Nell’ambito della trattazione dei punti istituzionali, il presidente Angelo Gennaccaro ha quindi presentato la proposta di deliberazione: Assestamento del bilancio di previsione del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano per gli anni finanziari 2026, 2027 e 2028, che definisce un avanzo effettivo di amministrazione relativo all’esercizio 2025 pari a 4.516.266,02 €. Riferendo che dall’entrata in vigore della normativa del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, che ha introdotto l’armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio di regioni ed enti locali, il Consiglio provinciale di Bolzano ha sempre avuto un avanzo a consuntivo relativamente alto, egli ha sostenuto che ciò è riconducibile, da un lato, al fatto che la norma ha precluso la possibilità di iscrivere un avanzo presunto in fase di bilancio di previsione, e, dall’altro, al fatto che il Consiglio dispone di un fondo cassa elevato. “È importante sottolineare che questo avanzo non è dovuto ad una cattiva gestione operativa”, ha detto il presidente: “Non stiamo parlando di mancata capacità di riscuotere entrate o ritardi nei pagamenti ma solo di un tondo cassa elevato. In sostanza andiamo a restituire fondo cassa”. Il Consiglio andrà a restituire alla Provincia una parte importante dell’avanzo libero, per un importo di poco più di 4 milioni e 400.000 €. Queste le variazioni più rilevanti citate da Gennaccaro: in quanto alle entrate, poiché il presunto avanzo di amministrazione non poteva essere iscritto fra le entrate del bilancio di previsione, ora risulta un aumento di straordinaria entità; per questo, le assegnazioni a carico del bilancio provinciale dell’ammontare di 17.250.000 € per il 2026 possono essere ridotte di 4.433.881,56 €. Per quanto riguarda le spese, si registra un aumento di 10.000 € nel capitolo per viaggi di studio e sopralluoghi delle commissioni e per le audizioni, per coprire ulteriori spese per viaggi di studio e sopralluoghi; gli aumenti previsti sui capitoli destinati alla Autorità per le garanzie nelle comunicazioni riguardano la distribuzione della parte rimanente dell’avanzo vincolato al 31 dicembre scorso, come da richiesta del Presidente del Comitato provinciale per le comunicazioni; gli stanziamenti per il personale vengono aumentati di 7.000,00 € in considerazione dell’accordo sull’inflazione; il capitolo dei compensi ai componenti dell'Osservatorio provinciale viene aumentato di 10.000 € per coprire ulteriori spese per compensi ai componenti; il capitolo relativo ai compensi a componenti esterni ed esperti di commissioni viene aumentato di 5.000 € alla luce delle spese effettuate fino al mese di maggio 2026; lo stanziamento per i servizi informativi viene aumentato di 20.000 € per coprire ulteriori spese; 10.000 € in più vengono destinati alla manutenzione di immobili e impianti, altrettanti al capitolo per prestazioni professionali specialistiche: patrocinio legale, interpretariato e traduzioni ecc.. Non essendoci interventi, la delibera è stata messa in votazione e approvata con 23 sì e 6 astensioni.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha quindi ripreso la mozione n. 377/26: Semafori con segnale acustico (presentata dai conss. Zimmerhofer, Knoll, Atz e Rabensteiner il 10/02/2026), la cui trattazione era stata interrotta l’11 giugno, con la quale chiedeva (versione emendata) di incaricare la Giunta provinciale di adoperarsi presso il Consorzio dei Comuni affinché gli impianti semaforici gestiti dai Comuni nella Provincia autonoma di Bolzano venissero progressivamente adeguati allo standard italiano per i segnali acustici secondo la norma tecnica CEI 214-7. Tale norma prevede segnali chiaramente definiti e uniformi per diverse situazioni, in particolare per le fasi del verde e del rosso, nonché per quanto riguarda il volume e la tonalità. A tal fine si dovrà tener conto delle disposizioni del D.P.R. 503/1996, che prevede l’obbligo di dotare di segnalatori acustici gli impianti semaforici di nuova installazione o che vengono sostituiti. Se l’Unione Europea vuole avere un futuro, ha detto il proponente informando che l’emendamento era stato concordato con l’ufficio dell’ass. Alfreider, deve andare incontro ai cittadini; il più grande freno a questo intervento era il Regno Unito, ora non c’è motivo di non ottemperare a questa richiesta.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), co-firmatario, ha rilevato il vantaggio di un sistema di segnale acustico differenziato per i non vedenti, che in questo modo sanno per quanto dura il verde. Ci vorrebbe uno standard a livello europeo: bisognerebbe proporre un progetto pilota al Ministero dei Trasporti.
Harald Stauder (SVP) ha ritenuto molto sensata la mozione, che andava incontro alle esigenze di persone con difficoltà. in quanto alle persone ipovedenti, in un incontro al St. Raphael aveva raccolto le loro esigenze, in primis quella di essere riconosciuti come tali: ci vogliono iniziative di sensibilizzazione, a partire dalla scuola e per tutta la vita.
L’ass. Daniel Alfreider ha ringraziato il proponente per aver sospeso la mozione nel corso dell'ultima seduta, al fine di trovare una formulazione condivisa: la proposta è molto ragionevole, ovvero definire uno standard per tutti i Comuni dell’Alto Adige nel caso di impianti semaforici. Il tema viene affrontato a livello nazionale, ma in una regione di confine ci sono standard diversi, e uno standard europeo è la cosa più giusta. L’assessore ha quindi fatto riferimento a un progetto che riguarda gli autobus, con l’adozione di una tecnologia che permetta anche ai non vedenti di accedere all’orario dei bus alle fermate. Zimmerhofer ha parlato di “un ottimo esempio di collaborazione trasversale”. Messa in votazione, la mozione è stata approvata con 26 sì (unanimità).
Sandro Repetto (Partito Democratico) ha quindi presentato il voto n. 40/25: Retribuzione del congedo previsto dalla norma sulla conservazione del posto di lavoro per malati oncologici (presentato dai conss. Repetto e Foppa il 27/08/2025), cof-firmato da Brigitte Foppa (Gruppo verde), al fine di impegnare la Giunta ad attivarsi formalmente presso il Governo italiano, il Parlamento e la Conferenza Stato-Regioni affinché nel percorso attuativo e/o integrativo della Legge n. 106 del 18 luglio 2025, avente ad oggetto "Disposizioni concernenti la conservazione del posto di lavoro e i permessi retribuiti per esami e cure mediche in favore dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche" siano previste: 1. forme di retribuzione adeguate del periodo di congedo previsto per i malati oncologici e per coloro che abbiano patologie croniche o invalidanti con invalidità riconosciuta pari o superiore al 74%; 2. il riconoscimento del periodo di congedo ai fini dell'anzianità di servizio e dei diritti previdenziali; 3. una riflessione pubblica, anche attraverso il coordinamento con altre Regioni e Province autonome, su come garantire ai malati oncologici non solo la conservazione del posto di lavoro, ma anche il diritto a vivere dignitosamente durante il percorso di malattia, evitando che la cura diventi causa di esclusione economica. La legge, ha detto Repetto, è una buona legge, ed è stata votata all’unanimità in Parlamento, ma purtroppo il periodo di congedo non è retribuito, non vale ai fini dell'anzianità di servizio e non consente lo svolgimento di alcuna attività lavorativa: tali limitazioni, pur garantendo la conservazione del posto di lavoro, non rispondono ai bisogni materiali ed economici di chi vive una condizione oncologica o invalidante, aggravando ulteriormente il disagio psico-fisico e sociale della persona malata. Foppa ha ribadito la necessità di intervenire, e sottolineato che anche se un voto ha poche possibilità di successo, è opportuno sollecitare il Parlamento affinché le persone con gravi patologie abbiano uguali opportunità.
Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha sostenuto la proposta, rilevando la differenza tra persone che lavorano nel pubblico, dove in caso di grave malattia si può restare 36 mesi con retribuzione scaglionata e poi si hanno ulteriori possibilità, e persone che lavorano nel privato. Un colloquio con una donna arrivate alle udienze le aveva rivelato quanto fosse facile restare senza soldi. Bisogna tuttavia anche chiedersi chi finanzia tutto quanto richiesto: erano necessarie altre delucidazioni.
L’ass. Magdalena Amhof ha ringraziato per la proposta, aderendo alla sottolineatura di Rieder relativa alla differenza tra pubblico e privato. Queste tematiche rientrano sempre a livello di trattative dei contratti collettivi, quello attuale della provincia prevede 6 mesi con retribuzione al 100% per malattia, altri 12 all’80% il mantenimento dell'assegno famigliare, poi il 70%: questi periodi fanno testo per la pensione e la progressione di carriera. In casi particolarmente gravi c’è la possibilità di un congedo di altri 12 mesi non retribuito, che però non vale per l’anzianità di servizio; ci sono poi i casi di terapie vitali per la sopravvivenza, i cui giorni di assenza non rientrano nei 2,8 mesi previsti. Nel settore pubblico l’assenza massima possibile è di 2 anni e 9 mesi in un periodo di 5 anni. In questo senso, non è necessario approvare questo voto; la Provincia valuterà però la necessità di una nuova analisi delle misure attuali insieme alle parti sociali, agendo nel proprio ambito di competenza. Ha chiesto quindi a Repetto di ritirare la proposta. Sandro Repetto ha accettato e ritirato il voto, augurandosi che l’assessora mantenga la parola data: aveva già ritirato altre richieste perché gli erano state promesse soluzioni, che però non sono poi arrivate. Quanto alla questione di chi debba sostenere i costi: l’INPS, trattandosi in fin dei conti di persone gravemente malate.
Di seguito, Madeleine Rohrer (Gruppo verde) ha presentato la mozione n. 375/26: Nightliner: progetto pilota (presentata dai conss. Rohrer, Foppa e Oberkofler il 19/01/2026), al fine di impegnare la Giunta ad ampliare come progetto pilota l’offerta del servizio di autobus Nightliner sulle linee più frequentate anche il venerdì sera e notte, come già avviene per il sabato. La consigliera ha segnalato che nel 2024 c’erano state 51.976 obliterazioni con un aumento del 39,3% rispetto al 2022, e che 14.175 di queste obliterazioni (poco più del 27%) sono state effettuate sulle 756 corse totali nel 2024 della linea N450 Valle Aurina – Brunico. Il concetto del Nightliner come previsto dal piano provinciale della mobilità era stato completato nell’aprile 2022, ormai oltre tre anni e mezzo fa, e non era previsto un adeguamento: su alcune linee selezionate si poteva tuttavia avviare un progetto pilota di corse anche il venerdì sera e notte. Il Gruppo Verde aveva già presentato in passato la stessa mozione: la si riproponeva considerando che il venerdì sera spesso capitano incidenti. La Provincia investe molto nella mobilità, e non dovrebbe esserci alcuna differenza nell’offerta di mobilità tra il venerdì e il sabato sera.
Secondo Alex Ploner (Team K), la mozione è obsoleta, perché di fatto non ci sono più discoteche aperte: questo lo preoccupa. Inoltre, va detto che la sera i Nightliner sono l’unica possibilità di muoversi, al di là che la destinazione sia una discoteca o meno: a lui stesso è capitato di prenderlo per spostarsi un sabato notte. Ha aggiunto che non bisogna togliere le possibilità di vita notturna per i giovani per poche persone che si comportano male.
Questa posizione è stata condivisa da Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit): sarebbe come abolire i treni perché c’è qualcuno che non paga il biglietto. Egli ha aggiunto però che molti giovani non escono più di sera: in passato il problema era tornare a casa in sicurezza, ora il problema è anche dentro la discoteca. Quando si sollevano questi problemi, la Giunta ha un atteggiamento derisorio. La mozione sarà appoggiata.
Se si vuole essere attrattivi per i giovani, ha detto Zeno Oberkofler (gruppo verde)., cofirmatario, è indispensabile la possibilità di uscire la sera e di incontrarsi, cosa particolarmente difficile soprattutto nelle zone rurali. Il fabbisogno è effettivo anche il venerdí, e il servizio deve adeguarsi alle esigenze. In quanto alla chiusura delle discoteche, è un segnale completamente sbagliato. Non va dimenticato che c’è un governo di destra che sfrutta ogni posisbilità per rendere difficile la vita ai gestori e limitare la vita culturale, partendo dal decreto anti rave e opponendosi così a occasioni di incontro importanti, perché non tutto si impara a scuola. Bisogna smettere di limitare la vita notturna.
Brigitte Foppa (Gruppo verde), cofirmataria, ha fatto riferimento anche alla situazione dei genitori che si trovano di notte fuori dalla discoteca ad attendere i figli. Ha poi ricordato di aver sostenuto la riduzione della settimana scolastica a 5 giorni, e che questo ha comportato anche nuove esigenze, a cui non si è risposto. Se non vanno i genitori a prendere i figli c’è il rischio di incidenti. L’obiettivo della mobilità è che tutti usufruiscono del TPL, e moltissimo si fa per i turisti, ma poco per i giovani che vogliono una mobilità notturna.
Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha sostenuto la mozione, facendo riferimento alla linea della valle Aurina menzionata nelle premesse, con tantissimi accessi, che i giovani vorrebbero anche di venerdì. Oltre ai genitori che fanno da tassisti, va detto che molti dei consiglieri ricordano com’era la situazione quando erano giovani, con pochi controlli sul consumo di alcol e molti incidenti; ora i giovani non bevono, se devono guidare, oppure usano il nightliner: ma è bello anche per un adulto, se beve un bicchiere, avere la possibilità di un mezzo per tornare a casa.
Anche Andreas Leitner Reber (Freie Fraktion) ha annunciato sostegno alla mozione, invocando maggiore efficienza: alcune linee possono essere soppresse, altre vanno potenziate. Ci vuole anche un servizio di shuttle a chiamata, come nel Vorarlberg; la cultura del tempo libero è cambiata, e le linee di bus regolari non sono più un servizio adatto. Il Vorarlberg si è attivato, nonostante un bilancio inferiore, per andare incontro alle nuove esigenze dei giovani ma anche degli adulti.
Dai banchi dei consiglieri, Arno Kompatscher (SVP) ha chiesto di differenziare, considerando che da un lato, in caso di incidenti, si chiede dove sono le forze dell'ordine, mentre dall’altro, se si interviene, si parla di repressione. Vero è che ci sono dei problemi: la colpa non è sempre dei gestori dei locali, ma anche loro hanno degli obblighi. Ci vuole poi autoresponsabilità. Ha quindi fatto riferimento alla proposta di intesa del Ministero degli interni al fine di richiamare alle proprie responsabilità i gestori dei locali, in collaborazione con le Forze dell’ordine. In quanto padre di 7 figli, ha concluso, conosce la situazione.
Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit) ha detto di essere intervenuto in due casi presso il questore. In merito alla discoteca Aprés, il questore non era interessato a vedere un video che avrebbe potuto fargli riconsiderare la propria decisione. Anche quando lui andava in discoteca, spesso davanti al locale c’erano Polizia e Carabinieri, perché c’erano casi di rissa, ma ormai in tutta la Val d’isarco è attiva una sola caserma, che non può controllare tutto. Bisogna chiarire anche se gli agenti della sicurezza privata possono intervenire, in termini di responsabilità giuridica.
Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) ha contestato le affermazioni di Oberkofler secondo cui i rave parties vietati da Meloni sarebbero state occasioni in cui i giovani si scambiavano le idee: essi, avvenuti prima del Governo Meloni, avvenivano su terreni privati che venivano devastati, vi circolava droga e c’erano morti, con le forze dell’ordine che non vi potevano accedere perché aggredite. Grazie al cielo il Governo li aveva vietati, a tutela anche delle persone che abitavano nella zona e che venivano danneggiate. I rave parties non sono il simposio di Platone.
Jüergen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha detto che 20 anni fa non avrebbe approvato una tale mozione, oggi sì. Ha ricordato poi che a Caldaro ci sono 30 licenze per auto con conducente, che non viaggiano più dopo le 11: la Giunta potrebbe intervenire affinché uno di essi, a turno, sia disponibile al fine settimana.
La replica alla mozione sarà domani.
La seduta di oggi è terminata: il plenum si riunisce domani alle 10.00 per assistere alla presentazione della Rete contro le povertà dell’Alto Adige. La trattazione delle proposte dell'opposizione riprenderà a partire dalle 11.00.
Ultimo aggiornamento:
30/06/2026 18:39:21