende consolidare il ruolo della cooperazione sociale non solo come soggetto erogatore di servizi, ma come partner attivo nella programmazione e nello sviluppo di modelli integrati di welfare locale.
Particolare attenzione sarà dedicata ai processi di co-programmazione e co-progettazione con le amministrazioni pubbliche, allo sviluppo di strumenti organizzativi e finanziari coerenti con il modello cooperativo e alla piena applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
L’Assemblea ha ospitato anche un momento di confronto sui nuovi modelli di welfare grazie agli interventi di Stefano Granata, presidente di Confcooperative Federsolidarietà nazionale, Paola Roma, assessore regionale a Servizi Sociali, Famiglia, Longevità, Sport e Politiche Abitative, e Paolo Venturi, direttore di AICCON Research Center.
L’analisi ha richiamato alcuni dei principali dossier aperti per il settore: le ricadute della spesa per i servizi sociali in Italia (ferma allo 0,8% del PIL, a fronte di una media europea del 2,7%) sulla stabilità del sistema e sulla capacità di garantire livelli di servizio omogenei, la necessità di riconoscere pienamente gli incrementi contrattuali previsti dal CCNL, la gestione delle vulnerabilità sociali che richiedono modelli di intervento sempre più integrati e multidisciplinari e l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, nel quale la cooperazione continua a rappresentare uno strumento fondamentale per costruire percorsi di inclusione lavorativa stabili e qualificati, fondati su standard contrattuali e organizzativi definiti.
Una chiamata all’impegno che trova eco anche nelle parole del presidente nazionale di Confcooperative Federsolidarietà, Stefano Granata: “Una domanda sociale sempre più ampia con meno risorse a disposizione richiede uno sforzo collettivo affinché si generino vere energie trasformative. Lo sguardo della cooperazione sociale verso le grandi sfide del presente. Dobbiamo avere l’ambizione di rintracciare le risposte ai bisogni di oggi, certo non da soli, dobbiamo avere il coraggio di essere protagonisti”.
Paolo Venturi, direttore di AICCON Research Center, dati alla mano ha ricordato che è necessario essere consapevoli del fatto che la cooperazione sociale è un soggetto privato con funzione pubblica e che la capacità di valorizzare ciò che le imprese cooperative sono, sta nella capacità stessa di valorizzare la diversità. Oggi la giustizia sociale ha bisogno di agonismo: chi non ha questo atteggiamento finisce per essere solo un gestore, non un protagonista, un co-programmatore.
“Le cooperative sociali sono partner strategici delle politiche regionali. - ha sottolineato Paola Roma, assessore regionale a Servizi Sociali, Famiglia, Longevità, Sport e Politiche Abitative - Di fronte all’invecchiamento della popolazione, alle nuove fragilità sociali e alla crescente domanda di servizi, è necessario rafforzare modelli di welfare territoriale fondati sulla collaborazione tra istituzioni, terzo settore e comunità locali. Il lavoro svolto da Federsolidarietà Belluno e Treviso va in questa direzione e rappresenta un patrimonio di competenze e innovazione che la Regione Veneto intende valorizzare. In questo quadro assumono un ruolo sempre più centrale anche le politiche di co-programmazione e di co-progettazione nei tavoli aperti con gli Ambiti Sociali Territoriali, strumenti fondamentali per costruire risposte integrate e più vicine ai bisogni delle comunità. Rafforzare queste sinergie significa promuovere un welfare generativo e partecipato, capace di mettere in rete risorse pubbliche e competenze del territorio”.
L’incontro ha confermato il ruolo della cooperazione sociale come attore centrale nello sviluppo dei sistemi di welfare territoriale e come interlocutore delle istituzioni nella costruzione di politiche sociali sostenibili e inclusive per il prossimo quadriennio.
Info: www.bellunotreviso.confcooperative.it
*Confcooperative Belluno e Treviso: l’Associazione rappresenta 130 imprese cooperative con 34.594 soci e 9.639 addetti e un fatturato di 1 miliardo e 730 milioni di euro nel 2024. Il settore agroalimentare, nello specifico, riunisce 33 cooperative a Treviso e 7 a Belluno e da solo genera un fatturato che raggiunge il miliardo e 350 milioni di euro: mentre a Belluno il settore prevalente è quello lattiero-caseario, nella provincia di Treviso le cooperative svolgono molteplici attività e tra queste prevale quella del comparto vitivinicolo. I prodotti delle cooperative bellunesi e trevigiane sono presenti sui più importanti mercati mondiali e partecipano con quote significative all’export del Veneto.
Il settore sociale rappresenta 64 cooperative, di cui 11 a Belluno e 53 a Treviso, tocca i 253 milioni di fatturato e dà lavoro al oltre 10 mila persone. Le tipologie sono: cooperative di tipo A – servizi sociosanitari, ricreativi, educativi e ludico culturali (33 in tutto), di tipo B – inserimento lavorativo di persone svantaggiate (13) e plurime (18).
Ultimo aggiornamento:
07/03/2026 13:06:36