L'Agenda delle Valli

Eventi a Clusone per la Giornata dei Giusti 2026

Inizio: 06/03/2026 dalle ore 20:45 - Fine: 06/03/2026 alle ore 22:00 IT


Calendario eventi
2 - 6 marzo: Mostra "Semi di luce - I Giusti tra le Nazioni", Istituto Fantoni di Clusone, a cura dell'Associazione A Est dell'Eden con opere fotografiche, grafiche e installazioni di Valentina Carrera
6 marzo, ore 12.10: Cerimonia di piantumazione di nuovo albero presso il Giardino dei Giusti dell'Istituto Fantoni per la Giusta Aleksandra Skochilenko.
6 marzo, ore 20.45: Conferenza "Il potere di sapere - Informazione e democrazia nell'era digitale", Auditorium della scuola primaria di Clusone, via Roma 9. Organizzata dall’Istituto Fantoni con la collaborazione dell’Associazione culturale Il Testimone. La conferenza verrà tenuta dal Prof. Mario Gambaro, docente di Economia e Industria dei media presso l’Università degli Studi di Milano
Colletta alimentare “Dona cibo” - I partecipanti alla conferenza sono invitati a unirsi agli studenti nella raccolta viveri a favore del Banco di Solidarietà di Bergamo: un piccolo contributo per le famiglie del nostro territorio.
7-15 marzo: Mostra "Semi di luce - I Giusti tra le Nazioni", Sala Portec di Clusone, a cura dell'Associazione A Est dell'Eden con opere fotografiche, grafiche e installazioni di Valentina Carrera INAUGURAZIONE SABATO 7 ALLE ORE 15
 
Enti coinvolti
Con patrocinio del Comune di Clusone - Istituto Fantoni di Clusone, ABF di Clusone, Ass. Cult. A Est dell'Eden, Ass. Cult. Il Testimone
 
Presentazione del progetto
Su iniziativa dell'Istituto “Andrea Fantoni” di Clusone (BG) si sono unite diverse realtà associative e istituzionali del territorio della Valle del Serio intorno ad un progetto che vuole promuovere la figura dei Giusti tra le Nazioni come faro di speranza in un mondo in cui tra interessi particolari e la deriva delle guerre di cui oggi siamo testimoni sembra aver perso ogni bussola morale.
 
Tutto ruota intorno ad un giardino, uno dei tanti disseminati per il mondo grazie all’impegno straordinario della Fondazione Gariwo. Il Giardino dei Giusti è quello che l’anno scorso l'Istituto “Fantoni” ha piantumato di fronte all’ingresso della scuola con una serie di alberi dedicati ad altrettanti giovani, da Iqbal a Rita Atria.
 
Il Comune di Clusone ha riconosciuto il valore del progetto patrocinando gli eventi. Soprattutto però è la presenza delle scuole superiori, oltre all'Istituto "Fantoni" anche l’Azienda Bergamasca Formazione con il suo corso di grafica, a sottolineare come il progetto abbia una volontà di rivolgersi ai più giovani, perché prendano coscienza che esiste la possibilità di reagire quando intorno a noi sembra che non esiste altra scelta che tacere e adeguarsi, perché abbiano un esempio positivo che dia coraggio quando si sente la necessità di alzare la voce e dichiarare ciò che è Vero e, in sintesi, Giusto.
 
Quest’anno viene piantato un nuovo albero, dedicato ad Aleksandra Skochilenko. La giovane attivista russa è stata scelta per il suo impegno civile in nome della verità giornalistica contro la mancanza di informazione in Russia a proposito della guerra in Ucraina.
 
La sera del 6 marzo, dopo l’incontro con la celebrazione della Giornata dei Giusti e la piantumazione dell’albero, viene presentata una conferenza organizzata dal’Associazione Il Testimone, impegnata nella promozione della cittadinanza con contributi sui temi di più urgente attualità, tra cui politica, geopolitica, bioetica e memoria civile. La conferenza “Il potere di sapere - Informazione e democrazia nell'era digitale” è tenuta presso l’Auditorium Comunale dal Prof. Marco Gambaro, docente di Economia e industria dei media presso L'Università degli Studi di Milano.
 
 
Presentazione della mostra
 
Organizzata dall’Associazione A Est dell’Eden dal 2 al 15 di marzo fulcro palpitante degli eventi una mostra, “Semi di Luce - I Giusti tra le Nazioni”. I lavori dell’artista Valentina Carrera rappresentano uno straordinario viaggio all’interno del Bene che l’uomo può dimostrare di saper scegliere. Durante la prima settimana la mostra viene presentata dai ragazzi del Liceo delle Scienze Umane a tutti gli altri allievi dell’Istituto “Fantoni” e anche agli amici del vicino ABF, che si è occupato di curare la grafica della parte pubblicitaria delle iniziative. Una seconda settimana invece vede la mostra disponibile alla fruizione da parte di tutta la cittadinanza clusonese e non solo presso la Sala Portec, principale centro espositivo del Comune collocato sotto il famoso Orologio Fanzago.
 
Il punto di partenza è Oskar Schindler, conosciuto universalmente anche grazie al pluripremiato film di Spielberg del 1993. È stato tra i primi ad essere nominato Giusto fra le Nazioni dalla commissione che si occupò di fondare e poi curare lo Yad Vashem (“un monumento e un nome”, da un versetto di Isaia) a Gerusalemme. Il dovere del ricordo del Bene e la volontà di mantenere viva la fiamma di Giustizia che brilla dentro ognuno di noi si coniugano sul piano estetico nelle opere di Valentina Carrera. Le opere presentate sono una collezione di fotografie, grafiche e installazioni che indagano figure di uomini e donne che sono stati in grado di dire o anche solo sussurrare quel “io no” che è la più potente dichiarazione di Giustizia quando il mondo intorno a noi cerca di piegarci alle logiche della paura, dell’omertà, del silenzio della coscienza.

Il protagonista assoluto di questa mostra è il legno in tutte le sue forme, dalla sezione di tronco nudo fino a pannelli in impiallacciato, da rovinati cassetti di recupero fino uno storico baule in perfette condizioni. Il legno rimanda agli alberi dei Giardini dei Giusti, perché l’albero è forza e resistenza, memoria e vita: veniamo tutti da un originario giardino e l’unica possibile realizzazione finale della nostra vita non può che essere in sintonia con l’albero, con la Natura. I cassetti sono come custodi della nostra intimità, simbolo dell’individuale che diventa qui collettivo, esempio che si offre come via di Verità. Il baule è carico di tutto ciò che c'è di più caro, custodisce l’essenziale quando costretti ad abbandonare ogni cosa superflua; in mostra il baule di Schindler, lasciato generosamente aperto per lasciare libere quelle 1200 vite che l’industriale ha salvato da morte certa. Ricorre purtroppo questo mese anche il primo anniversario della morte dell’ultimo della lista di Schindler, Francisco Wichter, morto a Buenos Aires a 99 anni.
 
Dal baule di Schindler si dipanano tanti fili con i nomi dei sopravvissuti, una ragnatela che rappresenta la propagazione del Bene così come la possibilità che ci siano nuove generazioni, una fitte rete che ricorda i rami tipici delle genealogie, così come le radici degli alberi. Il filo è un ulteriore elemento fondante l’estetica proposta da Valentina Carrera; fili si ritrovano in quasi tutte le opere, a volte di leggero cotone, altre di spago più spesso e poi corde, altre volte addirittura sono fili di metallo, rigidi ma piegati su stessi, infine filo di ferro, che da una parte ricorda la prigionia da cui non ci si può liberare ma dall’altra quella prigionia da cui dobbiamo moralmente liberarci quando tutto intorno a noi ci invita, suggerisce anzi obbliga a chiudere gli occhi. Alcuni pannelli sono particolarmente significativi perché legati all’attualità più stringente: le manifestazioni per la Pace in Ucraina, le manifestazioni antigovernative soffocate nel sangue in Iran, la figura di Aleksandra Skochilenko, sono presentati come dei quadri di indagine investigativa in cui i diversi elementi di una storia vengono affissi ad un pannello, organizzati e collegati con dei fili per cercare di trovare un senso. Questo procedimento rivela con efficacia il desiderio diffuso di comprendere i meccanismi che legano ancora e sempre l’Uomo a dinamiche di sopraffazione e violenza, negando gli insegnamenti della Storia ma anche e semplicemente il senso più profondo della Vita: essere nel Mondo con e per gli altri.
 
Una menzione particolare meritano i cassetti tipografici, utilizzati come archivi della memoria per presentare quello che l’Uomo è ancora in grado di fare malgrado le correnti opposte, malgrado le facili comodità, in nome di un ideale, sia esso di Fratellanza sia esso di rispetto per l’Ambiente o contro ogni tipo di discriminazione, contro l'estremismo arabo, contro la mafia.

Infine la luce, ovunque fondamentale per dare forma alle opere, soprattutto grazie all’uso di fogli di acetato, capaci di esaltare le figure facendole percepire vibranti, tridimensionali. In questo modo i ritratti appaiono più veri del vero perché indicano un’aspirazione, qualcosa di più alto, indefinito ma fondante la nostra Umanità. La luce viene anche invitata dalla presenza costante di semi, metafora del segno che le azioni dei Giusti devono lasciare nella nostra Anima con un dolce sussurro: “Chi salva una vita salva il mondo intero”.

Ultimo aggiornamento: 27/02/2026 23:11:14