L'Agenda delle Valli

Alto Adige, Lavori Consiglio: Ritiro delle sanzioni per le mascherine, Assistenza all’infanzia

Inizio: 02/07/2026 dalle ore 23:00 - Fine: 02/07/2026 alle ore 23:30 IT

È ripresa questa mattina, in Consiglio provinciale a Bolzano, la trattazione della mozione n. 436/26: Insistere nella riscossione di sanzioni inflitte ai cittadini in confermato difetto di ragionevolezza e proporzionalità oltre che in difetto assoluto di competenza, non è certo espressione di uno Stato di Diritto. La Giunta della Provincia Autonoma deve ristabilire lo Stato di diritto, iniziata ieri, con la quale Renate Holzeisen (VITA) chiedeva alla Giunta, nella persona del presidente, 1. di voler subito comunicare all’Alto Adige Riscossione S.p.A. la sospensione dell’incarico per l’incasso delle sanzioni inflitte dalla Segreteria generale della Provincia Autonoma di Bolzano ai cittadini per non aver usato la mascherina all’aperto; 2. di voler con urgenza ordinare alla Segreteria generale della Provincia Autonoma di Bolzano l’annullamento di tutte le sanzioni inflitte ai cittadini altoatesini-sudtirolesi per il mancato uso della mascherina all’aperto, e di voler, dunque, restituire ai cittadini altoatesini-sudtirolesi gli importi per le sanzioni da questi già pagati 2.1. perché si tratta di sanzioni inflitte ultra vires in difetto assoluto di competenza della Segreteria generale della Provincia Autonoma di Bolzano per l’applicazione delle sanzioni amministrative di cui all’art. 4 D.L. 19/2020 2.2. perché, in ogni caso, si tratta di sanzioni irrogate ai cittadini per un loro comportamento non lesivo e non offensivo dell’interesse tutelato (contrasto e contenimento alla diffusione del virus) e, dunque, di sanzioni irrogate in evidente difetto di ragionevolezza e proporzionalità.

Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) ha ricordato che la mascherina era una cosa assolutamente inutile, tanto che c’erano supermercati che vendevano mascherine di cotone, del tutto inutili. Ha quindi ricordato che nell’accordo di maggioranza è previsto, al fine di superare le divisioni createsi in seguito alla pandemia e promuovere la pacificazione sociale: la prima cosa da fare a questo scopo è proprio togliere le multe, pertanto lei voterà per questa mozione.

Andreas Colli (Wir Bürger) ha detto che è giunto il momento di riparare a decisioni sbagliate, prese con le conoscenze di allora. Bisognerebbe quindi approvare la proposta di Holzeisen, considerando che se si vuole si trovano sempre i mezzi necessari. Lui stesso aveva presentato alcuni anni fa una mozione a questo scopo,che era stata respinta. nel frattempo, anche componenti della giunta hanno ammesso di essersi basati su interpretazioni errate. Si può anche farla facile dire che sono state seguite le disposizioni statali, ma è comunque chiaro che non ci sono prove che le mascherine servano a limitare la diffusione del virus. Tutta la faccenda della mascherina la vede come attacco all’integrità delle persone.

Hannes Rabensteiner (Süd-tiroler freiheit) ha ringraziato la collega Holzeisen per la sua insistenza sulla questione, un tema di grande importanza. Chi siede nella commissione d’inchiesta sa quante cose non hanno funzionato. Gli errori fatti vanno corretti, e quindi anche le sanzioni restituite.

Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha annunciato voto favorevole alla parte dispositiva, ricordando il confronto sui margini di autonomia del Consiglio e il fatto che il gruppo verde era stato tra i pochi ad astenersi sulla legge provinciale. Quale presidente della commissione d’inchiesta, ha detto che non si intendono fare accuse o rivendicazioni, bensì capire cos’è successo. Una misura come quella proposta contribuisce alla riappacificazione. Ha chiesto quindi votazione separata di premesse e parte deliberante, respingendo la “postilla”.

Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha detto che né lui né l’ass. Messner hanno problemi ad ammettere che con le conoscenze di oggi si prenderebbero decisioni diverse, ma allora le conoscenze erano diverse. All'epoca non c’era evidenza scientifica che le mascherine non servissero a nulla. Questo riguarda anche le mascherine all’aperto e altri temi che non verrebbero gestite come allora, ma ciò era stato fatto a tutela della popolazione e del sistema sanitario. La misura relativa alle mascherine, così come le sanzioni, erano una misura nazionale, cui la provincia aveva fatto riferimento senza sanzioni aggiuntive. La Provincia non ha la competenza in merito, e la stessa cons. Holzeisen ha sempre detto che non c’era la competenza per infliggere le sanzioni: infatti, la Provincia ha solo istituito l'unità amministrativa competente. Non è tuttavia possibile che ognuno decida di non rispettare una norma perché non la ritiene giusta e forse in futuro sarà abolita: non funziona così uno stato di diritto. sono tanti i casi in cui c’erano norme che prevedevano sanzioni e che poi sono state abrogate. Non c’è alcun problema a rimettersi in discussione né ad accettare le conoscenze cui è giunta la scienza. Alcune misure erano state giuste, come il divieto di fare feste al chiuso, ma altre si possono rivedere con le conoscenze di oggi: allora, tuttavia, parevano corrette. Holzeisen ha replicato che un diritto fondamentale si può limitare solo se si sa che la misura è proporzionale e sensata, e non di può fare un confronto con le sanzioni per i parcheggi. Kompatscher fa volontariamente confusione sulle competenze, ben sapendo che la segreteria generale della Provincia ha erogato sanzioni, cosa che competeva al prefetto. Ha ribadito che non è accettabile che si continui a riscuotere sanzioni, e che Kompatscher aveva continuato a pretendere l’uso della mascherina all’aperto mentre altrove questa disposizione era stata ritirata. Il presidente sa perfettamente che poteva agire solo nelle more, qualora lo Stato non avesse emesso disposizioni: tuttavia si era continuamente attivato con le proprie ordinanze. Intervenendo per fatto personale, il pres. Kompatscher ha invitato a evitare le critiche personali o valutative delle sensibilità, Holzeisen ha replicato che è il presidente che valuta in base alle sensibilità. La mozione è stata posta in votazione per parti separate e respinta: le premesse con 12 sì, 18 no e 4 astensioni, il punto 1. con 17 sì e 17 no, il 2. con lo stesso risultato, il 2.1 con 12 sì, 17 no e 5 astensioni, il 2.2 con 8 sì, 20 no e 6 astensioni. 
È ripresa quindi la trattazione della mozione n. 33/24: Assistenza all’infanzia durante tutto l’anno: alla ricerca di nuove soluzioni (presentata dai conss. Rieder, Köllensperger, Ploner F. e Ploner A. il 26/01/2024); (inizio trattazione il 12/02/2025 - continuazione il 13/02/2025 - continuazione il 27/11/2025 - continuazione); interrotta il 27 novembre scorso, con la quale Maria Elisabeth Rieder (Team K) chiedeva (versione emendata) di elaborare un progetto organico per l’assistenza all’infanzia lungo tutto l’arco dell’anno in collaborazione con tutti i soggetti coinvolti e interessati, affrontando tale tematica da tutti i punti di vista e senza preconcetti con l’obiettivo di individuare insieme nuove soluzioni che tengano conto delle attuali sfide a cui la nostra società deve far fronte. In un secondo momento, ha detto Rieder, vanno anche elaborati i contratti collettivi. Dagli studi emerge la difficoltà dei genitori a conciliare famiglia e lavoro, e un sondaggio rivela che questa situazione problematica riguarda oltre l’86% dei genitori. Ci vogliono quindi delle modifiche con la flessibilitá di tutte le parti in causa. Va detto anche che non tutto il personale delle scuole dell'infanzia vuole avere le giornate libere. bisogna anche intervenire sul click day.

Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha detto che la provincia ha perso il treno: si era partiti da una situazione in cui la mamma stava a casa, ma ora non è più così: c’è quindi un problema sistemico, a danno della donna. Attualmente la maggior parte dei bambini in estate vengono portati da un’offerta all’altra, con grande stress e grande esborso economico per i genitori. Un concetto complessivo è necessario.

La qualità di una società si vede da come vengono gestite categorie fragili e senza lobby come bambini e anziani, ha detto Waltraud Deeg (SVP). La conciliazione è un tema importante, e si stanno creando delle condizioni quadro affinché le famiglie possano decidere autonomamente come gestire la situazione. ha ricordato che nel 2014 erano stati investiti 3,6 milioni, e che attualmente ci sono migliaia di bambini accompagnati nelle offerte estive. La Giunta parla con le famiglie, con la gente, con le organizzazioni, non lo fanno solo i consiglieri, lei stessa aveva proposto un asilo per tutto l’anno ma era stata molto criticata. Ci vuole coerenza e sincerità.

Alex Ploner (Team K) ha chiesto a Deeg con quali persone parla, e ha invitato Pamer a ricordarsi le cose che aveva proposto al stessa Giunta, ovvero una scuola dell'infanzia aperta tutto l’anno, nonché la riforma completa del sistema sociale educativo avanzata dalla Soziale Mitte, gli annunci di interventi di conciliazione. Pamer però ora respinge con forza queste richieste dicendo che il Team K vuole proporre di lavorare tutto l’anno, anche Deeg si dice indignata, ma ció solo perché la richiesta viene dalla direzione sbagliata. La maggioranza tende poi a vendere come proprie le idee delle opposizioni, come successo ieri con la una mozione del Team K.

L’ass. Philipp Achammer ha detto che bisogna intervenire sulla conciliazione lavoro famiglia, e che sono già state adottate decisioni che andranno incontro alle esigenze delle famiglie, con orari più lunghi nella scuola dell’infanzia e relativi criteri semplificati, nonché offerte di orario prolungato amplificate: il prossimo anno saranno 120 quelle nuove. Ha fatto riferimento all’offerta estiva distrettuale per bambini tra i 3 e i 6 anni a livello distrettuale, che lui vorrebbe assolutamente, ritenendo che fossero stati istituiti troppi tavoli. Ora si era nel mezzo della contrattazione collettiva, con l’intenzione di intervenire sugli orari e creare modelli di lavoro anche solo al pomeriggio o altre modalità. A volte è necessario non comunicare tutto subito in pubblico, perché c’è subito chi insorge.

L’ass. Rosmarie Pamer ha premesso che continua a sostenere le sue affermazioni riguardo alla scuola dell’infanzia aperta tutto l’anno e ha aggiunto, tra le altre cose, che l’assistenza alla prima infanzia non dovrebbe rientrare nel settore pubblico. L’attuale modello funziona bene. Il compenso lascia ancora a desiderare, anche se si sono fatti die passi avanti per le microstrutture. In merito ai nuovi criteri si è seguita la direzione di Trento, ovvero un’offerta di 6 settimane con uguale persona di riferimento: 103 Comuni hanno previsto tale offerta,  si sono dati molto da fare. In quanto i click days, sarebbe auspicabile che ce ne fosse il minor numero possibile, ma in parte sono proprio gli enti gestori a volerle. Infatti, se per determinate offerte c’è solo un numero limitato di posti, allora sono possibili solo i “clickdays” o un sorteggio. Rieder ha replicato che tutto ciò che Achammer e pa,mer avevano detto era contenuto nelle sue premesse, e che l’Alleanza per le famiglie giá da tempo aveva chiesto questo modello per i bambini; anche nel piano per la paritá si parlava di un modello di assistenza 0-6 per tutto l’anno: tutto questo va attuato, mente ora si respingono queste proposte che sono molto ridimensionate. è un fatto che i genitori che devono lavorare non trovano posto di assistenza estiva per i propri figli. Ha quindi proposto che il tavolo di lavoro fosse allargato anche ad  altri esperti, in modo da mettere sul tavolo tutte le proposte in un'atmosfera di fiducia. C’è bisogno di un modello complessivo e condiviso, non si può andare avanti solo con piccoli singoli passi. La mozione è stata respinta con 14 sì, 18 no e 1 astensione.
 

Ultimo aggiornamento: 02/07/2026 20:41:02