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Ponte di Legno, "Meno mine più note" di Ramin Bahrami per il Ferragosto musicale

PONTE DI LEGNO (Brescia) – Dopo il concerto “il fuoco nelle dita” di Giulia Rimonda e Josef Mossali toccherà a Ramin Bahrami e Mario Lauro mettere il sigillo alla dodicesima edizione di “Una montagna di cultura...la cultura in montagna”, la rassegna organizzata da Pontedilegno-MirellaCultura con la collaborazione di Pro Loco e Biblioteca Civica.

Negli ultimi anni è sempre toccato a Ramin Bahrami chiudere il programma musicale della manifestazione con il Concerto di Ferragosto, che per tradizione si tiene il 16 (ore 21, Sala Paradiso del Centro Congressi Mirella). Sarà così anche in questo 2026. Con il concerto “Meno mine più note”, il pianista iraniano concluderà il minifestival “Musica a un passo dal cielo”, che ha visto intervenire anche la percussionista Rossana Bribò con le sue “celesti vibrazioni”, oltre allo stesso Mossali.

Bahrami è considerato uno dei massimi cultori, a livello mondiale, di Bach. La sua attività è strettamente legata alla musica del grande Johann Sebastian, pur offrendosi anche ad un repertorio con altri grandi classici.
E una dimostrazione la darà sicuramente in “Meno mine più note”, titolo con neppur troppo nascosto riferimento a quel che succede nel suo Paese d'origine, l'Iran. Tema che Bahrami, al suo arrivo a Ponte di Legno dalla Germania, dove risiede, sintetizza così: “Quando la politica fallisce, la Cultura, con la C maiuscola, risorge”.

Il suo programma prevede, oltre all'apertura e alla chiusura inevitabilmente con Bach (Partita n.1 in si bemolle maggiore BWV 825 e Capriccio sopra la lontananza del suo fratello dilettissimo BWV 992 in si bemolle maggiore), l'esecuzione di Beethoven (Sonata n.14 in do diesis minore 'al chiaro di luna'), Schumann (Scene infantili, op. 15), Rachmaninov (Elegia in mi bemolle n. 1, op. 3), Bela Bartok (6 danze popolari rumene) e dell'iraniano Anoushiravan Rohani (io sono un fiore di pietra e re di cuori). Insomma, un appuntamento di grande musica.

Esaurita la parte musicale toccherà poi lunedì 17 a Mario Lauro la chiusura vera e propria dell'intera rassegna con una serata intitolata “Libano: archeologia e storia di un Paese tormentato”. Lauro, con le sue fotografie e i suoi appunti di viaggio porterà il pubblico a conoscere luoghi e siti archeologici poco noti permettendo di iniziare a conoscere meglio la storia di una zona del mondo poco conosciuta ma di questi tempi sempre presente con le sue tragedie.
Ultimo aggiornamento: 15/08/2026 00:33

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