L'Agenda delle Valli

Lavori Consiglio Alto Adige: Interrogazioni su temi d’attualità

Inizio: 30/06/2026 dalle ore 22:00 - Fine: 30/06/2026 alle ore 23:00 IT

È iniziata questo pomeriggio la sessione di giugno/luglio dei lavori del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano. Come di consueto, al primo punto dell’ordine del giorno c’erano le  interrogazioni su temi d’attualità. Il presidente Angelo Gennaccaro ha quindi lasciato spazio a consiglieri e consigliere.
Quali misure contro la concentrazione dei media in Alto Adige?: Rilevando che da un articolo della Tageszeitung del 22 maggio emergeva che il Comitato provinciale per le comunicazioni nutre fondate preoccupazioni riguardo alla progressiva concentrazione in un mercato dei media (e della pubblicità) altoatesino già di per sé poco variegato, il Team K  ha detto che anche l’AgCom sembra occuparsi della situazione in provincia di Bolzano, e che è necessaria  una revisione dei criteri di finanziamento nell’ambito del sistema di sostegno ai media della Provincia. Egli ha quindi chiesto se il presidente della Provincia condivide le preoccupazioni del Comitato comunicazioni, cosa intende fare la Giunta per rafforzare il pluralismo nel settore dei media e se essa ritiene necessario rivedere il sistema provinciale di sostegno ai media nell’ottica del pluralismo e a favore dei piccoli media indipendenti. IL presidente della Provincia Arno Kompatscher ha detto che rivendica per sé – diversamente da quanto rappresentato dal Team K – di aver affrontato il tema della concentrazione dei media nel territorio: il problema della concentrazione dei media esiste e lui l’ha detto a chiare lettere, facendolo presente anche in una nota all’AGCOM, che ha detto che avrebbe fatto le proprie valutazioni. Si può eventualmente pensare a nuovi criteri di finanziamento, e questo incarico di valutazione delle disposizioni vigenti è già stato dato. Su ulteriore richiesta del Team K, il presidente ha detto che poi si valuterá se saranno necessarie ulteriori modifiche legislative o di regolamento.

Case della posta a Campo Tures: spazi abitativi per persone con disabilità: Nella scorsa legislatura, c’era l’intenzione di realizzare, preso le case della posta a Campo Tures e in collaborazione con la Comunità comprensoriale, un progetto per persone con disabilità, con la rilocalizzazione dei laboratori attualmente situati a Molini, i cui spazi sono considerati non ottimali: lo ha detto Waltraud Deeg (SVP), evidenziando che proprio in Pusteria ci sono da anni lunghe liste d’attesa per alloggi per persone con disabilità, a fronte di un fabbisogno elevato nonostante ulteriori posti abitativi nel Centro sociale Alta Pusteria a Dobbiaco che verranno completati quest’anno. Aggiungendo che diverse famiglie interessate – tra cui anche genitori in età avanzata – attendono urgentemente prospettive per i loro familiari, la consigliera ha chiesto, tra l’altro, che ne è dei posti abitativi e delle strutture per persone con disabilità originariamente previsti alle case della posta di Campo Tures, quali sedi alternative sono attualmente oggetto di valutazione, se esistono già pianificazioni o progetti concreti per sedi sostitutive e quando verranno realizzati ulteriori posti abitativi per persone con disabilità in Val Pusteria. L’ass. Rosmarie Pamer ha detto che la Doktor Villa non è adatta a ospitare persone con disabilità in quanto sotto tutela, si sta quindi valutando un’altra struttura.  Sul progetto della fondazione Elisabeth darà informazioni più avanti. Secondo quanto comunicato dalla Comunità comprensoriale - l’assessora ha letto la relativa lettera - al momento non esistono progetti alternativi a solo un progetto di massima. Le persone interessate possono iscriversi nelle specifiche liste d’attesa dei servizi esistenti, e ricevono consulenza su tutte le prestazioni disponibili, dall’assegno di cura al reddito sociale minimo fino al contributo per la vita autonoma e la partecipazione sociale. Il progetto C’est la vie, avviato in quest’ambito, verrà presentato a luglio e prevede anche il sostegno abitativo. Deeg ha chiesto informazioni sui posti residenziali: l’ass. Pamer ha risposto che nel progetto Pfarhheim a Campo Tures possono essere previsti anche tali posti.

I nuovi OGM e la Laimburg: Il Parlamento europeo ha escluso le piante NGT (Nuove Tecniche Genomiche) dalla rigida normativa sulla tecnologia genetica: dal 2028, la maggior parte di esse e degli alimenti da esse derivati arriveranno sul mercato senza valutazione dei rischi, autorizzazione o obbligo di etichettatura: lo ha ricordato Madeleine Rohrer (Grüne Fraktion - Gruppo verde – Grupa Vërda), aggiungendo che le aziende possono brevettare queste piante e anche singole modifiche del genoma, con la conseguenza che perfino caratteristiche vegetali presenti in natura potranno essere riprodotte solo con il permesso del titolare del brevetto. Poiché anche il Centro di sperimentazione Laimburg conduce ricerche e sviluppa varietà nel settore NGT, la consigliera ha chiesto, tra l’altro, con chi il Centro ha stipulato contratti di licenza per l’utilizzo di CRISPR/Cas e/o altri nuovi metodi di ingegneria genetica, quali sono le condizioni essenziali di questi contratti, a chi appartengono le varietà sviluppate da Laimburg tramite procedure CRISPR/Cas e altri metodi brevettati e a chi le varietà così  sviluppate e come garantisce Laimburg che le agricoltrici e gli agricoltori dell’Alto Adige possano continuare a produrre e utilizzare sementi proprie senza che qualcuno vi apponga un brevetto. L’ass. Luis Walcher ha detto che la Laimburg non ha stipulato contratti di ricerca in ambito CRISPR/Cras, e ha fatto riferimento alle varietà selezionate dall’azienda. Il titolare delle varietà sviluppate dalla Laimburg deve essere individuato tramite concorsi pubblici. La Laimburg segue con interesse lo sviluppo degli NGT. I progetti in corso si occupano soprattutto di sviluppo di metodi per la coltivazione di specie vinicole molto resistenti, e la separazione logistica garantisce che si eviti la contaminazione. Rohrer ha chiesto quale sarà la dicitura sui prodotti se verranno utilizzati prodotti NGT, l’ass. Walcher ha promesso di inviare la risposta in merito.  

Locali notturni chiusi dal questore: Nelle ultime settimane, diversi locali notturni sono stati temporaneamente chiusi su ordinanza del questore: si tratta dell’Après  Club a Gargazzone, della discoteca Hölle a Silandro e del club Max a Bressanone. Lo ha riferito Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit) aggiungendo che pare che si vogliano colpire i locali per comportamenti sbagliati di singole persone, penalizzando in questo modo non solo i gestori, ma anche i giovani presenti che perdono il proprio luogo di incontro. A fronte della scarsità di possibilità ricreative serali in provincia, i rigidi interventi del questore appaiono problematici. Il consigliere ha quindi chiesto, tra l’altro, se la Giunta condivide la convinzione che i gestori non debbano essere considerati responsabili dei comportamenti di singole persone, in particolare nel caso di eventi che accadono fuori dalla discoteca o quando maggiorenni vengono mandati avanti ad acquistare alcool per minorenni, e se la Giunta è disponibile a cercare soluzioni insieme al questore in modo che locali funzionanti e giovani incolpevoli non debbano pagare le conseguenze di chi commette reati. L’ass. Ulli Mair ha detto che la Giunta condivide l’opinione che i gestori dei locali non debbano essere ritenuti responsabili dei comportamenti di singoli individui, tuttavia le regole di sicurezza pubblica - e l’articolo 100 del TULPS -  sono di competenza esclusiva del Questore. Ogni misura deve essere comprovata, e il Questore deve rispettare le singole situazioni considerando anche le misure preventive attuate dai gestori; egli dispone tuttavia nella valutazione della sicurezza pubblica un certo spazio di manovra. La Giunta provinciale, lei in particolare, è in continuo scambio con la Questura, a breve ci sarà un incontro. I problemi sono simili in tutta italia, e il Ministero ha previsto accordi tra forze dell’ordine e gestori locali: tale testo è già stato inviato dalla Questura alle associazioni, e di questo si parlerà: si tratta di un’iniziativa che vede con favore, perché punta sulla cooperazione. Rabensteiner ha replicato che se vengono punite le persone sbagliate, la fiducia dei cittadini viene meno, e che chiudere il locale è la strada più semplice; positivo è che sia un incontro.

Nuovi branchi di lupi e misure successive: Sul website della Provincia autonoma di Bolzano, l’Ufficio gestione fauna selvatica pubblica, sotto il titolo “La situazione del lupo in Alto Adige”, dati sui numeri attuali che però attuali non sono, dato che si riferiscono al 2023: lo ha detto Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion), domandando all’assessore competente, tra l’altro, quanti sono, a fronte dei 78 capi circolanti nel 2023, quelli presenti nel 2024 e nel 2025, quanti dei branchi attualmente presenti in Alto Adige sono immigrati e quanti si sono comprovatamente  formati sul territorio altoatesino, dove è attualmente documentata la presenza di coppie di lupi e se sono arrivate conferme di femmine gravide quest’anno, quando animali appartenenti a branchi diventano problematici, quali criteri di prelievo ha previsto l’Ufficio competente e quali obiettivi intende perseguire la Giunta a fronte delle maggiori competenze in materia di grandi predatori portate dalla riforma dell’autonomia. L’ass. Luis Walcher ha riferito che i dati si trovano sul sito dedicato, e ha letto alcuni numeri, tra i quali, per il 2023, 39 lupi avvistati, e 35 nel 2024; ora ci sono 9 branchi, con 8 coppie. Ci sono anche esemplari singoli che occupano nuovi territori. Finora non sono stati definiti criteri per i prelievi, a seconda delle esigenze si cerca di adottare diverse misure. Leiter Reber ha apprezzato che la pagina web fosse stata aggiornata, e ha invitato a fissare dei criteri per i prelievi.

Esami di bilinguismo anche a Brunico – sì o no? Nel novembre 2025, mediante un comunicato stampa sull’istituzione di una nuova sede d'esame di Brunico era stato annunciato che il Servizio per gli esami di bilinguismo e trilinguismo avrebbe organizzato, a partire da dicembre 2025, sessioni d'esame anche a Brunico: lo ha riferito Maria Elisabeth Rieder (Team K), aggiungendo che diverse persone hanno però segnalato che non è possibile sostenere gli esami a Brunico e che in merito non è possibile avere informazioni chiare. La consigliera ha chiesto quindi, tra l’altro, se le sessioni d'esame vengono svolte regolarmente a Brunico a partire da dicembre 2025 o meno, e, se no,  per quale motivo, se tutte le persone interessate possono ottenere, su richiesta, una data d'esame presso la sede di Brunico, quante giornate d'esame sono state finora organizzate a Brunico e per quante/i candidati. Il presidente Arno Kompatscher ha informato che è previsto lo svolgimento mdi esami a Brunico su esame mensile, e ha letto le date già svolte. Attualmente, tuttavia,  le sessioni a Brunico sono sospese per difficoltà organizzative e carenze di personale: la Giunta ha quindi pensato di accreditare più esaminatori. Il 17 dicembre i candidati erano 11, lo stesso il 21 gennaio, il 25 marzo 25 candidati, il 28 aprile 10. Gli interessati si possono rivolgere al servizio per gli esami di bi-  trilinguismo. Rieder ha criticato che si facciano promesse di servizi anche nelle valli periferiche senza mantenerle. La Giunta trascura le zone periferiche .

Evento dell’Esercito in una scuola: Secondo quanto riportato dai media, in una scuola di Bolzano alunni e alunne sarebbero stati invitati dal 4° Reggimento AVES “Altair” a partecipare a un Open Day con l’obiettivo di “rafforzare il rapporto tra le forze armate e la popolazione locale e sostenere le attività di orientamento e reclutamento”: lo ha riferito Brigitte Foppa (Gruppo verde), aggiungendo che la Commissione Europea ha annunciato la strategia denominata Preparedness Union, che comprende sia la preparazione militare sia quella civile e prevede interventi in ambiti quali istruzione, ricerca, infrastrutture, gestione delle crisi e la cooperazione tra attori civili e militari. La consigliera ha quindi chiesto quali conoscenze ha la Giunta in merito alla strategia UE “Preparedness Union”  e alla sua attuazione in Italia, quali misure sono già state esaminate, preparate o messe in pratica dalla Provincia, se sono previste iniziative o programmi di “Civil preparedness” (preparazione civile) per scuole, formazione professionale, università o enti di ricerca, come la Giunta valuti il rafforzamento del legame tra ambito civile e militare previsto nei documenti europei e come intenda garantire trasparenza e controllo democratico in merito. Il pres. Arno Kompatscher ha detto che la Giunta conosce questa strategia, nell’ambito della prevenzione e di misure di gestione di situazioni geopolitiche. L’agenzia della protezione civile si occupa di analisi delle crisi, sistemi di allarme, comunicazione di crisi, Anche la croce bianca è attiva, per esempio nel soccorso alpino. Tali approcci rispondono alla strategia UE anche in riferimento a situazioni di crisi. La UE prevede una rafforzata collaborazione soprattutto per affrontare le crisi e un migliore coordinamento in simili scenari; per l’Alto Adige è determinante una distinzione tra le varie competenze di Provincia e Stato: questi ruoli vanno rispettati. La trasparenza sarà garantita anche tramite il Consiglio provinciale. L’ass. Marco Galateo ha aggiunto che non ci sono programmi nel mondo della scuola relativi al civil preparedness, l’intervento citato riguardava le celebrazioni del 50o anniversario del reggimento, non una procedura ai fini del reclutamento. Il IV reggimento Aves Altair è specializzato nell’uso degli elicotteri in ambiente montano, che può suscitare interesse da parte degli studenti di materie STEAM.

Il progetto pilota "Südtirol Alto Adige Ranger": un triplice degrado linguistico: La Provincia di Bolzano ha informato lo scorso 10 giugno  sul  progetto pilota «Südtirol Alto Adige Ranger», che prevede la presenza, quest’estate, nei luoghi maggiormente frequentati, di 15 «Südtirol Alto Adige Ranger», con il compito di informare la popolazione sul corretto comportamento da tenere in natura. Riferendo del progetto, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto quale finalità persegue la denominazione tedesco-fascista «Südtirol Alto Adige», perché è stato scelto il termine inglese, poco diffuso, di «Ranger», tra l’altro con l’inutile declinazione di genere (in tedesco: “Rangerinnen und Ranger”, NdA), considerato che in inglese il termine non viene distinto al maschile e al femminile, se la Giunta ritiene auspicabile che ai sudtirolesi venga proposto sempre più frequentemente, non solo in italiano ma anche nella loro lingua madre tedesca, il nome fittizio «Alto Adige», di matrice fascista, imperialista e manipolatoria e se in questo modo essa intende relativizzare e difendere le responsabilità culturali di Ettore Tolomei; infine, facendo riferimento al termine «Saltner» – dal latino saltus («bosco»), che indica tradizionalmente il guardaboschi o custode dei campi e che nel Trentino e nel Veneto corrisponde a «saltaro», se la Giunta provinciale intende valutare l'adozione della denominazione «Saltner»/«Saltari» in luogo di «Südtirol Alto Adige Ranger». L’ass. Peter Brunner ha riferito che la denominazione Südtirol Alto Adige rispecchia lo Statuto, che il termine Ranger è già presente nella cultura turistica; la Giunta non intende relativizzare la responsabilità di alcune figure storiche, ma utilizza denominazioni ufficiali. Il termine Saltner è senz’altro importante dal punto di vista storico-culturale, ma il termine Ranger è conosciuto anche oltre i confini. Knoll ha ribattuto che nell’ambito della discussione sullo Statuto, il presidente aveva promesso che il termine istituzionale con "Alto Adige" non sarebbe entrato nell’uso comune, ma evidentemente così non è; la STF aveva messo in guardia. La definizione ufficiale è "Provincia autonoma di Bolzano”, e non c’è dubbio che “Alto Adige” è una denominazione fascista: non va utilizzata. Ha invitato di nuovo ad adottare il termine unico di “saltaro”. Il pres. Arno Kompatscher ha detto che da oltre 50 anni viene utilizzato il termine Alto Adige, anche nell’èra Magnago e nell’èra Durnwalder, e non se ne è aumentato l'uso a partire dalla riforma dello Statuto.

Cosa prevede il nuovo piano pandemico riguardo all'utilizzo delle mascherine nelle scuole?: Sia l'assessore provinciale alla Salute Hubert Messner sia il presidente della Provincia Arno Kompatscher hanno dichiarato, con riferimento all'obbligo di indossare la mascherina all'aperto, che tale misura non è prevista in caso di future pandemie, poiché non apporterebbe alcun beneficio, ma soltanto effetti negativi: lo ha detto Renate Holzeisen (VITA), ricordando che, durante la cosiddetta pandemia, i bambini erano stati costretti a indossare per ore, durante le lezioni scolastiche, la cosiddetta mascherina bocca-naso, un carico notevole sia dal punto di vista fisico sia da quello psicologico, e aggiungendo che una meta-analisi Cochrane ne avrebbe dimostrato l'inutilità, come conclude anche la relazione sulle misure adottate durante la pandemia di COVID-1 della Camera dei rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti. Ricordando le drammatiche conseguenze dell’uso delle mascherine sui bambini evidenziate dal neuroscienziato Gerald Hüter e che dai lavori della Commissione parlamentare d'inchiesta si sa che persone molto vicine all'ex presidente del Consiglio Conte avrebbero realizzato ingenti profitti grazie ai contratti per la fornitura di mascherine, la consigliera ha chiesto cosa prevede il nuovo piano pandemico in merito all'uso delle mascherine nelle scuole. L’ass. Hubert Messner ha riferito che il nuovo Piano nazionale pandemico pubblicato un mese fa non prevede un obbligo generalizzato di mascherine nelle scuole. Holzeisen ha detto che era la prima volta che l'assessore rispondeva con un contenuto positivo, e si è augurata che il governo, in caso di eventuale crisi, preveda dei responsabili che non pensino solo a fare profitti. 

Ultimo aggiornamento: 30/06/2026 17:46:08