TRENTO - Itea, negli ultimi cinque anni locati circa 800 alloggi in meno Sindacati: lodevole l’intento di immettere sul mercato un numero maggiore di case. Siamo, però, ancora lontani dalle soluzioni vere “L’intento di immettere sul mercato un numero maggiore di case popolari per soddisfare l’emergenza abitativa non può che essere condivisibile.
Difficilmente però l’acquisto, sempre che si verifichi, di cento appartamenti dai privati potrà risolvere il problema della carenza di alloggi a canone sociale. Senza una programmazione chiara e numeri più consistenti gli intenti alimentano la propaganda e niente di più”. Lo dicono Cgil Cisl Uil commentando l’ultimo annuncio dei vertici della Spa pubblica e dell’assessore Marchiori. Secondo le stime dei sindacati, infatti, negli ultimi cinque anni si sono “perse” fino 800 unità locative.
“Dobbiamo limitarci alle stime perché nel 2025 l’Itea, nonostante le nostre impellenti richieste, non ha fornito il dato aggiornato sugli immobili immessi in locazione. Sicuramente dal 2020 al 2024 le unità abitative in locazione si sono ridotte di oltre 500 unità. Vuol dire 500 alloggi in meno – fanno notare Manuela Faggioni, Michele Bezzi e Walter Largher -.
Non neghiamo che ci sia stata un’accelerazione anche nell’immissione di alloggi di risulta, i tempi però restano sempre troppo lunghi se è vero come è vero che ogni anno migliaia di persone, nelle graduatorie Itea, non ottengono una casa”.
Un problema che diventa ancora più grave se si tiene conto del fatto che si è ridotto, parallelamente, anche il numero di famiglie che ricevono il contributo all’affitto, in genere quei nuclei che pur essendo in graduatoria Itea non ricevono un alloggio per carenza di appartamenti disponibili. “Questo è l’effetto perverso del mancato adeguamento dell’Icef all’inflazione che spinge fuori dalla graduatoria famiglie solo nominalmente più ricche”. In questa situazione Cgil Cisl Uil chiedono ad assessore e Itea di concentrarsi meno sugli annunci e di pensare più ai fatti, mettendo risorse sufficienti sul capitolo casa per rispondere ad un’emergenza che cresce anno dopo anno. Resta, infine, la perplessità per la decisione di ricorrere al mercato privato. “Vorremmo conoscere l’impatto finanziario di questa scelta – dicono i sindacati -. Itea ha un ingente patrimonio immobiliare la cui gestione è sicuramente molto complessa. Riteniamo, però, che ricorrere al mercato privato possa avere dei costi molto elevati”. Anche alla luce di queste questioni chiedono venga convocato quanto prima il Tavolo provinciale per le Politiche abitative.