-

Chiari: omaggio al Carabiniere Scelto Massimo Urbano

Ricordato il militare insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria, caduto nell'adempimento del dovere

CHIARI (Brescia) - Si è rinnovato, al cippo commemorativo di Chiari, il solenne omaggio al Carabiniere Scelto Massimo Urbano, nel 26° anniversario della sua scomparsa. Una cerimonia toccante per ricordare il militare insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria, caduto nell'adempimento del dovere il 7 marzo 2000.

Alla cerimonia hanno preso parte i familiari del decorato, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Brescia, Colonnello Alberto Raucci, il Vicesindaco di Chiari, Roberto Campodonico, e il Sindaco di Urago d’Oglio, Gianluigi Brugali.
Presenti anche il Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo “Città di Chiari”, Nicola Bertolucci, le Associazioni Combattentistiche e d’Arma, e i Carabinieri della Compagnia di Chiari.
Particolarmente significativa la partecipazione di alcuni colleghi dell'Arma e della Polizia di Stato che furono i primi a intervenire sul luogo del tragico incidente a Urago d’Oglio.

Quella notte di ventisei anni fa, durante un turno di pattuglia, il Carabiniere Urbano e il suo capo equipaggio intercettarono due auto sospette in fuga. Durante il concitato inseguimento, un violento impatto tra i fuggitivi e un autoarticolato causò il ribaltamento del mezzo pesante, che travolse l'autoradio condotta da Urbano. Il giovane militare, nato a Poggio Imperiale nel 1972, si spense durante il trasporto in ospedale.
Dopo la deposizione della corona d’alloro e le note del “Silenzio”, le autorità hanno preso la parola per sottolineare l'eredità lasciata dal giovane Carabiniere.


Il Vicesindaco di Chiari ha espresso profonda gratitudine all'Arma: “Il sacrificio di Massimo ci ricorda il valore del lavoro quotidiano dei Carabinieri, che nelle nostre comunità rappresentano il primo e più vicino volto dello Stato”.

Il Colonnello Alberto Raucci ha concluso gli interventi definendo la memoria di Urbano una vera “bussola morale”: “Massimo non si è trovato per caso su quella strada; era lì perché aveva scelto di essere lo scudo tra la comunità e l'illegalità. Il suo sacrificio è la massima espressione del codice genetico dei Carabinieri: un altruismo che antepone il bene comune alla propria incolumità”.
Ultimo aggiornamento: 07/03/2026 23:32:09

POTREBBE INTERESSARTI

ULTIME NOTIZIE