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Caso lupi a Folgaria, la posizione dell’Enpa

lunedì, 17 gennaio 2022

Quando:
17 gennaio 2022@14:30–23:45 Europe/Rome Fuso orario
2022-01-17T14:30:00+01:00
2022-01-17T23:45:00+01:00

Folgaria – L’ENPA da oltre 150 si batte affinché gli animali d’affezione siano riconosciuti a tutti gli effetti come membri della famiglia, per questo comprendiamo appieno il dolore di Martino Raineri.
È ancora da chiarire l’esatta dinamica degli accadimenti, perché le notizie si sono susseguite, convulse e confuse, con evidenti e forti discordanze fra comunicati, pubblicazioni, servizi televisivi. Per questo attendiamo che vengano al più presto diffuse le risultanze delle indagini, così da avere un quadro il più rispondente possibile a quanto accaduto.
Dalle parole di Martino Raineri si evince che era in passeggiata in una zona lontana dall’abitato, situata fra malga Seconda Posta e forte Cherle, a Folgaria. Con lui due cani Setter inglesi, razza utilizzata per la caccia. Mentre sembra che il cane adulto fosse tenuto al guinzaglio, il più giovane, un cucciolone di circa 8 mesi, era stato lasciato libero. Proprio quest’ultimo correva avanti, sottraendosi alla vista del proprietario. Il quale si allarmava nel momento in cui sentiva un guaito provenire dal bosco in cui si era addentrato il cucciolone, e decideva di seguirlo, trovandolo purtroppo quando ormai era morto, probabilmente ucciso da un gruppo di lupi, che rimanevano nei dintorni, presumibilmente per difendere la preda o il proprio territorio. Fortunatamente il loro comportamento ha messo in chiaro quello che gli esperti ci dicono da sempre, cioè che i lupi non attaccano le persone, anzi se ne tengono lontani, come è successo anche in questo caso: nonostante vi fosse una risorsa da difendere, presumibilmente molto importante per loro – in inverno è difficile per tutti i selvatici reperire sufficienti risorse trofiche, pertanto proteggerle da qualunque competitore è essenziale per la sopravvivenza – tutti si sono tenuti lontani dall’uomo, mantenendosi ad una distanza fra i 50 e i 100 metri.
Ribadiamo la nostra vicinanza per un evento doloroso, ma consideriamo rassicurante il comportamento dei lupi, perché hanno dimostrato che essi temono le persone, e molto, se – come in questo caso – in una situazione di grande stress, hanno “tenuto le distanze”.
Quanto accaduto fa capire, purtroppo, che in Trentino non è stato fatto nulla, per fare cultura, per diffondere le corrette conoscenze, atte a permetterci di godere di una ricca biodiversità, beneficiando di un ambiente mantenuto “sano” dalla presenza di specie ombrello, quali orsi e lupi. È compito delle Istituzioni far sì che gli animali selvatici non vengano abituati ad avvicinarsi ai centri abitati per trovarvi cibo, e invece quasi nulla è stato fatto, dopo oltre 20 anni dalla reintroduzione degli orsi e dopo quasi 10 anni dal ritorno in Trentino dei lupi. È dovere delle Istituzioni aiutare i cittadini a raggiungere le competenze necessarie per vivere l’ambiente montano in maniera corretta e piacevole, ma invece nulla è stato fatto: le persone continuano a smarrire i propri cani – basta accedere alle pagine dedicate alla loro ricerca, per rendersi conto che si parla di decine di cani smarriti ogni mese – continuano a permettere che questi inseguano, feriscano e uccidano le specie selvatiche, gli enti preposti continuano a non sanzionare chi rincorre in macchina la fauna selvatica, mettendo a rischio questi animali, ma anche gli altri automobilisti che, incolpevolmente, si trovassero davanti un animale spaventato da degli incivili.
L’alta presenza di animali domestici nei boschi e nell’ambiente montano del Trentino – per le più svariate motivazioni, che vanno dalla pastorizia e l’allevamento, allo sport, alla caccia, alle escursioni, ecc. – fa sì che questi frequentino gli stessi territori in cui vive la fauna selvatica, pertanto ancora una volta sollecitiamo la Provincia Autonoma di Trento: le Istituzioni facciano quanto è in loro obbligo, aiutando tutti noi a capire come comportarci correttamente, perché è la conoscenza che ci permetterà di vivere piacevolmente e in sicurezza nel nostro meraviglioso ambiente naturale”, per l’ENPA del Trentino, la presidente Ivana Sandri



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