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Arco, programma kermesse “Da quassù”

mercoledì, 15 giugno 2022

Quando:
3 luglio 2022@00:15–23:45 Europe/Rome Fuso orario
2022-07-03T00:15:00+02:00
2022-07-03T23:45:00+02:00

Arco – Si intitola “Da quassù” la residenza d’artista sul monte Stivo ideata e realizzata dall’associazione In Habitat con il supporto del rifugio “Prospero Marchetti” e il patrocinio del Comune di Arco (Trento), in collaborazione con il Galassia Mart. Due giovani artisti selezionati tramite un bando internazionale, Flavia Bucci (Chieti) e Marco Berton (Ravenna), vivranno al rifugio per tutto il mese di luglio (precisamente dal 3 al 31), cercando ispirazione dal paesaggio del monte Stivo e dalla vita di montagna per realizzare delle opere d’arte, che resteranno poi in esposizione al rifugio per tutta l’estate, per poi essere in mostra alla galleria civica «Segantini». Il titolo del progetto di residenza, «Da quassù», si ispira alla famosa frase dell’astronauta sovietico Jurij Alekseevič Gagarin del 12 aprile 1961: «Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini», per evidenziare come l’ampliamento della prospettiva, grazie anche a una visione privilegiata dall’alto, possa poi rispecchiarsi nella mentalità e nelle attitudini del singolo e della società. La particolare posizione del rifugio, che sovrasta da nord il lago di Garda, permette una veduta straordinaria sui territori lombardo, veneto e trentino, e una prospettiva ampia e un rapporto stretto e privilegiato con gli elementi naturali. La montagna in questo caso vuole trasformarsi in un’esperienza formativa per stimolare la scoperta e la ricerca di quegli elementi “essenziali” e di valori profondi, eliminando il più possibile il superfluo e l’accessorio. La vita in rifugio diventa un’esperienza accogliente e ricca di opportunità, dal rapporto ravvicinato con la natura alla vita senza scorciatoie e artifici. Durante il soggiorno in rifugio la condivisione degli spazi, lo spirito di adattamento, la predisposizione all’aiuto reciproco e alla condivisione saranno componenti essenziali. La commissione che ha gestito la selezione degli artisti che hanno partecipato al bando ea composta dallo staff dell’associazione In Habitat, da Denis Isaia del Mart e da Alberto Boghellini, gestore del rifugio «Marchetti». La residenza artistica è stata illustrata alla stampa nella mattina di mercoledì 15 giugno all’auditorium di Palazzo dei Panni, presenti per l’amministrazione comunale l’assessore alla cultura Guido Trebo, una parte dello staff di In Habitat con il presidente Zeno Massignan e il gestore del rifugio «Marchetti» Alberto Boghellini. Presenti anche Giancarla Tognoni, responsabile dell’Ufficio cultura del Comune, e Massimo Amistadi, presidente della Sat di Arco. Hanno detto Guido Trebo “Una bellissima idea e un progetto di grande interesse, che come amministrazione sosteniamo convintamente. La montagna è un luogo ideale per una residenza artistica, e in particolare il monte Stivo è un luogo di grandissimo fascino e suggestione, grazie anche alla sua veduta straordinaria. Sono convinto che in Italia ci sia fame di residenze artistiche, e credo che questa si confermerà interessante e fertile. Non vedo l’ora di vedere il risultato, che ospiteremo alla galleria Segantini”. Zeno Massignan “La nostra è un’associazione giovanissima e questo progetto è alla prima edizione. Una sorta di versione beta che contiamo di far diventare un appuntamento stabile annuale. L’esperienza sarà molto simile a quella familiare, ossia di un gruppo pronto ad aiutarsi strutturando un legame di sostegno tra i membri. La componente relazionale e sociale sarà molto diversa rispetto alla vita in città, dove normalmente si è abituati a uscire per avere dei rapporti sociali. In questo caso saranno gli avventori del rifugio a incontrare gli artisti, con un cambiamento evidente rispetto alla vita in qualsiasi centro urbano”. Albero Bighellini “Non so cosa aspettarmi, sono davvero curioso, non solo di capire quali saranno gli stimoli che avranno gli artisti a vivere da noi, ma anche come reagiremo noi. Dovremo parlarci, capire come convivere, trovare il giusto rapporto: noi abbiamo dei doveri precisi verso il nostro pubblico e c’è sempre tantissimo da fare, ma sono certo che un modo lo troveremo e che l’esperienza sarà stimolante e divertente per tutti. Ma ci saranno anche delle difficoltà: gli artisti devono sapere che in alta montagna c’è carenza di acqua, utilizziamo quella piovana e se fa bel tempo a lungo sono guai. Ma credo sia importante fare esperienza della limitatezza dell’acqua, che è un bene prezioso. Poi penso avranno il problema dell’intimità: in luglio al rifugio c’è sempre folla e per riflettere e concentrarsi dovranno andarsene da qualche parte. Ma lo ripeto: sono sicuro che sarò una bellissima esperienza, e sono orgoglioso che il nostro rifugio sia stato scelto per il debutto di questo progetto”. Massimo Amistadi “Il rifugio Marchetti è nel cuore di tutti gli arcensi, oltretutto siamo a 200 anni dalla nascita di Prospero Marchetti, che cerco di immaginare come potrebbe reagire trovando al suo rifugio due giovani artisti intenti a creare, prendendo ispirazione da questi luoghi. La montagna è una dimensione che insegna molto, lontana dal caos e dalla frenesia, soggetta a mille limitazioni e disagi. Siamo certi che la residenza artistica sarò un successo, e ci auguriamo che il progetto possa proseguire nei prossimi anni”. Gli artisti. Flavia Bucci, Classe 1990, nasce ad Atessa, in provincia di Chieti. Nel 2017 ottiene il Diploma Accademico di secondo livello presso la Cattedra di Pittura di Gianni Dessì e Fabio Sciortino all’Accademia di Belle Arti di Carrara. L’attenzione verso determinate dinamiche sociali ha portato Bucci a sviluppare una ricerca tesa soprattutto alla comprensione del concetto universale di “tempo” che si dilata e comprime secondo ritmiche sempre differenti, in un parallelo continuo tra la sfera quotidiana e quella assoluta. Utilizza differenti mezzi rappresentativi, frutto di una precisa scelta dettata dalle necessità concettuali di ogni singolo lavoro. Dal 2017 al 2019 lavora come performer per la compagnia teatrale SemiCattivi. Nel 2019 è stata finalista del Premio Nocivelli, nel 2021 ha partecipato alla residenza Equidistanze a cura di Magazzeno Art Gallery e da settembre 2021 frequenta il corso di specializzazione della Fondazione “Il Bisonte. Per lo studio dell’arte grafica”. Vive e lavora a Carrara. Marco Berton, Classe 1999, nasce a Ravenna. Diplomato al Liceo artistico e musicale statale di Forlì, indirizzo Arti figurative, nel 2018, e laureato presso l’Accademia di Belle Arti di Verona nel 2021. Le sue competenze spaziano da quelle tecnico artistiche (fotografia, pittura, incisione) a quelle musicali. Dal 2019 partecipa a bandi, workshop e residenze tra cui: mansioni di assistente e allestitore nella mostra A Line Made by Walking. Pratiche immersive e residui esperienziali in Fulton, Girardi, Griffin, Long, Val di Non, Trento (2021); workshop Immaginare il fiume. Per una cartografia estetica dell’Adige in città, Verona (2021); residenza E.n.D. essere nella distanza. Giglio Summer School, Isola del Giglio (2021); residenza e mostra collettiva Intervalli Festival, Giardini dell’Arena, Galleria dp Progetti, Padova (2021); mostre collettive Artisti per Alina, Ex Monte di Pietà, Spoleto e Oratorio di San Sebastiano, Forlì (2020); mostra collettiva Generazione In-Forme, piazza San Lorenzo, Qu.Bi Gallery, Vicenza (2020); mostra bipersonale per progetto First Step 10, Boccanera Gallery, Trento (2019-2020). In Habitat aps, È un’associazione di promozione sociale che offre servizi di progettazione, avviamento e sviluppo di attività culturali. Si occupa di ricerca, curatela e coordinamento di progetti culturali, dalla fase di pianificazione al monitoraggio dei risultati, dalla definizione degli obiettivi al coinvolgimento della comunità. Si compone di professionalità differenti che spaziano dal fotografo allo storico dell’arte, dal giornalista al grafico, dal mediatore culturale museale all’artista. In Habitat aps basa il proprio lavoro su una forte condivisione etica e di valori, focalizzata sulla condivisione di informazioni, competenze e attitudini lavorative per collaborare con altri settori al fine di pianificare sinergie a lungo termine e favorire l’innovazione in ambito artistico, culturale e sociale.



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