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Bolzano, relazione sull’attività 2025 del Comitato provinciale per le comunicazioni ­

Competenza mediatica, vicinanza ai cittadini e rafforzamento istituzionale al centro

BOLZANO - La seduta di questa mattina del plenum del Consiglio provinciale di Bolzano è stata dedicata alle audizioni annuali delle titolari degli Organismi di garanzia insediati presso il Consiglio provinciale.

Il primo intervento è stato quello del Comitato provinciale per le comunicazioni, che ha presentato la propria relazione sull’attività svolta nel 2025. Al centro dell’azione del Comitato vi sono stati il rafforzamento della competenza mediatica, la tutela delle cittadine e dei cittadini nel settore delle telecomunicazioni, la salvaguardia del pluralismo e della trasparenza dei media, nonché il consolidamento del ruolo del Comitato quale organismo di riferimento nel settore delle comunicazioni.

Nel corso della presentazione, la presidente Judith Gögele ha evidenziato la crescente importanza di una cultura della comunicazione responsabile per la democrazia e la coesione sociale: “La competenza mediatica, il pluralismo dell’informazione e una cultura della comunicazione improntata al rispetto reciproco non sono temi marginali”, ha chiarito: “Essi rappresentano pilastri fondamentali di una società democratica e assumono un valore ancora più rilevante in una realtà plurilingue e autonoma come l’Alto Adige. Il nostro obiettivo è offrire orientamento ai cittadini, favorire il dialogo e rafforzare le condizioni necessarie per un’opinione pubblica pluralista e consapevole”.

Un importante traguardo raggiunto nel corso dell’anno è stata l’approvazione, da parte del Consiglio provinciale, della nuova legge provinciale sul Comitato provinciale per le comunicazioni (lp 4/2026). Per la prima volta dopo molti anni, il Comitato dispone nuovamente di una propria base normativa autonoma. La legge rafforza l’assetto organizzativo dell’organo e, attraverso l’introduzione di una direzione responsabile dell’ufficio, crea le condizioni per un’attuazione ancora più efficace e professionale degli indirizzi strategici definiti dall’organo collegiale.

Accanto alle proprie funzioni di vigilanza, anche nel 2025 il Comitato ha garantito un concreto supporto alle cittadine e ai cittadini: sono state infatti trattate complessivamente 614 istanze di conciliazione nel settore delle telecomunicazioni, cui si aggiungono 41 procedimenti d’urgenza per il ripristino di servizi telefonici e internet interrotti e 48 procedure di definizione delle controversie in secondo grado.

Il vicepresidente Gerhard Vanzi ha sottolineato l’impatto concreto dell’attività svolta: “Dietro ogni numero vi sono persone, famiglie e imprese che necessitano di assistenza. Il nostro compito è consentire ai cittadini di far valere i propri diritti in modo semplice ed efficace, contribuendo al contempo a rafforzare trasparenza, correttezza e fiducia nel settore delle comunicazioni. Il significativo incremento delle procedure di conciliazione dimostra che il Comitato è sempre più riconosciuto come punto di riferimento sul territorio”.

Nel 2025, particolare attenzione è stata dedicata al tema della competenza mediatica: il Comitato ha coinvolto numerose istituzioni, organizzazioni ed esperti al fine di elaborare, per la prima volta, una strategia condivisa per l’educazione ai media e lo sviluppo della competenza mediatica in Alto Adige. Al processo hanno partecipato oltre 60 organizzazioni.

Su queste basi prenderà avvio nel 2026, in collaborazione con la Provincia autonoma di Bolzano ed Eurac Research, il progetto di ricerca «Competenza mediatica Alto Adige».
L’obiettivo è rilevare scientificamente, per la prima volta, il livello di competenza mediatica della popolazione altoatesina, evidenziare le differenze tra i diversi gruppi della popolazione e formulare raccomandazioni operative concrete a supporto delle politiche pubbliche, del sistema educativo e della società civile.

Il Comitato ha inoltre proseguito le proprie attività nei settori della tutela dei minori nei media, della prevenzione del cyberbullismo e dei discorsi d’odio online, nonché del monitoraggio del rispetto delle norme sulla par condicio e del pluralismo dell’informazione.


Con la relazione sull’attività 2025, il Comitato provinciale per le comunicazioni traccia complessivamente un bilancio positivo e si ritiene adeguatamente preparato, sotto il profilo organizzativo, professionale e strategico, ad affrontare le sfide dei prossimi anni.

Gli interventi di consigliere e consiglieri:

Nel successivo confronto in aula, consiglieri e consigliere hanno ringraziato per la presentazione. L’ass. Rosmarie Pamer ha chiesto notizie sull’approccio dei minori ai social, cosa di cui si occupa anche il suo Dipartimento. Sandro Repetto (Partito Democratico) ha fatto riferimento al decoro della comunicazione da parte di personaggi istituzionali e alla campagna contro l’odio in rete, chiedendo se il Comitato può dare solo indicazioni o ha l’effettiva possibilità di intervenire in questi casi. Paul Köllensperger (Team K) ha posto come tema il panorama mediatico altoatesino dominato da un grande player: il comitato provinciale non ha i mezzi per intervenire, ma potrebbe farlo l’Agcom romano, così come la politica altoatesina: si potrebbe fare un passo tutti insieme. Madeleine Rohrer (Gruppo verde) ha chiesto qual è l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul panorama mediatico, Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha apprezzato che la patente per lo smartphone venga estesa ora anche ai genitori, e invitato a proporla anche ai nonni, dato che le generazioni più anziane hanno difficoltà con i nuovi dispositivi, e chiesto come si intende garantire il rispetto dell’AI Act. Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha fatto riferimento al panorama mediatico altoatesino: “Per fortuna abbiamo i social che ci consentono di trasmettere informazioni". Waltraud Deeg (SVP) ha sottolineato l'importanza del lavoro svolto dal Comunicato e quella dei media indipendenti, pilastro fondamentale della democrazia, e chiesto un parere sulla situazione attuale e sulla possibilità di un monitoraggio, aggiungendo che il panorama mediatico altoatesino è molto variegato, per esempio rispetto al Trentino.

La presidente Judith Gögele ha chiarito che il Comitato ha il compito di segnalare eventuali sviluppi informando Consiglio e Giunta provinciale: così sono create le basi perché queste istituzioni possano reagire con misure concrete. In quanto al pluralismo mediatico, il Comitato non ha il compito di controllare i contenuti, ma ognuno sa bene cosa e come comunica: presupposto importante per la competenza mediatica è un’assunzione di responsabilità quando si comunica. La Giunta e il Consiglio possono prevedere linee guida. Il progetto di media education è molto importante perché per la prima volta si avranno dati; la patente per lo smartphone può essere estesa anche agli anziani. Per i giovani c’è tanta offerta, e può già dire che dallo studio risulta che gruppo tedesco e gruppo italiano affrontano il tema in modo molto diverso, il che può essere un vantaggio. L’Intelligenza Artificiale avanza in modo così rapido che il legislatore è sempre in ritardo; il Comitato ha competenza per la vigilanza ma non per attivarsi, le denunce vanno alla polizia postale. La norma europea va attuata nei singoli Stati: sarebbe quindi opportuno un tavolo di discussione con le altre sedi in Europa, con cui si è in contatto.
Ultimo aggiornamento: 10/06/2026 12:02

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