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Trentodoc Festival, proseguono le prenotazioni per i 170 appuntamenti

Dal 25 al 27 settembre nei territori di produzione: il programma

TRENTO - C'è chi seguirà una degustazione guidata e chi preferirà ascoltare una storia, incontrare uno chef o lasciarsi sorprendere da un ospite. A dieci giorni dall'inizio della quinta edizione, il Trentodoc Festival è pronto ad accogliere il “suo” pubblico, composto da professionisti del settore e appassionati. Lo scorso anno erano stati ben 11mila. Dal 25 al 27 settembre sono 170 gli appuntamenti in programma e proseguono le prenotazioni sul sito ufficiale del Festival: il programma è disponibile sul portale ufficiale trentodocfestival.it, dove sono indicate modalità, orari e disponibilità.

Trentodoc Festival è promosso dalla Provincia autonoma di Trento e organizzato da Trentino Marketing e Istituto Trentodoc, in collaborazione con Corriere della Sera. Foto @Daniele Mosna.

Dopo l’anteprima del Festival in programma domenica 20 settembre a oltre 2.101 metri del Doss del Sabion, “Trentodoc Elevation, Bollicine d'alta quota” porterà il metodo classico trentino sulle Dolomiti di Brenta. Poi la kermesse scenderà verso la città e si allargherà ai territori di produzione. Trento sarà il cuore degli incontri, con appuntamenti ambientati in luoghi come il Castello del Buonconsiglio, Palazzo Geremia, Palazzo Roccabruna, i Giardini San Marco, il chiostro degli Agostiniani e la sala Sosat. E quest'anno il viaggio toccherà anche Rovereto, con il Mart tra le sedi del programma.

Il cuore del Festival resta però il vino. Sono 133 gli appuntamenti Trentodoc in cantina, occasioni per entrare nelle case spumantistiche, conoscere produttori e territori, visitare le aziende e scoprire il metodo classico direttamente nei luoghi in cui nasce.

A Trento, invece, saranno protagonisti i 15 Trentodoc Tasting, pensati per approfondire le diverse anime del marchio e del territorio attraverso degustazioni guidate dai migliori sommelier italiani dell'Associazione italiana sommelier, ambasciatori Trentodoc. Ci saranno percorsi dedicati ai territori, come “Perlage Tour in Trentino”, condotto dalla Master of Wine Cristina Mercuri: un viaggio ideale attraverso i diversi distretti produttivi del Trentino. Ci saranno degustazioni che guardano alle origini, come “Le origini: tranquillo e Trentodoc”, per mostrare come cambia un vino quando, da fermo, diventa metodo classico. La domanda di “La forma del Trentodoc: effetto Magnum?” è quasi una provocazione: il vino cambia davvero quando cambia la bottiglia? Il confronto tra formato standard e Magnum proverà a dare una risposta.
Si potrà poi scoprire come la forma del calice possa influenzare l’esperienza della degustazione, con “Cinque calici per Trentodoc”. E chi vuole mettersi alla prova potrà partecipare a “Diventa sommelier per un giorno!”, imparando a stappare e servire correttamente una bottiglia e a riconoscere eventuali difetti del vino. O “Dialoghi nel calice: emozioni Trentodoc”, per esplorare, insieme a un sommelier, quali emozioni possono emergere durante la degustazione di Trentodoc. Infine appuntamento molto importante sarà “Nuove firme, un’unica identità: benvenuti in Trentodoc”, dedicato ai produttori che quest’anno sono entrati a far parte dell’Istituto, che saranno tutti presenti per l’occasione.

Il programma guarda anche oltre il calice. I sette Wine Talks, curati da Luciano Ferraro, vicedirettore del Corriere della Sera e direttore artistico del Festival, affronteranno alcuni dei temi più attuali del mondo del vino: dal rapporto tra tempo e qualità ne “L'arte dell'attesa: perché i grandi vini non hanno fretta” alla critica con “Pagelle in cantina: come si giudica il vino oggi”, fino ai nuovi linguaggi della comunicazione con “La grammatica delle bollicine: nuovi linguaggi per raccontare il vino”. E ancora, i consumi delle nuove generazioni, il rapporto tra vino e cinema, la gestione delle aziende e il racconto letterario con “Il commissario Buonvino: scrivere storie che sanno di vino”, con Walter Veltroni.

Poi ci sono le Sparkling Stories, nove incontri nei quali il Trentodoc diventa il punto di partenza per parlare di creatività e cultura. Sul palco arriveranno la conduttrice Francesca Fialdini, la scrittrice Teresa Ciabatti, il comico Filippo Caccamo, Samuel Romano (cofondatore e frontman dei Subsonica), il cantautore Davide Van De Sfroos, l’attrice Laura Morante, gli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas, l’attore Andrea Pennacchi e la cantautrice Noemi.

E poi ci sarà la cucina, con i sei Cook Tales dedicati ai cambiamenti dell'alta ristorazione e al rapporto tra cucina e territorio. “Selvatico, la cucina wild: tra foraging e mare e selvaggina”, con Alessandro Gilmozzi, Marco Visciola ed Edoardo Tilli, esplorerà il rapporto con la natura e le materie prime. “Futuro, dove va il fine dining italiano?” guarderà invece alle trasformazioni dell'alta cucina. Il programma affronterà anche l'autoproduzione, il ruolo della sala, l'affinamento dei formaggi e il valore delle cosiddette “terre di mezzo”, tra montagna e mare.

Si tratta di esperienze diverse, ma fanno parte dello stesso racconto: quello di un Festival che per tre giorni porta il Trentodoc fuori dalla bottiglia e lo mette in relazione con il territorio e le persone.
Ultimo aggiornamento: 14/09/2026 21:01

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