Si conclude con un programma di forte identità e coerenza musicale la rassegna I Solisti d’Orchestra, affidata a I Solisti di Pavia sotto la direzione del M° Daniele Giorgi, con la partecipazione di Giovanni Sollima nel ruolo di violoncello e concertatore. Il titolo del concerto, “Folk, well done!”, orienta con chiarezza la lettura dell’intero programma: non una semplice esposizione del dato popolare, ma un processo di elaborazione e trasfigurazione, in cui la matrice folklorica diventa materiale compositivo da trasformare, ampliare, reinterpretare.
«Con “Folk, well done!” - conferma Francesco Nardelli, Direttore Generale del Teatro Fraschini – “si chiude una rassegna che ha saputo raccontare la vitalità della musica nella sua capacità di attraversare epoche e linguaggi. Questo concerto, in particolare, mette al centro un tema per noi essenziale: la relazione tra radice popolare e creazione artistica. È proprio in questa trasformazione che risiede il senso del progetto artistico: mostrare come il popolare non sia un punto di arrivo, ma una materia viva, che continua a generare nuove forme, nuove visioni, nuove possibilità di ascolto. Una linea che il Teatro Fraschini intende continuare a valorizzare, ponendo al centro della propria programmazione la qualità, la ricerca e il dialogo con il pubblico”.
L’apertura è affidata al Concerto per Violoncello in Do maggiore di Gaetano Ciandelli, musicista napoletano dell’Ottocento, la cui scrittura riflette una forte eredità legata alla ricchezza melodica della tradizione partenopea. In questa pagina si avverte con evidenza il legame con il canto e con il teatro musicale: una linea cantabile, riconoscibile e comunicativa, che porta con sé la memoria di un linguaggio popolare già filtrato attraverso la sensibilità colta e operistica.
Con Fecit Neap. 17 (il titolo proviene dall’etichetta posta sui loro strumenti dai Gagliano, celebre famiglia di liutai operante a Napoli nel XVIII secolo), nel quale momenti di cantabilità tipica del barocco napoletano si alternano sagacemente con un tema su basso ostinato di bella invenzione e passaggi dominati da ritmi insistenti, spesso irregolari e con un retrogusto esotico, Giovanni Sollima prosegue idealmente questo dialogo con Napoli, ma lo proietta in una dimensione contemporanea. La sua cifra compositiva, eclettica, libera, priva di confini stilistici, si fonda su un rapporto diretto con il pubblico, su un’autenticità espressiva che rende la materia musicale immediatamente percepibile. In questo contesto, l’elemento popolare non è citazione, ma energia originaria: un impulso che attraversa generi diversi e si traduce in una scrittura viva, dinamica, profondamente comunicativa.
Il percorso trova una sintesi esemplare nella musica di Béla Bartók, compositore che più di ogni altro ha fatto della ricerca sulle tradizioni popolari un fondamento del proprio linguaggio. Le Danze rumene Sz. 56 BB 68 restituiscono in forma concentrata e incisiva le linee melodiche raccolte dal repertorio folklorico, mantenendone la forza originaria ma inserendole in una struttura musicale consapevole.
Nel Divertimento per archi Sz. 113, questa stessa tensione si amplia e si approfondisce: la matrice popolare non scompare, ma viene assorbita e rielaborata all’interno di una costruzione più complessa, in cui il dato folklorico diventa parte integrante di un linguaggio moderno, capace di coniugare chiarezza formale e intensità espressiva.
Come sottolinea il M° Daniele Giorgi, il filo rosso del concerto risiede proprio in questa trasformazione: «il popolare non come elemento statico o decorativo, ma come materia viva, che ogni compositore rielabora secondo la propria sensibilità. In Ciandelli diventa canto e tradizione, in Sollima energia contemporanea e senza confini, in Bartók ricerca e costruzione: tre modi diversi di partire dalla stessa radice per arrivare a esiti profondamente distinti».
A interpretare questo percorso saranno I Solisti di Pavia, ensemble riconosciuto per la qualità e la coerenza delle proprie scelte artistiche, in un concerto conclusivo che restituisce con chiarezza il senso dell’intera rassegna: esplorare la musica come spazio di trasformazione, dove la tradizione si rinnova continuamente nel dialogo con il presente.
Incontro con i musicisti nel Ridotto, ore 19.30. Prima del concerto, un momento di incontro, tenuto dal Direttore Artistico e Musicale Daniele Giorgi e i musicisti ospiti per una durata di circa 20/30’, per chi ha il biglietto del concerto, fino a esaurimento posti disponibili.
PROGRAMMA
Gaetano Ciandelli
Concerto per Violoncello in Do Maggiore
(Allegro) Moderato, Largo, Rondò, Presto
Giovanni Sollima
Fecit Neap. 17
Béla Bartók
Divertimento per orchestra d'archi Sz. 113
Allegro non troppo, Molto adagio, Allegro assai
Béla Bartók
Danze rumene Sz. 56 (arr. per orchestra d'archi di Arthur Willner)
I. Jocul cu bâtă (Danza del bastone) - Allegro moderato
II. Brăul (Danza della fascia) - Allegro
III. Pe loc (Danza sul posto) - Moderato
IV. Buciumeana (Danza del corno) - Allegro
V. Poargă românească (Polka rumena) - Allegro
VI. Măruntel (Danza veloce) - Allegro
VII. Măruntel (Danza veloce) - Allegro vivace
INFORMAZIONI DI BIGLIETTERIA
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Ultimo aggiornamento:
09/04/2026 06:48:29