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Martedì 28 luglio 2026
Caldo, la vendemmia brucia i tempi: anticipo storico per la raccolta dell’uva
I primi grappoli staccati in provincia di Pavia
Con un anticipo storico è scattata la vendemmia in Lombardia, spinta dal grande caldo che ha accelerato la maturazione dei grappoli, mentre la siccità rappresenta un’incognita per le rese. È quanto afferma la Coldiretti regionale in occasione dell’avvio delle operazioni in provincia di Pavia, maggiore area vitivinicola della regione, presso l’azienda agricola De Filippi a Oliva Gessi.
L’inizio della raccolta a luglio in Oltrepò pavese rappresenta un fatto eccezionale – precisa la Coldiretti regionale – per un territorio dove generalmente le operazioni scattavano dalla prima decade di agosto.
Una situazione che fotografa la realtà di un cambiamento climatico che è ormai diventato un fattore strutturale, di cui i viticoltori sono costretti a tenere in considerazione nelle strategie aziendali.
Con il taglio dei primi grappoli di Chardonnay per basi spumante – precisa Coldiretti Lombardia – l’Oltrepò pavese inaugura la vendemmia in Italia, con una campagna che a livello nazionale sarà spalmata su un arco di quasi cinque mesi.
Mai come quest’anno – continua Coldiretti – risulta difficile fare previsioni quantitative su una stagione produttiva che per le aziende rappresenta una vera e propria sfida enologica, anche in considerazione della concentrazione zuccherina che le temperature record e la siccità stanno per ora determinando nelle uve. Sembra, invece, al momento scongiurato il rischio peronospora, con una qualità che si annuncia in generale eccellente.
Assieme a caldo e siccità – precisa la Coldiretti regionale – sulla vendemmia 2026 pesa anche l’incognita maltempo, con la grandine che ha già colpito a macchia di leopardo anche alcune aree localizzate della Lombardia, con effetti che si potranno stabilire solo a operazioni ultimate. Determinante, inoltre, sarà l’evoluzione climatica dei mesi di agosto e settembre.
Fattori che si sommano a un periodo già complesso per il settore – spiega Coldiretti –, gravato dal peso della burocrazia, dall’aumento dei costi di produzione legato alle tensioni geopolitiche e dalle guerre commerciali, dalle difficoltà a reperire manodopera specializzata per le operazioni vendemmiali, senza dimenticare i cambiamenti delle abitudini di consumo.
Nonostante ciò, il vino resta uno dei pilastri dell’economia agroalimentare nazionale – conclude la Coldiretti – In Lombardia sono oltre 20 mila gli ettari vitati, destinati per oltre il 90% a produzioni di qualità grazie a 5 DOCG, 21 DOC e 15 IGT. Le aziende vitivinicole attive sono quasi 3mila e garantiscono lavoro stabile a circa 6.500 addetti, a cui si aggiungono migliaia di lavoratori stagionali.
Ultimo aggiornamento:
28/07/2026 12:49